ACCA e DiSt Federico II: Open BIM e importanza dei formati aperti

L’Open BIM e la digitalizzazione del settore delle costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II

Negli ultimi anni la crescente diffusione delle metodologie BIM nel settore delle costruzioni ha evidenziato potenzialità e criticità di un approccio che pone le sue fondamenta su una spinta digitalizzazione delle informazioni e dei processi finalizzati ad una progettazione integrata e multidisciplinare.

La chiave di volta di questo approccio è l’interoperabilità tra software di BIM authoring e BIM tools che consente di utilizzare i modelli informativi prodotti in ambiente BIM per analisi specialistiche condotte invece mediante apposite BIM tools.

La strada dei formati proprietari inizialmente percorsa ha mostrato purtroppo non poche carenze e criticità che oggi l’approccio Open BIM, ultima frontiera della progettazione integrata, si pone l’obiettivo di superare.

Open BIM e formati aperti

L’Open BIM costituisce un approccio universale che favorisce la collaborazione durante le fasi di progettazione, realizzazione e gestione delle opere civili grazie all’utilizzo di flussi di lavoro, standards e procedure aperte basate sul formato d’interscambio non proprietario l’IFC (Industry Foundation Classes) ISO 16739:2013.

Essendo tuttavia questo un approccio ancora in fase di sviluppo ad oggi risulta evidente come per tutte le discipline non sia possibile garantire una medesima qualità delle informazioni condivise pertanto il ruolo della ricerca scientifica è di fondamentale importanza.

La collaborazione tra ACCA software ed il DiSt della Federico II

Nello scenario Open BIM, l’ingegneria strutturale risulta tra le discipline più sfavorite dovendo affrontare numerose carenze in tema di scambi informativi pertanto è attiva da alcuni anni una stretta collaborazione tra ACCA Software e il gruppo di ricerca del Professore Domenico Asprone dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il gruppo di ricerca in materia Open BIM del Professore Domenico Asprone è attivo presso il Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, all’avanguardia in materia di Building Information Modeling grazie al suo corso di “Sistemi Informativi per le Costruzioni” (V. articolo su esperienza in ACCA del primo gruppo di allievi del corso) e al corso di master di II livello “BIM e Progettazione integrata sostenibile”, e comprende:

  • l’assegnista Antonio Salzano;
  • i dottorandi Vittoria Ciotta e Angelo Ciccone;
  • il borsista Domenico Maiello;
  • tutti ingegneri strutturisti laureatisi presso l’ateneo federiciano.
DiSt Università di Napoli Federico II (da sinistra: Angelo Ciccone, Domenico Asprone, Vittoria Ciotta)

DiSt Università di Napoli Federico II (da sinistra: Angelo Ciccone, Domenico Asprone, Vittoria Ciotta)

Le dichiarazioni del gruppo di ricerca

La digitalizzazione del settore delle costruzioni è un fenomeno piuttosto complesso di cui le metodologie BIM costituiscono un tassello fondamentale.

Dice il Professore Domenico Asprone, e continua:

in particolare, con il mio gruppo di ricerca stiamo indagando, nell’ambito dell’ingegneria strutturale, le prospettive di utilizzo di metodologie BIM basate su scambi di informazioni codificate secondo standard OpenBIM. Alcuni scenari interessanti come l’E-Permitting si sono già delineati, mentre su altri è presto per esprimersi, tuttavia, la ricerca universitaria ha un ruolo prominente nel definirne gli sviluppi in concerto con istituzioni e aziende leader del settore.

Lo spirito innovativo del gruppo non manca certo di concretezza infatti l’assegnista di ricerca Antonio Salzano afferma che:

le soluzioni proposte in ricerca acquistano un valore aggiunto quando diventano fruibili anche nella pratica professionale e noi che lavoriamo in ambito BIM sentiamo particolarmente l’esigenza di tener conto di questo aspetto sin dal principio, impegnandoci a rendere il passaggio più naturale possibile.

Secondo la dottoranda Vittoria Ciotta:

la ricerca nell’ambito dell’ingegneria strutturale è chiamata a risolvere le criticità in materia di scambi informativi in ambiente BIM; per un giovane ricercatore ciò costituisce una sfida davvero entusiasmante da affrontare munendosi di competenze trasversali che partono dalla disciplina ingegneristica e arrivano sino alla conoscenza avanzata degli standard Open BIM per la codifica delle informazioni, strumenti imprescindibili per la definizione di valide strategie risolutive.

Inoltre, il dottorando Angelo Ciccone afferma che:

lavorare attivamente alla stesura di una proposta di Model View Definition (MVD) per la codifica delle informazioni afferenti alla sicurezza strutturale di un manufatto in ambiente BIM mi ha consentito di tastare con mano il valore aggiunto che le metodologie Open BIM possono apportare alla nostra disciplina.

Infine, il borsista Domenico Maiello aggiunge che:

è stato interessante capire l’origine delle difficoltà che si incontrano quando si passa dall’ambiente di BIM authoring alle BIM tool per il calcolo strutturale, non mi sorprende che si riescano a realizzare solo scambi informativi parziali o frammentari, è qui che le potenzialità dell’Open BIM possono esprimersi al meglio.

edilus
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