Appalti sopra la soglia comunitaria: il collegio di esperti BIM

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La legge semplificazioni prevede la nomina di un collegio consultivo tecnico per gli appalti sopra la soglia comunitaria: requisito fondamentale è la padronanza degli strumenti BIM

Con la pubblicazione della legge semplificazioni (legge 120/2020 di conversione del dl 76/2020) è stato introdotto, con l’art. 6, l’obbligo di nominare un collegio consultivo tecnico per gli appalti sopra la soglia comunitaria.

Tra i requisiti che questi tecnici, nominati dalle stazioni appaltanti, dovranno avere, è prevista una conoscenza comprovata in ambito BIM.

Le nuove soglie di rilevanza UE

Ricordiamo che dal 1° gennaio 2020 le soglie di rilevanza comunitaria per gli appalti nei settori ordinari, di cui all’art. 35 del Codice appalti (dlgs n. 50/2016), sono le seguenti:

  1. euro 5.350.000 per gli appalti pubblici di lavori e per le concessioni;
  2. euro 139.000 per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e per i concorsi pubblici di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni che sono autorità governative centrali indicate nell’allegato III del codice appalti; se gli appalti pubblici di forniture sono aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici operanti nel settore della difesa, questa soglia si applica solo agli appalti concernenti i prodotti menzionati nell’allegato VIII del codice appalti;
  3. euro 214.000 per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e per i concorsi pubblici di progettazione aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali; tale soglia si applica anche agli appalti pubblici di forniture aggiudicati dalle autorità governative centrali che operano nel settore della difesa, allorché tali appalti concernono prodotti non menzionati nell’allegato VIII del codice appalti;
  4. euro 750.000 per gli appalti di servizi sociali e di altri servizi specifici elencati all’allegato IX del codice appalti .

Il collegio consultivo previsto dalla legge semplificazioni

L’art. 6 della legge semplificazioni (dl 76/2020) prevede l’obbligo, da parte della stazione appaltante, di nominare un collegio tecnico da consultare prima dell’avvio dell’esecuzione di ciascun appalto il cui importo sia superiore ai 5.350.000 di euro.

Tale organo avrà funzioni di assistenza per la rapida risoluzione di eventuali controversie o dispute tecniche, di ogni natura, che potrebbero insorgere nel corso dell’esecuzione del contratto stesso.

Il collegio consultivo tecnico è formato, a scelta della stazione appaltante, da 3 o 5 componenti, in base alla complessità dell’opera.

I componenti del collegio

Deve essere prevista, tra i membri del collegio, l’eterogeneità delle professionalità richieste, essi infatti potranno essere selezionati tra:

  • architetti,
  • ingegneri;
  • giuristi;
  • economisti;

con comprovata esperienza nel settore degli appalti delle concessioni e degli investimenti pubblici, anche in relazione allo specifico oggetto del contratto.

Le competenze dei tecnici

I tecnici inoltre devono possedere una specifica conoscenza di metodi e strumenti elettronici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (BIM).

Tale conoscenza deve essere maturata per effetto del conseguimento:

  • o di un dottorato di ricerca;
  • o di una dimostrata esperienza pratica e professionale di almeno 10 anni nel settore di riferimento.

Costituzione e scioglimento del collegio

I componenti del collegio possono essere scelti anche dalle parti di comune accordo, ovvero le parti possono concordare che ciascuna di esse nomini uno o due componenti e che il terzo o il quinto componente, con funzioni di presidente, sia scelto dai componenti di nomina di parte.

In tal caso il collegio consultivo tecnico si intende costituito al momento della designazione del terzo o del quinto componente. All’atto della costituzione è fornita al collegio consultivo copia dell’intera documentazione inerente al contratto.

Il collegio consultivo tecnico è sciolto al termine dell’esecuzione del contratto.

Compensi

I componenti del collegio consultivo tecnico hanno diritto a un compenso a carico delle parti e proporzionato al valore dell’opera, al numero, alla qualità e alla tempestività delle determinazioni assunte.

In mancanza di determinazioni o pareri ad essi spetta sempre un gettone unico onnicomprensivo.

Cumulabilità degli incarichi

Il dl 76/2020 prevede inoltre che ogni componente del collegio consultivo tecnico non possa ricoprire più di 5 incarichi contemporaneamente e comunque non potrà svolgere più di dieci incarichi ogni due anni.

In caso di ritardo nell’adozione di tre determinazioni o di ritardo superiore a sessanta giorni nell’assunzione anche di una sola determinazione, i componenti del collegio non possono essere nuovamente nominati come componenti di altri collegi per la durata di tre anni decorrenti dalla data di maturazione del ritardo.

 

Clicca qui per scaricare la legge semplificazioni

 

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