Bauhaus Art: 10 icone per ricordare i suoi 100 anni

Razionalità, rifiuto degli ornamenti fini a sé stessi e funzionalità: uno stile non convenzionale allora, ma ancora attualissimo oggi. Ecco una raccolta di 10 pezzi iconici per ricordare la Bauhaus Art

Il nostro omaggio alla leggendaria Scuola, iniziato con il ripercorrerne la storia e continuato presentando i più importanti eventi organizzati per ricordarne il Jubiläum, si conclude con quest’articolo in cui cercheremo di delineare i tratti caratterizzanti lo stile Bauhaus attraverso la descrizione della Bauhaus Art e di 10 icone di design che hanno fatto la storia della scuola di Gropius.

Senza dubbio ciò che colpisce del Bauhaus è, non solo la diversità della sua estetica, ma l’incredibile ricchezza delle sue discipline che, oltre a pittura e scultura, includono anche fotografia, teatro, danza, design, decorazione d’interni, tessuti e persino giocattoli per bambini e cartelloni pubblicitari.

Pur non essendo mai stato redatto un vero e proprio manifesto di stile del Bauhaus, ogni manufatto prodotto in quel periodo dichiara espressamente i principi guida che diventeranno significative espressioni del movimento moderno.

Per interpretare con maggiore completezza la produzione degli oggetti iconici che abbiamo scelto per rappresentare la Bauhaus Art e ricordare il centenario dalla sua fondazione, è necessario ritornare per un attimo alle ‘Arts and Crafts‘ di Morris e Ruskin.

E’ da qui che il Bauhaus attinge per formulare la propria poetica: esaltazione della manualità dell’artista, riscoperta dell’artigianato, gestione dei processi di standardizzazione. Tutto parte dall’intuizione che l’artista/artigiano abbia il dovere sociale di educare alla bellezza, intervenendo nel processo di industrializzazione, produzione e massificazione dei prodotti.

Un oggetto, però, è bello quando funziona. Il concetto di funzionalità di espande fino a fondersi completamente con quello di bellezza.

Si supera la teoria de”l’art pour l’art”, cara a Gautier e ai parnassiani di fine ottocento, e si adotta una nuova filosofia, “Form follows function”, figlia della rivoluzione razionalista che incalza e “adatta al mondo di macchine, di radio e automobili veloci..”.

Le forme, dunque, si semplificano per adeguarsi alle esigenze della produzione di massa. Scompaiono gli ornamenti fino ad ottenere un linguaggio geometrico ridotto all’osso, che cerchi l’equilibrio tra armonia estetica e funzionalità, coniugando astrazione e meccanizzazione.

10 icone della Bauhaus Art

Ecco quindi una sintesi di alcuni prodotti iconici della Bauhaus Art.

Sedia Wassily di Marcel Breuer

La prima sedia in tubolare del design, composta da un’unica barra metallica in tubolare. Ha rivoluzionato la storia del mobile moderno.

Bauhaus art - sedia wassily Breuer

Bauhaus art – sedia wassily Breuer

Disegnata da Marcel Breuer tra il 1925 e il 1926 e nota come modello B3, impressionò a tal punto il pittore Wassily Kandinsky, amico e collega di Breuer, tanto da fargli prendere il suo nome.

Il concept del progetto è chiarissimo: partire da una tradizionale seduta imbottita e, lavorando per sottrazione, arrivare alla sua struttura, alla sua essenza. Eliminando il superfluo si scopre la geometria, si fa chiara l’idea generatrice fatta di tela e tubolari in acciaio cromato, come quelli di una bicicletta. Ridotti all’ essenziale gli oggetti mostrano nient’altro che la loro funzionalità.

Culla di Peter Keler

La culla (Baby Cradle) fu disegnata dall’architetto tedesco Peter Keler in occasione della prima esposizione del Bauhaus a Weimar nel 1923. Qui è chiara la citazione all’opera del pittore Mondrian che emerge dall’uso sapiente delle forme geometriche pure e dei colori primari: giallo, rosso e blu.

Bauhaus art - culla Keler

Bauhaus art – culla Keler

La rappresentazione bidimensionale dell’oggetto evidenzia ancora di più il rigore geometrico delle forme: un triangolo inscritto in una circonferenza. L’utilizzo della circonferenza non è casuale: permette l’oscillazione della culla rendendola un oggetto vitale ed energetico ma soprattutto, ancora una volta, funzionale.

Adjustable E-1027 di Eileen Gray

Eleganza e raffinatezza per questo classico tra i classici: proporzione, leggerezza e trasparenza hanno fatto di questo tavolo una delle icone della Bauhaus Art ed in genere del design del ventesimo secolo.

Bauhaus art - adjustable E-1027 Gray

Bauhaus art – adjustable E-1027 Gray

Il tavolo da caffè E-1027 disegnato da Eileen Gray nel 1927 sembra infatti una creazione contemporanea, sia per l’utilizzo dei materiali che per la scelte delle forme proporzionate e contenute (diametro 51 cm e altezza regolabile da 62 a 101 centimetri). La struttura in tubolare di acciaio, il piano in cristallo trasparente e l’altezza regolabile lo rendono, infatti, attualissimo e multifunzionale, utilizzabile tanto in salotto, accanto al divano, tanto in camera da letto anche in sostituzione del comodino.

Una curiosità: questo grande classico prende il nome dalla dimora E-1027 realizzata da Eileen Gray e da Jean Badovici presso Roquebrune-Cap-Martin, vicino Monaco; il suo nome è un vero ‘codice segreto’: E come Eileen, il numero 10 per Jean (J è la lettera dell’alfabeto 10), il 2 per la B (adovici) e il 7 per G (Ray).

Set di scacchi Bauhaus di Josef Hartwig

Far entrare la bellezza nelle case di tutti attraverso l’uso di oggetti quotidiani, educa gli individui ai valori di armonia, di estetica e funzionalità: anche un elemento ludico come una scacchiera, dunque, si carica di una profonda valenza ideologica e democratica.

Ecco la celebre scacchiera di Josef Hartwig, disegnata dall’artista tedesco tra il 1923 e il 1924.

Bauhaus art - scacchi Hartwig

Bauhaus art – scacchi Hartwig

Sappiamo che il gioco degli scacchi si basa su una metafora bellica. In questo caso Hartwig, invece di lavorare i singoli pezzi in modo tale da trasformarli in qualcosa di completamente diverso, come una torre, un cavallo o un alfiere, ha lavorato sulla loro effettiva funzione: ovvero di compiere ben determinati movimenti sulla scacchiera nell’ambito del gioco.

I pezzi non sono perciò prodotti per rappresentare qualcosa di diverso ma sono creati in relazione al loro scopo intrinseco.

Il valore estetico è qualcosa che si affianca alla funzionalità. L’alfiere diventa una ‘X’, a simboleggiare i movimenti in diagonale che può compiere, il cavallo una ‘L’ e il potere della regina si esplica in una sfera in perfetto equilibrio su un cubo.

Sedia Barcelona di Mies van der Rohe e Lilly Reich

Una trattazione sulle icone del design di inizio novecento, seppur breve, non potrebbe prescindere dal citare la celebre sedia Barcelona, vera icona della Bauhaus Art.

Bauhaus art - sedia Barcelona Mies

Bauhaus art – sedia Barcelona Mies

La seduta fu ideata da Mies van der Rohe, affiancato dall’architetto Lilly Reich, nel 1929 per l’Esposizione Internazionale di Barcellona e da allora è diventata un’icona leggendaria di stile ed eleganza per tutti e un riferimento imprescindibile per gli architetti e i designer di tutto il mondo.

La struttura metallica, sinuosa ed essenziale, è arricchita solo dai due cuscini rettangolari in pelle capitonnè.

Nel 1950, per restare al passo con gli sviluppi delle nuove tecnologie, subì delle revisioni: il telaio, inizialmente composto da due sezioni imbullonate, venne ridisegnato per ottenerne un unico pezzo, fu introdotto l’acciaio inossidabile e si sostituì l’originaria pelle di cinghiale avorio con pelle di bovino.

Sedia Brno di Mies van der Rohe

La sedia Brno, altro capolavoro di Mies van der Rohe, fu progettata da tra il 1929 e il 1930 per la sala da pranzo dei coniugi Tugendhat, a Brno.

Mies aveva progettato la loro villa, curando anche l’arredo interno e alcuni dei suoi pezzi d’arredo hanno superato la fama della villa, restando ancora oggi nell’immaginario collettivo.

Bauhaus art - sedia Brno Mies

Bauhaus art – sedia Brno Mies

Inizialmente, aveva immaginato di affiancare al tavolo incassato la sua sedia MR20, ma risultò troppo ingombrante. Partendo, dunque, dal modello MR20, operò un’ulteriore semplificazione dello schema. Caratterizzante è il contrasto evidente tra la fluidità della linea tesa e arcuata del telaio e la perfetta squadratura del sedile e dello schienale e il modo in cui sono fissati tra loro che rende la seduta fluttuante e leggera. Il risultato è un oggetto riconoscibile che suggerisce leggerezza e lusso.

Infusore per il tè di Marianne Brandt

Il celebre infusore, realizzato nel 1924 dall’artista tedesca Marianne Brandt, gode ancora oggi di una certa riconoscibilità e fama, tanto da essere stato di recente battuto all’asta da Sotheby’s per 361 mila dollari.

Il concept compositivo parte ancora una volta dalla rivisitazione di un oggetto tradizionale, per arrivare ad un risultato del tutto innovativo e sorprendente.

storia del bauhaus - teiera

Bauhaus art – per il tè di Marianne Brandt

Il design convenzionale di una teiera viene rielaborato e ridotto alla sua matrice geometrica essenziale e priva di ornamenti. Ecco come la forma sinuosa e romantica della teiera tradizionale diventa la somma di forme geometriche nette ed essenziali che suggeriscono, però, una certa raffinatezza senza tempo.

Il corpo dell’infusore è una semisfera in argento, appoggiata su una struttura cruciforme, il manico è un semicerchio in ebano che si protende sulla sommità per facilitare la presa ed evitare di scottarsi durante l’uso, e le viti sono mostrate con fierezza: ogni elemento dichiara apertamente la funzione che è tenuto a svolgere.

Lampada MT8 di William Wagenfeld e Carl Jakob Jucker

La lampada MT8 è forse l’icona più riconoscibile, ancora oggi, della Bauhaus Art. Progettata a quattro mani dal tedesco Wilhelm Wagenfeld e dallo svizzero Carl Jakob Jucker è il perfetto esempio del principio per cui “la forma segue la funzione“.

Bauhaus art - lampada MT8 Wagenfeld

Bauhaus art – lampada MT8 Wagenfeld

La lampada si compone di una base circolare, di un corpo cilindrico e un paralume semisferico: tre elementi che giocano su trasparenze diverse. La ‘struttura portante’ dell’oggetto è in metallo cromato e viene esibita e dichiarata in tutta la sua funzionalità: la completa trasparenza del corpo della lampada la rende intenzionalmente visibile e riconoscibile.

La struttura in metallo sostiene il paralume in vetro opaco, che diffonde la luce in maniera morbida e soffusa. Tutto il processo produttivo è totalmente industriale e il design è concepito per garantire la massima efficienza produttiva, ottimizzando tempi e costi di produzione.

Maniglia di Walter Gropius

Tra gli oggetti più iconici del Bauhaus non potevamo non citare un pezzo firmato dal fondatore della scuola, Walter Gropius: la maniglia che l’architetto ideò in origine per lo stabilimento di Fagus, progettato interamente da Gropius nel 1923, e situato ad Alfeld in Germania.

Bauhaus art - maniglia Gropius

Bauhaus art – maniglia Gropius

Realizzata in ottone nichelato, questa semplice maniglia richiama lo stile industriale per il suo netto taglio cilindrico che sembra generato dal movimento lievemente rotatorio della mano che la cinge per aprire la porta. La forma, dunque, seppur rigorosamente geometrica, si adatta all’ergonomia del corpo umano.

L’oggetto vanta due primati non da poco: è la prima maniglia prodotta in serie ed è, ancora oggi, il prodotto più venduto della scuola Bauhaus.

Tavolini ad incastro di Josef Albers

Per concludere questa sintesi sui prodotti iconici della Bauhaus Art, ecco il set di tavoli a incastro ideato tra il 1926 e il 1927 dal designer Josef Albers.

Si tratta di una sintesi di tutti i principi del Bauhaus: i colori sono quelli primari (giallo, bianco, rosso e blu), sdoganati ormai dal De Stijl, e le forme sono semplici e geometriche. Ma quello che rende questo progetto totalmente innovativo è la volontà di renderlo multifunzionale e salvaspazio, adeguato, dunque, alle nuove esigenze abitative.

Bauhaus art - tavolini incastro Albers

Bauhaus art – tavolini incastro Albers

Il set si compone, infatti, di 4 elementi di dimensioni variabili che possono essere impilabili tra loro, diventando un unico tavolo o, all’occorrenza, 4 tavoli utilizzabili separatamente. Anche l’accostamento dei materiali impiegati è nuovo: il massello di rovere per la struttura e il vetro acrilico laccato per i ripiani.

Il risultato è un prodotto multifunzionale dall’aspetto ludico e vitale, che sembra precorrere di mezzo secolo il funzionalismo svedese del marchio Ikea.

 

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