BIM e pubblica amministrazione: il ruolo centrale della formazione dei tecnici

I processi e gli strumenti BIM vengono sempre più utilizzati nelle PA e la formazione dei tecnici diventa fondamentale: le testimonianze di 3 esperti nazionali

Con l’art. 6 del Decreto BIM (Dm 560/2017) sono state introdotte una serie di scadenze che già dal 2019 prevedono il graduale utilizzo del BIM negli appalti pubblici.

Ciò significa che le Pubbliche Amministrazioni devono essere in grado, sia per gli obblighi normativi sia per sfruttare i vantaggi indiscussi offerti dalle nuove tecnologie digitali, di saper utilizzare adeguamene tali strumenti. E’ per questo che diventa fondamentale avviare processi formativi adeguati sia per i tecnici interni alla PA sia per i liberi professionisti, ma soprattutto per le nuove generazioni di tecnici che devono ancora immettersi nel mercato del lavoro sia per i tecnici che hanno un’avviata esperienza lavorativa.

Il BIM, la PA e gli appalti secondo 3 dei massimi esperti nazionali sul BIM

Riportiamo l’esperienza diretta di tre dei massimi esperti nazionali di questo processo che integra sempre più BIM, tecnici, università e Pubblica Amministrazione:

  • l’ing. Donato Carlea, attuale Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha una esperienza decennale all’interno dei provveditorati alle opere pubbliche e nel Ministero delle Infrastrutture. Ha inoltre svolto numerosi incarichi all’interno delle università italiane e, come libero professionista, è stato il progettista di numerose ed importanti opere pubbliche;
  • il prof. Edoardo Cosenza, attuale Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Napoli e docente universitario presso la Federico II, che sin dal 1992 ha svolto numerosi incarichi all’interno della Facoltà di ingegneria di Napoli, ha collaborato inoltre con il Ministero delle Infrastrutture, il CNR ed il C.S.LL.PP, è stato assessore regionale in Campania, e dal 2016 è Presidente della Commissione Ingegneria Strutturale UNI.
  • il prof. Domenico Asprone, ingegnere e docente universitario presso la Federico II, già ricercatore di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Napoli Federico II dal 2011 e ricercatore associato all’Istituto di Sistemi Complessi del CNR dal 2015; attualmente è Professore Associato del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura della Federico II e membro del consiglio nazionale di buildingSMART Italia.

L’esperienza dei 3 ingegneri è stata tratta durante il convegno:”Il BIM come nuovo obbligo normativo per gli appalti pubblici – I vantaggi per i tecnici del settore delle costruzioni e per la Pubblica Amministrazionetenutosi il 16 luglio presso la sede ACCA software.

Donato Carlea

Il Presidente Carlea ha evidenziato come il processo di digitalizzazione delle costruzioni, ed il BIM, debbano essere supportati anche da un ripensamento complessivo dell’attuale normativa.

Infatti i vantaggi indiscussi apportati dal BIM possono essere ancora più evidenti se si inquadrano in un sistema normativo efficiente, ed efficace, che permetta di esprimere al meglio le potenzialità di tali strumenti al fine di giungere al “progetto perfetto“: un progetto cioè che non abbia più bisogno di varianti, privo di errori e contenziosi, che sia supportato da un processo sempre trasparente che metta al centro la qualità dell’opera.

Edoardo Cosenza

Per l’ing. Cosenza la preparazione e la motivazione dei dipendenti della PA, per facilitare la transizione verso la digitalizzazione delle costruzioni, è oramai indispensabile per limitare gli errori progettuali, le varianti in  corso d’opera e per facilitare la manutenzione degli immobili. Tutte queste diseconomie sono ormai evitabili e non più tollerabili all’interno dell’edilizia pubblica.

L’Università, a tal fine, già da tempo sta formando nuove generazioni di tecnici specializzati nel BIM.

Un processo di formazione dal basso verso l’alto, avviato grazie ai nuovi percorsi di laurea ed ai master; ma anche un processo dall’alto verso il basso dove anche i tecnici già presenti nelle pubbliche amministrazioni sono chiamati ad avviare corsi di aggiornamento professionale specificatamente destinati al BIM.

Domenico Asprone

Il prof. Asprone ha sottolineato come molte amministrazioni, in diverse realtà del paese, anche in Campania, stiano costruendo best practices che saranno poi utilizzabili come modello dagli altri enti pubblici.

Inoltre, tutte le PA avranno bisogno di riorganizzare le proprie strutture per adeguarle alle nuove esigenze digitali.

In tal senso sarà indispensabile il ruolo delle Università Federico II e del dipartimento di Ingegneria per la formazione del personale già presente nella PA e delle nuove generazioni di laureati.

In quest’ottica si inserisce la collaborazione tra Università, Genio civile di Avellino ed ACCA software.

L’ing. Asprone ha inoltre evidenziato i vantaggi dell’utilizzo del BIM che derivano dalla centralità del dato alla facilità di accesso alle informazioni, alla possibilità di condividerle ed archiviarle in maniera veloce ed in cloud.

 


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