BIM in Spagna, gli sviluppi della strategia nazionale

BIM in Spagna, gli sviluppi della strategia nazionale: dal 2019 obbligo negli appalti pubblici. Ecco il punto della situazione

Il principale obiettivo delle politiche di sviluppo del BIM in Spagna, così come nel resto del mondo, è l’aumento della produttività del settore delle costruzioni e dei lavori pubblici.

Le dirette conseguenze legate all’adozione di tale metodologia nell’edilizia sono ben evidenti al Governo spagnolo e possono essere così riassunte:

  • miglior adattamento alle nuove tendenze internazionali
  • aumento della qualità dei progetti e delle opere pubbliche
  • riduzione dei costi delle opere e delle infrastrutture
  • migliore gestione e riduzione dei tempi e dei costi nella fase costruttiva
  • aumento della trasparenza nello scambio di  informazioni
  • attenzione maggiore alla sostenibilità delle infrastrutture
  • mercato delle infrastrutture più dinamico
  • maggiore competitività delle aziende sul mercato internazionale
  • sviluppo maggiore complessivo del paese.

In questo articolo facciamo il punto della situazione sul livello di maturità del BIM in Spagna, analizzando anche l’ultimo rapporto es.BIM elaborato da una speciale commissione BIM.

Breve storia del BIM in Spagna

Prima di entrare nel dettaglio sul livello di diffusione di queste metodologie nell’industria spagnola delle costruzioni, facciamo un rapido riepilogo sulla storia della digitalizzaizone nel Paese:

2012

L’associazione spagnola di certificazione AENOR è l’unico organismo di certificazione spagnolo che sviluppa norme tecniche e protocolli ed è stato scelto dal Ministero dell’industria per rappresentare la Spagna in sede europea. Dal 1986 l’associazione contribuisce a migliorare la competitività delle imprese spagnole.

AENOR nel 2012 ha contribuito alla realizzazione di un sottocomitato per l’elaborazione delle norme AEN/CTN 41/SC13 per la redazione di standard relativi alle opere civili ed all’edilizia, denominato “Subcomité  Organización de modelos de información relativos a la edificación y la obra civil“. In questo comitato recentemente sono confluite le competenze circa i protocolli relativi alle metodologie BIM.

2014

Ufficialmente prende avvio il ramo spagnolo dell’associazione internazionale buildingSMART, anche se singole pratiche di utilizzo dei processi BIM erano state intraprese  sin dal 2009.

In questo anno il Ministero dello sviluppo crea un tavolo di confronto pubblico-privato per lo sviluppo del BIM in Spagna anche in relazione delle direttive europee n. 24/2014

2015

Si tiene a Barcellona il congresso EUBIM-Spagna in cui diverse istituzioni catalane fanno il punto della situazione e propongo iniziative a favore della diffusione del BIM nel Paese.

2017

La Catalogna adotta gli standard IFC per la diffusione di processi BIM in tutte le fasi del processo costruttivo. Vengono pubblicate una carta delle “intenzioni” e un programma con gli obiettivi da raggiungere.

2018/2019

Il programma spagnolo 2018/2019 sul BIM si basa su tre tappe principali:

  • 12/03/2018: uso raccomandato del BIM nei bandi di lavori pubblici
  • 12/12/2018:  uso obbligatorio del BIM nei bandi di costruzione di opere pubbliche
  • 26/07/2019: uso obbligatorio del BIM in tutti i lavori pubblici e nelle infrastrutture

La sinergia pubblico – privata

L’elemento chiave della strategia spagnola sul BIM è la collaborazione tra i diversi attori di tutti i settori coinvolti monitorando il processo per mezzo del Ministero dello Sviluppo.

Da ciò consegue che la collaborazione pubblico-privata è alla base della metodologia BIM; essa si articola in due passaggi:

  • top-down” dove è l’amministrazione pubblica a dare degli indirizzi
  • bottom-up” dove sono i diversi attori sul campo a segnalare le rettifiche da apportare per migliorare i processi.

Conseguentemente, ci saranno dei casi in cui è l’amministrazione pubblica a definire le linee di attuazione da seguire, e dei casi in cui saranno gli operatori a proporre linee di sviluppo e nuove iniziative.

La commissione BIM, istituita presso il Ministero de Fomento, ha stabilito una metodologia aperta con rettifiche continue basate sui report degli operatori sul campo. In pratica, una volta che il Ministero definirà delle linee guida generali, sarà il settore privato che le indirizzerà fino ad un livello più dettagliato. Alle istituzioni spetterà il compito di recepire nella normativa e coordinare le nuove idee riscontrate sul campo dai privati.

Il progetto es.BIM

Il Ministero dello Sviluppo spagnolo attraverso la suddetta commissione BIM ha promosso la creazione del progetto es.BIM con il fine di accelerarne la diffusione in Spagna.

Il progetto es.BIM  si basa su un decalogo di punti base:

  1. sviluppare la diffusione del BIM in Spagna nell’industria delle costruzioni, a partire da un gruppo di lavoro con una partecipazione aperta in tutti i settori sia essi pubblici che privati
  2. incentivare l’uso del BIM in tutto il ciclo di vita di una infrastruttura
  3. sensibilizzare le amministrazioni pubbliche nell’utilizzo di protocolli BIM nei bandi e nelle gare di opere pubbliche
  4. stabilire un programma per adattare la normativa alle metodologie BIM
  5. sviluppare protocolli nazionali che rendano omogeneo l’uso del BIM
  6. realizzare un piano accademico universitario per la formazione di personale tecnico specializzato
  7.  promuovere la digitalizzazione nella pianificazione di infrastrutture per renderle maggiormente sostenibili
  8. incentivare l’uso dell’ “open BIM” e stabilire i livelli di sicurezza per ciascun classe di operatore
  9. posizionare l’industria spagnola delle costruzioni tra le migliori nel mondo per l’utilizzo del BIM
  10. affiancare le istituzioni spagnole negli eventi internazionali del settore.

es.BIM attraverso il suo portale esbim.es è un programma pubblico basato su di un sistema aperto a cui possono partecipare tutti gli operatori del settore (imprese, professionisti, pubbliche amministrazioni), un gruppo multidisciplinare suddiviso per tematiche.

ACCA software è tra le imprese/enti che collaborano con la commissione es.BIM, partecipando ai gruppi di lavoro:

  • GT3 – Procesos
  • GT4 – Tecnología

Il rapporto es.BIM 2018: lo stato del BIM in Spagna

es.BIM elabora rapporti periodici sull’andamento della strategia BIM in Spagna.

L’ultimo rapporto risalente ad aprile 2018 riporta questi dati:

  • il 37% delle imprese spagnole crede che il BIM non sia una priorità
  • il 29 % degli operatori ha solo un minimo di formazione in BIM
  • solo l’11% ha una buona di dimestichezza con il BIM.

Ancora in salita è quindi il percorso del BIM nella penisola iberica; ciò, secondo la commistione es.BIM, è dovuto all’opposizione al cambiamento delle imprese edili e del mondo delle professioni.

Per cercare di aumentare la familiarità delle imprese con queste nuove metodologie di lavoro, le politiche pubbliche sono orientate a richiedere il BIM quale requisito imprescindibile per i bandi di gara di un opera pubblica.

L’idea potrebbe essere quella di seguire l’approccio italiano, con una introduzione progressiva dell’obbligatorietà del BIM, partendo dalle opere più importanti ed estendendo gradualmente negli anni l’uso del BIM anche anche elle opere minori. Al riguardo, ricordiamo che in Italia il dm 560/2017  ha previsto un’introduzione graduale dell’obbligo di adozione del BIM, che sarà obbligatorio dal 1° gennaio 2019 per le opere di importo pari o superiore a 100 milioni di euro, e poi via via per importi minori a decorrere dagli anni successivi al 2019 fino alle opere di importo inferiore a 1 milione di euro, per le quali il termine decorre dal 1° gennaio 2025.

Al momento si evidenzia che in Spagna, il mondo delle professioni, ritiene ancora il BIM una tipologia di software per la sola modellazione tridimensionale; per cambiare quest’errata convinzione è stato avviato un piano pluriennale di formazione professionale ed accademica.

Quindi potremmo riassumere dicendo che la strategia BIM in Spagna oggi può essere suddivisa in 2 parti:

  • una parte visibile, più facile da sviluppare ed approcciare direttamente relazionata con la tecnologia, con gli strumenti disponibili e con i software
  • una parte nascosta, più difficile da sviluppare, legata alle persone, alle loro interrelazione ed ai processi di scambio dati.

Possiamo anche notare come lo stato di diffusione dei processi BIM nel ciclo di vita di un edificio vede:

  • una bassa diffusione nella fase di pianificazione e progetto
  • una buona diffisone nella fase di costruzione
  • una diffusione quasi nulla nelle fasi di gestione e manutenzione.

Il rapporto es.BIM 2018: i bandi pubblici e di gara

Analizzando i dati statistici contenuti nel rapporto es.BIM di aprile 2018 si nota che tra gli 84 bandi di gara che richiedono la metodologia BIM pubblicati tra il 2017 ed il 2018:

  • l’ 87% riguarda il settore dell’edilizia pubblica
  • il 13% riguarda le infrastrutture

Nel grafico seguente è possibile notare come il BIM venga utilizzato principalmente nella fase di progetto/esecuzione  e solo marginalmente nelle altri fasi di vita dell’edificio. Il 52% di coloro che usano il BIM, lo sfruttano sia nella fase di progettazione sia in quella di costruzione, mentre il 24% lo sfrutta unicamente nella progettazione.

 

Grafico 1 – applicazione del BIM nelle varie fasi del ciclo di vita di un edificio

 

Nello specifico, per le infrastrutture esso viene utilizzato maggiormente nella fase di progettazione, mentre per l’edilizia pubblica si utilizza maggiormente sia nella progettazione sia fase di costruzione.

 

Grafico 2 – utilizzo del BIM nei progetti di opere pubbliche ed infrastrutture, suddiviso per fasi

 

Nel primo trimestre del 2018 i dati mostrano un aumento del 700%  di bandi pubblici che si basano su metodologie BIM rispetto al primo trimestre del 2017. Si può quindi affermare che la tendenza ad includere l’uso di protocolli BIM nei bandi pubblici è crescente e costante, visto che questi dati confermano una crescita già avutasi prima del 2017.

In particolare, come mostrato dal seguente grafico, il BIM in Spagna viene utilizzato per la realizzazione di edifici sanitari ed edifici scolastici.

Nel grafico a sinistra vediamo le tipologie edilizie riguardanti l’utilizzo del BIM nel settore delle costruzioni in generale, e a destra la suddivisione nei soli bandi pubblici.

 

Grafico 3 – destinazioni d’uso nelle quali è utilizzato il BIM

 

Questa notevole diffusione del BIM nel settore pubblico è rafforzata da un notevole aumento degli investimenti pubblici e ad una ripresa generale dell’economia spagnola.

Basti pensare che gli investimenti pubblici del solo primo trimestre 2018 sono pari al 40% di tutti i fondi erogati nel 2017.

Fra tutti i bandi “BIM oriented” del 2018 un dato importante da notare è che:

  • il 57% è promosso a livello regionale
  • il 25% è promosso a livello statale
  • il 12% è promosso a livello comunale
  • il 6 % è promosso da altri enti pubblici

Da ciò si evince come le amministrazioni regionali sono le prime ad includere protocolli BIM nei bandi di gara investendo, solo nel primo trimestre 2018, 72,6 milioni di euro in nuove opere pubbliche.

La distribuzione degli investimenti sul territorio spagnolo è chiarito nel seguente grafico dove si mostra il valore assoluto del numero di bandi pubblici con requisiti Bim in ciascuna comunità autonoma.

Grafico 4 – numero di progetti “BIM oriented” per regione

Nello specifico nel grafico seguente, è evidente che le regioni spagnole che hanno investito di più nel settore sono:

  • Catalogna con il 27,4 % di tutti glli investimenti nazionali relativi al 2018
  • Valencia con il 23,8 % di tutti glli investimenti nazionali relativi al 2018
  • Andalusia con il 10,7 % di tutti glli investimenti nazionali relativi al 2018

Grafico 5 – Diffusione percentuale del BIM per ciascuna regione spagnola

 

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Clicca qui per scaricare il report Es.BIM aprile 2018

 

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