Il BIM negli USA: gli inventori del BIM sono rimasti indietro

Negli USA il BIM non riesce a superare una serie di ostacoli legati alla mancanza di standardizzazione e coordinamento pubblico a livello federale: ecco perché molti Paesi hanno fatto progressi più rapidamente, superandoli

Il BIM nasce negli Stati Uniti nei primi anni 70: una prima descrizione di modello virtuale dell’edificio veniva proposta in una nota pubblicazione del 1974 di Charles M. Eastman (oggi riconosciuto tra le massime autorità mondiali in materia) relativa ad una ricerca sviluppata alla Carnegie-Mellon University di Pittsburgh (USA), dal titolo “An outline of the building descrition system“.

Di conseguenza ci aspetteremmo che gli United States siano il Paese più avanzato in merito all’adozione del BIM e alla sua applicazione nel settore delle costruzioni; in realtà non è proprio così. E’ solo negli ultimi 3 anni che la diffusione del BIM tra i vari stati confederati ha ritrovato vigore, diffondendosi, seppur pian piano, nel settore dell’architettura, dell’ingegneria e delle costruzioni (AEC).

Se facessimo un confronto con il Regno Unito e il suo Piano 2016/2020, che richiede già da tempo un BIM di livello 2 per tutti i lavori pubblici, noteremo come gli Usa siano rimasti indietro mentre altri Paesi li hanno superati.

Sono vari, infatti, i Paesi che hanno appreso dagli Stati Uniti metodologie e tecnologie, perfezionandole ed adattandole al proprio contesto, evitando gli errori compiuti dagli americani, legati principalmente ad una forte disomogeneità tra Stato e Stato.

La nascita del BIM in USA e le criticità attuali

Come già detto, l’introduzione del BIM negli USA risale agli anni ’70, ma la sua vera implementazione si è avuta negli anni ’90. E’ solo nel 1997, con la prima versione degli IFC, che l’industria americana ha preso piena consapevolezza dell’importanza dell’uso del BIM nelle costruzioni.

Il processo di apertura alle costruzioni digitali degli Stati Uniti è stato lento e tortuoso, proprio a causa del carattere sperimentale; ancora oggi si continua a creare/sperimentare soluzioni sempre migliori ed a lungo termine.

Elaborare una strategia ed una normativa nazionale valida per tutti i Paesi confederati e per tutti i progetti pubblici è ciò che davvero manca negli Stati Uniti.

Senza norme uniformi in tutto il Paese, la diffusione del BIM si basa solo sul rapporto tra singolo cliente ed appaltatore, secondo modalità differenti per ciascun progetto.

La confusione istituzionale è amplificata dal fatto che molti dipartimenti ed agenzie federali hanno creato i propri standard e li hanno pubblicati in specifici forum, come ad esempio l’istituto nazionale delle scienze dell’edilizia, ma questi standard sono creati in modo indipendente e senza relazioni tra loro.

Alcuni vedono questa non uniformità nel BIM negli Stati Uniti come un vantaggio, in quanto, a differenza di quanto accade in altri Paesi, permetterebbe una risoluzione più rapida dei problemi legati agli standard che talvolta rischiano di essere visti con un limite.

Diversamente invece la pensano nel Regno Unito, dove i progetti di opere pubbliche provengono da un’unica agenzia e quindi sono perfettamente coordinati e pianificati.

La galassia delle agenzie federali americane

L’intervallo tra il livello di adozione più alto e più basso di ogni Stato americano è sceso da un gap del 18% nel 2009 a solo l’11% nel 2012, ed è probabile che esso continui a ridursi in futuro.

La principale iniziativa attribuibile ad un’ente governativo si è avuta nel 2003, quando la General Services Administration (GSA), attraverso il Public Building Services (PBS), ha stabilito il programma per il 3D/4D/BIM pubblicando alcune linee guida per il settore delle costruzioni.

La GSA sta attualmente esplorando l’uso del BIM in tutto il ciclo di vita di un progetto, pubblicando le seguenti linee guida in diversi settori:

  • series 1 – 3d/4d BIM overview
  • series 2 – spatial program validation
  • series 3 – 3d laser scanning
  • series 4 – 4d phasing
  • series 5 – energy performance and operations
  • series 6 – circulation and security validation
  • series 7 – building element
  • series 8 – facility managment

Parole chiave: standardizzazione e collaborazione

I 2 aspetti fondamentali che hanno generato i maggiori progressi della produttività del mondo delle costruzioni americane sono la standardizzazione e la collaborazione.

Gli standard di costruzione hanno mostrato miglioramenti nei rendimenti del ROI – Return on Investment – sia per gli appaltatori sia per i tecnici. Le innovazioni maggiori si stanno avendo nelle grandi aziende che lavorano in più uffici, in città e contesti diversi ed usano tali processi digitali per uniformarsi nelle metodologie di lavoro e coordinarsi al meglio.

Gli studi di ingegneria americani, che solo negli ultimi anni si stanno convertendo al BIM, hanno iniziato a prendere dimestichezza con questi processi e si stanno adattando più velocemente di quanto non abbiano fatto gli architetti statunitensi in passato. Invece, a differenza dei professionisti, gli appaltatori hanno già compreso come utilizzare ed applicare i processi BIM, riuscendo anche a testare ed introdurre ulteriori nuove tecnologie e metodi di lavoro direttamente sul campo.

 

 

Il National Institute of Building Sciences (NIBS) è un’organizzazione no-profit che riunisce gli interessi di professionisti ed imprese di costruzione: essa vuole identificare e risolvere i potenziali problemi che ostacolano la diffusione del BIM negli USA.

Il NBIMS- US project commitee, che dipende direttamente dal NIBS, ha elaborato un documento che ha lo scopo di migliorare e studiare tutto il processo edilizio utilizzando un modello informativo standardizzato.

In particolare questo documento ha evidenziato come si sia avuto, grazie al BIM:

  • una riduzione del 5% dei costi finali di costruzione
  • un aumento del 5% della velocità di completamento dell’opera
  • un incremento del 25% della produttività del settore AEC
  • una riduzione del 25% della manodopera impiegata

Nel documento si sottolinea come le imprese dell’AEC  stiano ottenendo un considerevole aumento del ROI derivato dall’uso del BIM, ed oramai lo ritengono una metodologia indispensabile per l’innovazione nei processi edili.

 

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