Case a ballatoio, progetti di edifici storici ed elaborati grafici da scaricare

Case a ballatoio dal primo ‘900 ad oggi: descrizione di progetti famosi, particolari tecnici, DWG di piante, prospetti, sezioni e modelli 3D BIM

Concludiamo questo nostro approfondimento sulle case a ballatoio (o di ringhiera, come abbiamo visto vengono chiamate) riprendendo ed approfondendo la definizione di questa tipologia edilizia e ripercorrendo in maniera descrittiva alcuni importanti progetti realizzati nell’ultimo secolo.

Dal prossimo articolo la rubrica Focus Progetti si occuperà delle case in linea.

Negli articoli precedenti abbiamo visto gli aspetti che caratterizzano questa tipologie edilizia residenziale, analizzando alcuni progetti famosi.

In questo articolo parleremo di:

Vedremo dunque alcuni progetti moderni di questa tipologia edilizia, ed in particolare fisseremo la nostra attenzione su un progetto realizzato in Catalogna, che descriveremo nel dettaglio dei particolari costruttivi e negli elaborati di progetto, con la disponibilità per il download di DWG di piante, prospetti, sezioni.

Ma iniziamo con il rendere subito disponibile il modello 3D BIM, anche navigabile online, di un altro progetto estremamente interessante, realizzato a L’Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009.

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Case a ballatoio a L’Aquila – rendering realizzato con Edificius

 

 

Scarica il modello 3D BIM (file .edf) ispirato al progetto C.A.S.E. a LAquila

 

Clicca qui per scaricare Edificius, il software per la progettazione architettonica BIM

 

Il Progetto C.A.S.E a L’Aquila, acronimo di Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili, riguarda edifici realizzati nel post-terremoto in 19 diverse aree e costruiti con criteri di innovazione tecnologica, risparmio energetico e protezione dai terremoti.

Si tratta di edifici-tipo da 25-30 appartamenti, sviluppati su tre piani con base 12×48 e raggruppati a 3, a 10, a 20. Palazzine identiche per dimensione e tipologia che cambiano aspetto e materiali a seconda dell’impresa che le realizza (ce ne sono 16 diverse): a ringhiera o con i balconi, con elementi prefabbricati in legno, calcestruzzo o strutture metalliche rivestite.

Quello che non cambia sono le piastre, misura e fondamento di tutta l’operazione.

Esse sono come dei grossi wafer di calcestruzzo fortissimo, due piattaforme da 1000 mq separate da pilastri in acciaio o in cemento di ordine gigante e dagli isolatori antisismici, dei capitelli la cui tecnologia permette alla struttura superiore di oscillare orizzontalmente fino a un’ampiezza di 26 cm.

Questi elementi fungono anche da garage per 36 posti auto, stabiliscono la dimensione dell’edificio tipo, sono il modulo base per la sistemazione urbanistica e il perno della tempistica e del sistema degli appalti.

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Progetto C.A.S.E. L’Aquila – pianta primo piano

Scarica tutti i DWG in formato .zip di tutte le piante del progetto

 

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Progetto C.A.S.E. L’Aquila – sezione

 

Scarica tutti i DWG in formato .zip di tutte le sezioni del progetto

Definizione di case a ballatoio

Le case a ballatoio sono residenze di tipo plurifamiliare.

In esse la distribuzione degli alloggi avviene da un percorso orizzontale esterno all’organismo abitativo (ballatoio) che si dirama dai nodi di collegamento con i percorsi verticali, che di fatto costituisce l’equivalente di un marciapiede sopraelevato.

Il modulo tipologico elementare è costituito dal numero minimo di alloggi serviti dal ballatoio e dalla porzione di ballatoio che li serve.

Quest’ultimo può essere posto a tutti i livelli e servire quindi alloggi simplex; in alternativa, può essere collocato a piani alterni e servire alloggi duplex o a piani sfalsati.

L’organismo abitativo è dato dall’aggregazione di più moduli tipologici elementari per accostamento laterale lungo il ballatoio e per sovrapposizione (mediante moltiplicazione del ballatoio).

Caratteristiche principali della tipologia edilizia sono che:

  • tali residenze non presentano unicità di fruizione verticale;
  • gli alloggi possono essere simplex o duplex e la loro possibilità di affaccio è limitata dalla presenza del ballatoi, su cui è possibile aprire, e questo a differenza del tipo a galleria, aperture utili all’illuminazione e alla ventilazione naturale degli ambienti. Occorre in ogni caso limitare l’introspezione visiva e quella acustica tra ballatoio e alloggio;
  • gli spazi abitativi confinanti con il ballatoio sono in genere quelli di distribuzione o di servizio, caratterizzati da una minore qualità abitativa;
  • lo spessore del corpo di fabbrica dei livelli in corrispondenza del ballatoio è in genere piuttosto ridotto, ma il fatto di poter sfruttare la profondità del ballatoio agli altri piani consente una ottima possibilità di organizzazione interna degli alloggi duplex (ingresso, cucina, servizi al piano del ballatoio; soggiorno con eventuale loggia esterna, camere, servizi all’altro piano).

Le case a ballatoio sono organismi abitativi che presentano forma parallelepipeda ben definita e compatta; il ballatoio può essere arricchito, spazialmente e funzionalmente, da allargamenti destinati a sosta e gioco, assumendo un ruolo attivo nella vita sociale del complesso
Questa tipologia abitativa è caratteristica di insediamenti con densità edificatoria elevata.

Case a ballatoio moderne

Prima di chiudere il focus sulle case a ballatoio con l’analisi di un progetto di housing sociale realizzato a Terrassa, in Catalogna, completiamo il nostro sintetico excursus storico su questa tipologia edilizia con la descrizione di due importanti progetti moderni.

Void Space Housing (Nexus World) a Fukuoka, Steven Holl – 1991

La proposta di Holl è un insieme di 28 case che costituiscono un blocco fondamentalmente unitario, sebbene trattato secondo due concetti: quello dello ‘spazio articolato’ e quello dello ‘spazio vuoto’.

Le case sono disposte attorno a quattro patii rivolti a sud, spazi vuoti all’interno del blocco. Questi spazi, inondati dall’acqua, sono aree di riposo e meditazione lontane dall’attività quotidiana. Ogni laghetto ha uno spazio coperto rivolto a nord, verso un giardino comunitario, destinato a campi da gioco per bambini e terrazze per i caffè al piano terra.

Una rampa di scale collega lo spazio del sud con quello del nord.

Le 28 abitazioni corrispondono a 18 varianti di cinque tipi base:

  • ‘L’ (piano in L)
  • ‘I’ (piano rettilineo)
  • ‘D’ (due livelli)
  • ‘DI’
  • ‘DL’

Queste varianti sono intrecciate in pianta e in sezione, collegando in tal modo i diversi cortili.

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Void Space Housing a Fukuoka – foto

L’interno dei ventotto appartamenti è costituito da uno spazio articolato, uno sviluppo dei tradizionali concetti multifunzionali giapponesi, i cosiddetti fusuma, che sono pannelli opachi scorrevoli, che possono essere rimossi a piacere o espandendo o suddividendo l’ambiente secondo le condizione della famiglia, portate a una dimensione contemporanea.

L’uso di porte, soffitti e armadi pivotanti consente di riconfigurare la pianta di ogni abitazione in base a cambiamenti temporali, episodici o stagionali.

Le camere possono essere convertite in spazi abitativi durante il giorno (in Giappone, l’uso del futon al posto del letto è comune, un materasso a rotelle che viene riposto in un armadio durante il giorno e si svolge sul pavimento durante la notte).

Questa flessibilità consente inoltre alle stanze di cambiare dimensione, quando i bambini sono nati, quando i bambini crescono e se ne vanno di casa o quando i genitori invecchiano e si trasferiscono in casa.

L’accesso agli appartamenti avviene attraverso corridoi esterni, che consentono anche di collegare i vari vuoti, offrendo un’alternativa di spazi aperti e chiusi, luci e ombre.

Ciascuno dei tre corridoi assume diversi rapporti spaziali: dentro, sopra o sul lato dei cortili, aperti alla città, al parco o al cielo. Ciò aumenta l’euforia spaziale del movimento, agendo come passi lungo la parete di una scogliera di pietra

La struttura è costituita da pareti di carico in calcestruzzo con una struttura secondaria di pilastri ai punti medi delle baie principali, che corrispondono agli spazi vuoti. Le facciate rivolte ad est contengono pannelli di recinzione in alluminio, mentre le facciate ovest e nord mostrano le pareti portanti.

Edifici residenziali in Rue Des Suisses a Parigi, Herzog & De Meuron – 1996 / 2000

Collocato originalmente nella cornice parigina, l’atipico complesso residenziale di Herzog e de Meuron si integra in maniera armonica tra gli edifici preesistenti.

Esso si compone principalmente di tre edifici: due si trovano in continuità con i fronti che comunicano con Rue de Suisses e Rue Jonquoy, l’altro invece è ubicato nella corte interna.

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Complesso residenziale in Rue des Suisses a Parigi – foto

L’edificio collocato all’interno della corte è composto di tre piani fuori terra e la distribuzione degli alloggi avviene attraverso un ballatoio.

Ciò che colpisce inizialmente del complesso, guardandolo dal fronte strada, è la perfetta verticalità che le linee degli edifici creano riprendendo quelle degli altri edifici, facendo sì che nulla ‘stoni’ all’interno del layout del luogo di intervento.

Entrambi i blocchi presentano come peculiarità madre una ampia combinazione di variabilità delle facciate, cosa possibile grazie a sistemi di imposte pieghevoli regolabili a piacimento dell’utente che rendono movimentata e variabile la facciata stessa.

Con l’ausilio dei materiali delle imposte, lamiere microforate, si ottiene un rivestimento efficiente, una pelle tagliente che funge da linea di “difesa” dall’esterno, apribile come già detto a seconda delle proprie necessità. Tutto ciò, conferisce ai prospetti un aspetto austero e protettivo esternamente.

Man mano che, invece, ci si addentra nel complesso, gli stessi materiali vanno ingentilendosi creando un ambiente più intimo e riparato.

L’accesso agli appartamenti è consentito grazie ad una scala centrale.

Ciascuno degli appartamenti ha una posizione e una dimensione diversa, alcuni con affacci su strada ed altri con affacci verso la corte interna, i quali godono tutti della massima luce naturale.

Progettata per tutt’altra utenza rispetto a quella dei blocchi fronte strada, la spina va a configurarsi come un elemento orizzontale contrastante rispetto all’allineamento dei blocchi circostanti.

Situata nella corte interna, si compone di tre piani di appartamenti con ballatoi i quali formano una sorta di galleria, con annesse case unifamiliari creando così un gioco apparentemente casuale di piccole unità, cortili e passaggi.

Il lungo blocco dei ballatoi è caratterizzato da un fronte modellato e sinuoso in legno che conferisce un aspetto caldo e più morbido rispetto alla morfologia della pelle di metallo dei blocchi di appartamenti descritti in precedenza.

Gli appartamenti al piano terra dispongono tutti di giardino privato.

All’opposto della entrata principale, sono posizionate due piccole case unifamiliari, che vanno a suddividere ulteriormente la corte in aree ancora più “personalizzabili”.

A completare il quadro dell’edificio, vi è presente una forte componente vegetale che trova luogo lungo supporti esterni laterali, in copertura e all’interno della corte.

Un progetto moderno di case a ballatoio: social housing a Terrassa – studio TAC Arquitectes (2013)

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Case a ballatoio – Terrassa Spagna – rendering realizzato con Edificius

128 appartamenti su 5 piani sviluppati su una superficie di 9.000 m2

Questi i numeri dell’edificio di case sociali a Terrassa (Barcellona).

Un progetto manifesto perché riassume in sé alcuni “punti”dell’architettura dell’Housing Sociale:

  • varietà tipologica degli alloggi rispetto alla dimensione e all’orientamento dei due diversi corpi di fabbrica;
  • disegno accurato degli spazi comuni e intermedi (ballatoi, ingresso, scale e passaggi interni comuni);
  • connotazione differente dei prospetti dell’edificio in funzione della relazione rispettivamente con la corte interna e con il fronte della strada;
  • elaborazione attenta dei dispositivi delle facciate (logge, balconi, sistema dei serramenti, colori, texture e materiali) che segnala la diversa articolazione e la condizione comunque individuale di ogni alloggio rispetto al carattere, inevitabilmente, massiccio dell’edificio intero.

 

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case a ballatoio a Terrassa – prospetto

 

Scarica tutti i DWG in formato .zip dei prospetti ispirati al progetto di Social Housing a Terrassa

 

Situato nella zona di Can Colomer, vicino alla strada da Terrassa a Rellinars, questo piccolo progetto abitativo sviluppa esigenze di pianificazione.

Si tratta di un edificio a forma di L con due corpi sostanzialmente diversi in lunghezza e profondità che determinano le opzioni tipologiche per ciascun caso.

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case a ballatoio a Terrassa – pianta tipo

 

Scarica tutti i DWG in formato .zip delle piante ispirate al progetto di Social Housing a Terrassa

 

Il volume costruito è molto compatto: il prospetto principale è scandito da corsi orizzontali mentre quello secondario è caratterizzato da sbalzi e bucature che disegnano una facciata regolare e simmetrica: il volume meno profondo con facciate rivolte verso Nord e Sud è progettato con unità con 2 facciate ciascuna, il volume perpendicolare rivolto ad Est e Ovest ha case su ciascun lato con accesso e ventilazione trasversale attraverso un cortile del corridoio longitudinale.

Il corpo scale è inserito in un volume indipendente e massiccio. L’utilizzo della pietra sulle murature perimetrali è alternato a lamelle d’acciaio mobili che permettono un maggiore controllo della luce solare. I colori scelti per il leyout delle superfici rendono il complesso riconoscibile rispetto all’abitato circostante.

Nelle facciate, la disposizione frammentata dei terrazzi alleggerisce il carattere di massa del progetto, pur osservando le condizioni individuali di ogni casa.

La facciata nord contiene gallerie comuni costruite con un involucro parziale che combina diversi filtri, trame e colori, che determinano l’immagine più pubblica e distintiva del progetto.

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case a ballatoio a Terrassa – sezione

 

Scarica tutti i DWG in formato .zip delle sezioni ispirate al progetto di Social Housing a Terrassa

 

Case a ballatoio della prima metà del Novecento

Negli ultimi anni la realizzazione di edifici a ballatoio, soprattutto in ambiti legati al social housing o a residenze per studenti o anziani, ha fatto riscoprire e ha dato nuovo rilievo a questa tipologia edilizia. Non possiamo però dimenticare che questo genere di costruzione ha trovato la massima diffusione all’inizio del secolo scorso, soprattutto in specifiche aree. Vediamo alcuni progetti famosi.

1928 – quartiere Dammerstock a Karlsruhe – Walter Gropius

Un progetto di case a ballatoio considerato un importante esempio di architettura moderna è rappresentato dalle case nel quartiere Dammerstock a Karlsruhe del 1928, opera dell’architetto tedesco, nonché maestro del Movimento Moderno, Walter Gropius.

Gropius nel 1928 studia le case alte, che ritiene le case migliori.

L’edificio a ballatoio progettato a Karlsruhe è di quattro piani, si trova sulla frangia orientale del quartiere e ha 32 case a cui si accede attraverso le gallerie laterali orientali.

Come nelle case unifamiliari, che completano il quartiere, anche qui si percepisce il creep degli spazi attorno a uno spazio centrale. In questo caso, lungo il corridoio e di fronte all’ingresso della casa, c’è un ampliamento del corridoio, sostenuto agli angoli da un montante metallico e attraversa l’edificio dal pavimento al soffitto.

La ricerca di Gropius è improntata sul tipo distributivo dell’alloggio: i piccoli appartamenti sono di 49 metri quadrati e distribuiti in una stanza protetta da una terrazza e una camera da letto a ovest e bagno, cucina e accesso sul corridoio d’ingresso a est.

Gli edifici di Gropius infatti sono disposti secondo l’asse eliotermico: mai le stanze disposte a nord, ricevono la luce da est a ovest.

Il corpo scala viene tirato fuori, rendendo più snello il parallelepipedo in una distribuzione al ballatoio.

1939/1940 – borgata del Trullo a Roma – Nicolini e Nicolosi

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case a ballatoio nella Borgata del Trullo, Roma – foto

Altro esempio è quello realizzato agli inizi degli anni ’40 nella Borgata del Trullo a Roma. Costruita nello stretto fondovalle, attraversato prima dell’intervento da un corso d’acqua, appartiene al gruppo delle borgate costruite dall’IFACP lontano dalla città costruita.

Case in linea e a ballatoio, ridotto numero di piani, struttura portante in muratura, facciate lisce, trattate ad intonaco e semplicemente tinteggiate, alloggi modulari ripetuti in serie: in ogni elemento la più rigorosa, geometrica essenzialità. I corpi di fabbrica, ognuno con il giardino interno, sono accoppiati o in serie.

Le case a ballatoio sono disposte a pettine rispetto all’andamento planimetrico principale; gli edifici hanno tutti lo stesso orientamento per privilegiare, insieme al disegno dell’impianto urbano, l’esposizione delle abitazioni.

Il nucleo progettato da Nicolini e Nicolosi propone due elementi base riuniti in serie o accoppiati in fabbricati di due o tre piani.

  1. Il primo tipo presenta quattro alloggi per piano serviti da ballatoio con un’unica scala disposta in testata. Ogni alloggio ha tre camere, bagno e cucina.
  2. Il secondo tipo ha tre alloggi per piano, due di due camere bagno e cucina e uno di due camere, bagno e cucinotto.

Il lotto centrale è formato da sei fabbricati a 2 piani e nove a tre piani per 252 alloggi. Il lotto a sud ha due fabbricati a due piani per 24 alloggi. Il lotto a nord è composto da tre fabbricati a tre piani per 60 alloggi. Il nucleo offre in totale 336 alloggi disposti tra via del Trullo e viale Ventimiglia.

Il sistema costruttivo si basa su fondazioni e zoccolatura in muratura di tufo e strutture portanti in conglomerato di pomice.

1955 – quartiere Harar a Milano – Figini, Pollini e Ponti

L’intervento di Figini, Pollini e Ponti del 1955 a Milano (Quartiere Harar, 5.500 abitanti in 942 alloggi), inspirato ai modelli dei quartieri autosufficienti, si articola in un’area a nord-ovest della città.

quartiere Harar a Milano – foto

L’insediamento è impostato su due tipi edilizi principali, edifici lineari multipiano e case basse unifamiliari a uno o due piani raggruppate in insulae, ciascuno completa formalmente l’altro in un disegno chiaro ed equilibrato. La disposizione “a turbina” delle nove “lame” delimita al centro del quartiere la zona a verde pubblico.

L’edificio a ballatoio (o “grattacielo orizzontale” come lo definirono Figini e Pollini) si estende per 150 m e si alza da terra di 2,30 m liberando uno spazio porticato che unisce il giardino ai due lati ed è composto da tre serie di alloggi duplex sovrapposti per un totale di sei piani.

Osservando la facciata nord si nota come dietro i ritmi e i cromatismi dei ballatoi e dei balconi sia deducibile l’organizzazione interna verticale della cellula.

Si entra in uno spazio a doppia altezza le cui uniche aperture sono l’ingresso al piano del ballatoio e la grande finestra a quota 3,20 che guarda verso nord. Lo spazio del soggiorno si comprime sotto il volume delle camere e raggiunge la cucina che a sua volta si apre sulla loggia nel lato opposto.

Il disegno in sezione del “grattacielo orizzontale”, con una figura umana che si affaccia sulla doppia altezza e guarda verso lo stadio di San Siro, diventa l’elemento chiave di tutto l’intervento e viene riproposto anche per le insulae.

Mattoni a faccia vista per i muri portanti, intonaco bianco per i tamponamenti, legno per gli infissi e le persiane.

Le case sono di due tipi:

  1. il tipo R, che riprende la sezione del duplex, ha la copertura è ad una unica falda che si alza nello spazio del soggiorno a doppia altezza.
  2. il tipo S, ad un solo piano, sono aperte invece nel lato lungo e i lati corti ciechi corrispondono ai colmi della doppia falda.

Le singole cellule sono aggregate a schiera lungo le facciate cieche e con uno slittamento, lasciano spazio ai cortili e orti privati.

Nel prossimo articolo…

Il Focus Progetti dedicato alle tipologie edilizie continua nel prossimo articolo con le case in linea.

Sarà l’occasione per approfondire le caratteristiche di questa tipologia edilizia, vederne l’architettura, analizzare progetti di case in linea famose quali il Villaggio Matteotti a Terni, il Brunnenhof Housing a Zurigo, le ‘Trame d’Ombra’ a Itri, ecc. ed avere disponibili per il download di piante, prospetti, sezioni in DWG.

 

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