Come progettare un ambulatorio veterinario: guida completa

I consigli utili, gli spazi da prevedere, l’impianto elettrico e la normativa di riferimento: ecco come progettare un ambulatorio veterinario

In questo focus vedremo come progettare un ambulatorio veterinario attraverso un excursus tecnico completo, corredato di immagini e di elaborati tecnici, e fornendo un esempio pratico da utilizzare quale suggerimento progettuale, mediante elaborati grafici in DWG, file 3D da scaricare gratuitamente e slide riassuntive dell’intera trattazione.

Come-progettare-un-ambulatorio-veterinario-render-1

Progetto di ambulatorio veterinario | Render realizzato con Edificius

 

 

Layout funzionale

Le strutture sanitarie veterinarie, pubbliche e private, si declinano in diverse tipologie:

  1. studio veterinario esercitato in forma sia singola che associata;
  2. ambulatorio veterinario esercitato in forma sia singola che associata;
  3. clinica veterinaria – casa di cura veterinaria;
  4. ospedale veterinario;
  5. laboratorio veterinario di analisi.

Ciò di cui ci occuperemo in questo focus è il come progettare un ambulatorio veterinario.

Per ambulatorio veterinario si intende quella struttura avente individualità ed organizzazione propria ed autonoma, in cui vengono fornite prestazioni professionali, da uno o più medici veterinari, generici o specialisti, senza ricovero di animali oltre a quello giornaliero (24 ore).

L’ambulatorio, così definito, è dotato dei seguenti locali:

  • sala d’attesa;
  • locale per l’attività professionale (clinica e/o chirurgica);
  • locale per prestazioni chirurgiche di tipo ortopedico;
  • servizi igienici;
  • spogliatoio di dimensioni adeguate al numero dei professionisti che operano nella struttura;
  • locale o un’area per gli adempimenti amministrativi;
  • locale per la degenza giornaliera, dotato di gabbie o box.
Come-progettare-un-ambulatorio-veterinario-render-2

Progetto di ambulatorio veterinario | Render sala d’attesa

I locali per lo svolgimento delle attività professionali, hanno dotazioni minime strumentali e, nello specifico, il locale per la chirurgia semplice deve avere:

  • tavolo da chirurgia;
  • set di ferri chirurgici;
  • frigorifero;
  • sistema di sterilizzazione o apparecchio similare;
  • microscopio ottico;
  • armadietto per la detenzione dei farmaci.

Per la chirurgia ortopedica devono impiegarsi:

  • anestesia gassosa oppure erogatore di ossigeno;
  • apparecchio radiologico oppure, se non in sede, occorre avere accordo con struttura vicina.
Come-progettare-un-ambulatorio-veterinario-render-della-sala-chirurgia

Progetto di ambulatorio veterinario | Render sala chirurgia

Le informazioni generali sulle dotazioni minime sono utili al progettista per dimensionare correttamente gli spazi in relazione anche all’ingombro della strumentazione medico/chirurgica prevista.

Impianto elettrico

Per progettare un ambulatorio veterinario e, in particolare, l’impianto elettrico, occorre consultare la norma CEI 64-8.

La norma precisa i requisiti per la progettazione e la realizzazione di un impianto elettrico utilizzatore di bassa tensione e costituisce il riferimento normativo CEI per eseguire impianti elettrici a regola d’arte, come richiesto dalla Legge 186/68 e dal DM 37/08 sulla sicurezza degli impianti tecnici all’interno degli edifici. Il contenuto tecnico della norma risulta aggiornato, in tutte le sue parti, ai più recenti documenti internazionali e, in particolare, a quelli del TC 64 CENELEC.

Specifichiamo subito che gli ambienti veterinari vengono classificati dalla Variante 1 alla Guida CEI 64-56 in:

  • locali di gruppo 0 (clinica e diagnostica non strumentale);
  • locali di gruppo 1 (clinica e diagnostica strumentali e terapia chirurgica);
  • locali di gruppo 2.

In base alla classificazione, è necessario osservare alcune prescrizioni per la progettazione e l’installazione dell’impianto elettrico.

Locali ad uso medico-veterinario di gruppo 0

Rientrano in questa categoria i locali di degenza ad uso veterinario e tutti quei locali in cui non si utilizzano apparecchi elettromedicali con parti applicate. Si tratta, dunque, di impianti elettrici per ambienti ordinari, a basso rischio elettrico. Non esistono particolari accorgimenti da adottare e, quindi, agli impianti si applicano le norme elettriche generali. Si prescrive solo la presenza di impianto di illuminazione di riserva o di sicurezza (ad esempio, anche con lampade autoalimentate).

Locali ad uso medico-veterinario di gruppo 1

In tali ambienti veterinari gli animali vengono sottoposti a diagnosi o trattamenti (esclusa la zona cardiaca) con l’ausilio di apparecchi elettromedicali con parti applicate. Diversa, rispetto a quelli del gruppo 0, è la cura da dedicare agli aspetti impiantistici di questo tipo di ambienti:

  • si consiglia di prevedere impianti che garantiscano la continuità dell’alimentazione (alimentazione di sicurezza) in caso di mancanza dell’alimentazione di rete delle apparecchiature elettromedicali utilizzate;
  • l’alimentazione tramite trasformatore d’isolamento, garantisce la continuità del servizio in caso di primo guasto a terra, limita le correnti di dispersione delle apparecchiature elettromedicali, aumentando la sicurezza del paziente;
  • è consigliabile prevedere un’alimentazione di sicurezza per le apparecchiature elettromedicali utilizzate, almeno per la lampada scialitica.
pianta-classificazione-norma-CEI

Progetto di ambulatorio veterinario | Pianta classificazione norma CEI

Locali ad uso medico-veterinario di gruppo 2

Nei locali del gruppo 2 si utilizzano apparecchi elettromedicali con parti applicate per interventi intracardiaci, oppure apparecchiature dalle quali dipende la sopravvivenza del paziente:

  • si raccomanda, quindi, di adottare anche per i locali veterinari, provvedimenti analoghi a quelli previsti per i locali ad uso medico di gruppo 2;
  • alla base dell’edificio devono essere previsti i collegamenti equipotenziali principali (EQP), e nei locali del gruppo 1 è sempre necessario effettuare i collegamenti equipotenziali supplementari (EQS);
  • nel locale deve essere approntato un nodo equipotenziale al quale devono essere connesse tutte le masse a portata di mano e le masse estranee poste ad un’altezza inferiore a 2,5 m dal piano di calpestio;
  • le masse estranee sono elementi metallici, non facenti parte dell’impianto elettrico, in grado di introdurre il potenziale di terra (tubazione idrica, tubi dei termosifoni, del gas, condotte dell’aria, ferri del cemento armato, ecc.) o altro potenziale (ad esempio una finestra metallica comune ad altri ambienti che si estende al di fuori del locale).

Come progettare un ambulatorio veterinario nel rispetto della normativa

L’accordo n. 1868 della Conferenza Stato – Regioni (23 novembre 2003) con oggetto”Accordo tra il ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per la definizione dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi richiesti per l’erogazione delle prestazioni veterinarie da parte di strutture pubbliche e private“,  definisce la classificazione delle strutture sanitarie, i requisiti e la modalità di applicazione.

Dall’accordo si evince che non sono ammesse strutture veterinarie mobili ad eccezione di quelle per il soccorso di animali feriti o gravi, ed utilizzate per lo svolgimento di attività organicamente collegate ad una o più strutture.

ambulatorio-render-pianta

Progetto di ambulatorio veterinario | Pianta

Tutte le tipologie di strutture sono sottoposte ad autorizzazione sanitaria secondo modalità di rilascio stabilite dalle Regioni. La verifica della permanenza dei requisiti minimi viene effettuata almeno ogni cinque anni.

In tutti i locali in cui accedono gli animali, i pavimenti e le pareti (fino all’altezza di a 1,80 m) devono essere lisci, facilmente lavabili e disinfettabili, e nella sala d’attesa e nei locali operativi deve essere assicurata un’adeguata illuminazione e ventilazione.

Per progettare un ambulatorio veterinario, oltre che alla normativa nazionale e alle norme CEI, è necessario far sempre riferimento alle prescrizioni delle Asl di competenza, ai piani e ai regolamenti comunali.

Un caso pratico

Ipotizziamo di progettare un ambulatorio veterinario in uno spazio esistente di circa 140 mq, ubicato al piano terra di un edificio residenziale a pianta rettangolare.

L’accesso all’ambulatorio avviene dal fronte stradale. Ci si immette in un ambiente luminoso e ampio in cui si sviluppa la sala per d’attesa, organizzata con ampie sedute su cui poter alloggiare anche i box, o i trasportini, con il proprio animale domestico.

Nella sala d’attesa si trova anche il desk per la ricezione dei clienti con comode postazioni lavoro per le pratiche amministrative dell’ambulatorio (accettazione, accoglienza, pagamento della prestazione, ecc…).

ambulatorio-veterinario-sezione-trasversale

Progetto di ambulatorio veterinario | Sezione trasversale

Il nucleo centrale dello spazio d’ingresso è occupato da un corpo con angoli stondati e rivestito con sottili lamelle in legno.

Il rivestimento rende maggiormente leggibile il volume centrale rispetto all’intero ambiente completamente bianco. Tale blocco centrale contiene i locali per le prestazioni professionali (ovvero il luogo effettivo in cui si svolgono le visite ai pazienti e i piccoli interventi) e i servizi igienici per il pubblico e per il personale, compreso il bagno per diversamente abili e lo spogliatoio per i dipendenti dell’ambulatorio.

Tutti i locali sono dotati di grandi aperture vetrate apribili verso l’esterno, che assicurano un sufficiente ricambio di aria e illuminazione naturale.

Le condizioni di salubrità e igiene sono uno degli aspetti fondamentali nella progettazione di un ambulatorio veterinario. La scelta dei materiali e delle finiture è stata fatta per rendere l’ambiente facilmente pulibile. Sono state evitate pavimentazioni e rivestimenti con le fughe, per evitare acculi di germi e batteri. Anche gli angoli stondati delle sedute e di alcuni tramezzi rendono più semplice la pulizia.

Alle spalle della sala per le visite, si sviluppano la sala per le prestazioni chirurgiche e i locali per la degenza giornaliera degli animali, attrezzata con gabbiette e box.

Tutti gli ambienti accessibili agli animali, come previsto dalla normativa, sono stati trattati con resine colorate che, oltre a connotare gli ambienti, rendono facilmente lavabili e igienizzabili le superfici verticali e orizzontali. L’ambiente è stato concepito per garantire confort per i lavoratori, per i clienti e, sopratutto, per gli animali da sottoporre a visite e cure giornaliere.

 

Download

Scarica i dwg in formato zip degli elaborati del progetto
Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto
Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto in formato Educational

 

 

Video

 

Slide

edificius
edificius

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo del BIM?