Seconda conferenza nazionale IBIMI – buildingSMART

Open BIM, Open Mind” il titolo della 2° Conferenza nazionale IBIMI – bS: una visione aperta e nuovi spunti sul futuro della digitalizzazione del settore delle costruzioni in Italia

Nell’Auditorium della prestigiosa sede della CNA Nazionale a Roma si è tenuta il 9 aprile la 2° Conferenza Nazionale IBIMI – bS. La conferenza, dal titolo “Open BIM, Open Mind”, ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto sullo stato dell’arte del BIM in Italia e promuovere lo scambio di competenze multidisciplinari per il BIM.

Prima di presentare i temi della Conferenza e l’intervento di Michelangelo Cianciulli di ACCA sull’ E-Permit, ecco le nostre interviste al presidente di IBIMI Anna Moreno, a Lorenzo Nissim, vicepresidente, ed a Xenia Fiorentini e Liliana Bonfiglio, consiglieri e soci fondatori che ci presentano IBIMI e la sua mission e ci parlano dell’Open BIM ed i suoi vantaggi, dell’importanza del formato standard nei processi BIM, della qualificazione individuale.

 

IBIMI

IBIMI, l’istituto per il BIM in Italia, nato come associazione dei professionisti del BIM, è di recente diventato IBIMI-BuildingSmart Italy, ovvero capitolo nazionale dell’importante associazione internazionale BuildingSMART (bSI).

Il nuovo ruolo di IBIMI-buildingSMART Italy è quello di rappresentare l’industria italiana e agevolare l’accesso alle attività di sviluppo standard svolte a livello internazionale da bSI, di importanza strategica per il settore. IBIMI-bs rappresenta in maniera esclusiva bSI sul territorio Italiano, lavorando allo sviluppo degli standard e promuovendone la diffusione.

L’importante associazione di professionisti del BIM promuove da anni con passione la diffusione della conoscenza della metodologia BIM e l’adozione di un idioma comune per procedure condivise che consenta, ai fornitori ed ai committenti, di conseguire progetti adottabili con pratiche trasparenti, comparabili nei servizi e con garanzie sulla qualità dei dati, dei costi e dei tempi di esecuzione.

La 2° Conferenza nazionale IBIMI – bS

IBIMI-bS ha individuato 4 processi principali che interessano i professionisti del BIM:

  • produttivo
  • formativo
  • gestionale
  • strumentale.

 

Conferenza nazionale IBIMI

 

Questi 4 aspetti rappresentano gli ambiti di governo dei progetti BIM, di cui bisogna tener conto per la corretta diffusione del BIM in Italia e sono stati i 4 temi oggetto degli interventi dei vari relatori in un’ottica multidisciplinare.

Dopo i saluti di benvenuto, Anna Moreno, presidente di IBIMI-bs, ha aperto i lavori della 2° conferenza nazionale IBIMI parlando dell’Open BIM in Italia; il vicepresidente Lorenzo Nissim ha presentato il programma della giornata, che riprende sostanzialmente anche l’attività di IBIMI.

Particolarmente atteso, e di notevole interesse, l’intervento in video-conference di Richard Petrie, CEO di buildingSMARTinternational sulle aspettative sul capitolo italiano.

Michelangelo Cianciulli, di ACCA software, ha relazionato sull’importanza del formato aperto IFC Open BIM per la gestione dei processi e dei dati della committenza pubblica e privata: nello specifico ha spiegato il funzionamento del processo di e-Permit, la metodologia BIM applicata al processo edilizio relativo alla gestione amministrativa ed alle autorizzazioni edilizie, “evoluzione (e non rivoluzione) delle procedure attualmente utilizzate“.

 

 

L’E-Permit e il Code Checking nell’Open BIM

usBIM.ePermit è il progetto, già presentato al Summit bSI svoltosi a Düsseldorf a Marzo 2019, svolto da ACCA software in collaborazione con il Politecnico di Milano (entrambi membri di buildingSMART International e quindi di buildingSMART Italia) che si pone come obiettivo quello di utilizzare esclusivamente formati aperti per la richiesta del Permesso di Costruire.

Il servizio di ePermit online consente all’utente di avviare la pratica fornendo tutte la documentazione iniziale necessaria in formato digitale. Tali informazioni, in formato aperto, vanno a popolare la banca dati del servizio in una base di dati non strutturata. Step successivo è la verifica del rispetto del Regolamento Edilizio, e per farlo si utilizzano gli strumenti oggi a disposizione per modificare un modello IFC generico, cioè prodotto da qualsiasi BIM Authoring, a cui aggiungere tutte le informazioni necessarie ai fini del Code Checking.

Grazie a questi strumenti si arricchisce il modello con tutte le informazioni necessarie al controllo e da questo vengono estratti anche tutti gli elaborati in modo uniforme da tutti i modelli IFC di input.

Il tecnico incaricato della verifica ha quindi a disposizione tutti gli elementi necessari per approvare la pratica o comunicare all’utente eventuali problematiche e ripetere nuovamente le operazioni previste per la richiesta.

 

Sintetica, ed estremamente significativa, la conclusione del presidente Anna Moreno:

lavoriamo insieme in modo ‘open’ e in clima di condivisione perché l’insieme è maggiore della somma delle parti

 

Open BIM, l’importanza dei formati aperti

Il formato di file contiene le convenzioni usate per leggere, scrivere e interpretare i dati contenuti all’interno di un file. Il formato è comunemente indicato attraverso l’estensione, costituita da una serie di lettere dopo il punto (in genere tre lettere o anche più).

I formati di un file possono essere organizzati in modo tale da limitare la lettura del contenuto soltanto ad alcuni programmi software: in questo caso parliamo di formato chiuso o proprietario, ossia coperto da copyright.

Un formato aperto costituisce una organizzazione dei dati interna di un file che si basa su una specifica tecnica di pubblico dominio, utilizzata per la descrizione e l’archiviazione di dati digitali libera da restrizioni legali per il suo utilizzo.

In altre parole, il formato dei dati si definisce aperto quando ne viene resa pubblica, mediante esaustiva documentazione, la sintassi, la semantica, il contesto operativo e le modalità di utilizzo, senza nessuna restrizione legale. Il formato aperto è realizzato rispettando gli standard internazionali dichiarati e non presenta alcuna restrizione legale per il suo utilizzo.

I formati aperti garantiscono una serie di indubbi vantaggi, come ad esempio:

  • accesso a dati ed informazioni sempre garantito, senza limitazioni temporali;
  • nessun legame con uno specifico software con specifiche progettuali;
  • nessuna limitazione alcuna alla libera concorrenza tra gli operatori del settore;
  • ecc.

L’IFC (Industry Foundation Classes) è un formato aperto, non controllato da un singolo operatore, nato per facilitare l’interoperabilità tra i vari operatori. Ha lo scopo di consentire l’interscambio di un modello informativo senza perdita o distorsione di dati o informazioni. L’IFC è stato progettato per elaborare tutte le informazioni dell’edificio, attraverso l’intero suo ciclo di vita, dall’analisi di fattibilità fino alla sua realizzazione e manutenzione, passando per le varie fasi di progettazione e pianificazione.

 

 

 


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