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Decreto BIM e UNI 11337: cosa dobbiamo attenderci in questo fine anno

Il decreto BIM è stato firmato dal Ministro; al suo interno, però, non c’è nessun riferimento alle norme UNI 11337. Come mai?

L’iter dell’atteso “decreto BIM”, la cui bozza era stata sottoposta ad inchiesta pubblica lo scorso mese di giugno, sembra essere giunto finalmente al suo epilogo: il Ministro Delrio, infatti ha firmato il testo finale lo scorso primo dicembre.

Parallelamente proseguono i lavori del tavolo UNI/CT 033/GL 05 – “Codificazione dei prodotti e dei processi costruttivi in edilizia” – per il completamento della norma tecnica UNI 11337 [“Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni”], specificatamente rivolta a definire prassi e procedure per l’operativa applicazione della metodologia BIM.

Tale norma, originariamente concepita in 8 parti, è stata poi ampliata con l’aggiunta di altre due parti, assumendo la configurazione illustrata nella Tabella 1.

UNI 11337 – Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi
Parte Titolo Assumerà
il numero di norma
Codice Progetto Numero Norma definitivo

1

Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi     UNI 11337-1:2017

2

Criteri di denominazione e classificazione
di modelli, prodotti e processi
UNI 11337-2:2018
3 Modelli di raccolta, organizzazione e archiviazione dell’informazione tecnica per i prodotti da costruzione
(schede informative digitali per prodotti e processi)
UNI 11337-3:2018
4 Evoluzione e sviluppo informativo
di modelli, elaborati e processi
    UNI 11337-4:2017

5

Flussi informativi nei processi digitalizzati     UNI 11337-5:2017
6 Linee Guida per la redazione del capitolato informativo     UNI/TR 11337-6:2017

7

Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa UNI 11337-7:2018 UNI1602384

8 Processi integrati di Gestione delle Informazioni e delle Decisioni UNI 11337-8:2018
9 Gestione informativa in fase di esercizio (Due Diligence, Piattaforma collaborativa e Fascicolo del fabbricato) UNI 11337-9:2018
10 Organizzazione delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa UNI 11337-10:2018

Tabella 1 – Struttura della UNI 11337

Come evidenziato cromaticamente nella Tabella 1, l’attuale stato dello sviluppo della norma è il seguente:

  • le parti 1, 4, 5 e 6 sono già state pubblicate nel corso del 2017 e sono in vigore;
  • il testo definitivo della parte 7 dovrebbe essere approvato dal tavolo nel corso della prossima riunione del 18 dicembre;
  • la parte 2 è in corso di ultimazione e se ne prevede la sua approvazione nei primissimi mesi del 2018.

Decreto BIM, le indicazioni di maggiore rilevanza

In attesa di conoscere il testo ufficiale del decreto che sancirà le modalità e i tempi di introduzione dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture nelle stazioni appaltanti, alcune determinazioni in esso contenute sono state ampiamente divulgate e, a meno di sorprese dell’ultima ora, possono essere considerate definitive:

  • sono previsti alcuni adempimenti preliminari carico delle stazioni appaltanti, che dovranno adottare un piano di formazione del proprio personale, un piano di acquisizione o di manutenzione di hardware e software di gestione dei processi decisionali e informativi, e un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione, i gestori dei dati e la gestione dei conflitti;
  • è previsto l’utilizzo di piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari da parte delle stazioni appaltanti;
  • l’obbligatorietà dell’adozione dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture per le stazioni appaltanti scatterà dal 1 gennaio 2019 per lavori complessi di importo superiore a 100 milioni di euro, e si stenderà progressivamente a tutti gli interventi pubblici fino al 2025, data dalla quale tutti i lavori pubblici dovranno essere espletati in modalità digitale;
  • è prevista la possibilità di immediata adozione della metodologia BIM da parte di quelle stazioni appaltati che abbiano ottemperato agli adempimenti preliminari, citati precedentemente.

Inoltre, il testo finale del decreto appare privo di ogni riferimento alle norme tecniche UNI: su tale questione si è incentrato il dibattito degli operatori del settore nel corso di questi ultimi mesi e su essa vertevano numerosi commenti postati nella fase di inchiesta pubblica cui era stata sottoposta la bozza di decreto.

La norma UNI 11337: stato attuale e prospettive di sviluppo

La probabile assenza di rimandi alla UNI 11337 all’interno del decreto, ancorché singolare alla luce del differente comportamento delle legislazioni nazionali di altri Paesi Europei, è senz’altro motivata dal carattere eminentemente volontario delle norme tecniche e dall’intenzione di non cristallizzare un processo innovativo, quale quello BIM, in una predefinita prassi.

Ne consegue, quindi, l’interessante possibilità per le Stazioni Appaltanti di poter eventualmente predisporre processi e procedure personalizzate in relazione, ad esempio, alla particolarità delle opere da appaltare o delle proprie organizzazioni interne.

Le norme UNI, comunque, continuano a mantenere immutato il proprio valore di autorevoli di linee guida, anche in relazione in relazione sia alla modalità con cui esse sono sviluppate, che alla numerosità e rappresentatività dei partecipanti ai tavoli di discussione, sia in ragione dei regolamenti europei che obbligano i singoli enti normatori nazionali all’armonizzazione in sede continentale delle norme tecniche prodotte.

Di particolare interesse è il lavoro che sta conducendo attualmente il tavolo UNI incaricato di completare la UNI 11337.

La parte 7 di prossima approvazione, infatti, definirà i requisiti che dovranno possedere le varie figure professionali protagonise della pratica applicazione del processo BIM, costituendo un riferimento per le attività di formazione, qualificazione e certificazione delle specifiche competenze.

Importantissima, inoltre è l’attività in corso per la redazione della parte 2.

Definiti con le parti 4 e 5 i flussi informativi dei processi digitalizzati e le modalità di sviluppo dei processi, dei modelli e degli eleborati, ai fini della corretta trasmissione delle informazioni diventa imprescindibile una loro univoca identificazione: da ciò, quindi, l’esigenza di una classificazione e codifica chiara e condivisa.

Inoltre, numerosi sono i sistemi di codifica e classificazione in ambito internazionale, alcuni aperti altri proprietari, ciascuno espressione di aree geografiche e/o mercati particolari.

Sorge, quindi, l’ulteriore necessità di relazionarsi ad essi, senza con questo vincolarsi alle specificità di cui sono espressione.

Tutto ciò si sta affrontando e sviluppando in maniera particolarmente originale in sede di scrittura della parte 2, lavoro che certamente consentirà all’Italia di offrire un innovativo contributo anche in sede di scrittura delle corrispondenti norme tecniche in ambito europeo.

 

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