Decreto BIM sulla strada della pubblicazione: l’analisi dei punti salienti secondo il CNI

Decreto BIM: nella circolare del CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri) un’analisi dei punti salienti del documento con osservazioni e precisazioni sulla Norma UNI 11337

Lo scorso 10 dicembre 2017 il Ministro Del Rio ha firmato il decreto ministeriale che, in applicazione del c. 13 dell’art. 23 del dlgs 50/2016, disciplina:

le modalità e i tempi di progressiva introduzione …. dell’obbligatorietà dei metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche

Si tratta del cosiddetto decreto BIM che introduce il Building Information Modelling nel processo di pianificazione, progettazione, costruzione e gestione delle opere pubbliche.

Il parere del CNI

Il decreto prevede una articolazione dell’obbligo per le stazioni appaltanti di utilizzare le procedure digitali di cui sopra, scaglionata nel tempo, dal 2019 al 2025, in ragione dell’importo dei lavori delle opere da progettare; in particolare l’art 6 del decreto prevede:

  1. gennaio 2019 : opere di importo pari o superiore a 100 milioni di euro
  2. gennaio 2020 : opere di importo pari o superiore a 50 milioni di euro
  3. gennaio 2021 : opere di importo pari o superiore a 15 milioni di euro
  4. gennaio 2022 : opere di importo pari o superiore a 5.225.000 euro (art. 35 del dlgs 50/2016)
  5. gennaio 2023 : opere di importo pari o superiore a 1 milione di euro
  6. gennaio 2025 : opere di importo inferiore a 1 milione di euro

Si apre quindi ufficialmente una nuova stagione in cui la centralità del progetto trova una nuova ed importante declinazione.

Il CNI (Consiglio nazionale degli Ingegneri) nutre molto interesse per la questione del BIM, senza sottovalutare i problemi legati a nuovi profili professionali (BIM Manager, BIM coordinator, BIM specialist ecc.), alla scrittura delle nuove regole etiche e deontologiche, più coerenti con l’innovazione digitale, e alla crescita delle strutture professionali ed a una loro organizzazione in grado di competere in una sfida molto articolata e complessa quale quella che si sta aprendo.

La norma UNI 11337

Un punto molto dibattuto è stato quello di decidere se esplicitare nel decreto un riferimento chiaro alla norma UNI 11337, scritta in ambito UNI da una commissione partecipata da tutti i maggiori soggetti interessati e qualificati nel settore, sul modello di quanto già presente, per esempio, nelle NTC 2008.

In realtà, il documento approvato sembra non contenere alcuni riferimento alle UNI 11337.

Sottolinea il CNI “in ogni caso il lavoro di UNI sarà oggetto anche dei processi formativi di cui sopra e costituirà, comunque, il riferimento normativo più agevole per i professionisti del settore e per le stazioni appaltanti“.

 

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