Ecco il dossier UNI “BIM: la normazione nel futuro dell’edilizia”

L’UNI rende disponibile il dossier “BIM: la normazione nel futuro dell’edilizia” con gli sviluppi e lo stato dell’arte delle norme sul Building Information Modeling. Scarica subito il documento PDF

Il numero di settembre 2018 della rivista “U&C – Unificazione e Certificazione” edito dall’UNI, propone ai propri lettori, tra i numerosi contributi presenti, un interessante dossier dedicato allo stato dell’arte della normazione tecnica sul BIM in Italia e in Europa, dal titolo ”BIM: la normazione nel futuro dell’edilizia”.

La prestigiosa rivista della normazione tecnica, giunta al suo 68mo anno di diffusione, segue i lavori dei tanti tavoli normativi attivi all’interno del nostro ente di unificazione, occupandosi di informare anche circa gli sviluppi delle esigenze che emergono dal mercato manifatturiero, sia in ambito nazionale che continentale.

Non reperibile attraverso i normali canali della distribuzione, la rivista è normalmente disponibile ai soli soci dell’Ente di Unificazione Italiano.

Questa volta, però, data la rilevanza dell’argomento trattato nel dossier, l’UNI ha ritenuto di darne massima diffusione permettendone il download libero a tutti coloro (professionisti, imprese, pubbliche amministrazioni, ecc.) fossero desiderosi di aggiornarsi circa lo stato di sviluppo della normativa tecnica sul BIM: è possibile scaricare il file pdf anche a questo link.

Il Dossier “BIM: la normazione nel futuro dell’edilizia”

Il documento curato da Marco De Gregorio, Funzionario Tecnico Area Normazione UNI, ospita i contributi di alcuni esperti componenti del tavolo di lavoro UNI/CT 033/GL05 “Codificazione dei prodotti e dei processi costruttivi in edilizia” che si sta occupando della redazione della UNI 11337, la normativa tecnica italiana sul BIM.

Alcuni di essi, tra l’altro, rappresentano l’UNI (e quindi l’Italia) presso gli “omologhi” tavoli, l’ISO (International Organization for Standardization – ente di normazione internazionale) e CEN (European Committee for Standardization – ente di normazione europeo). A questo riguardo, si ricordi (V. articolo) che l’ISO sta per pubblicare la norma ISO 19650 Parte I e II, che diverrà immediatamente anche norma europea ed italiana, mentre il CEN ha iniziato a lavorare su un “Technical Report” che andrà ad affiancare, in ambito europeo, le citate norme ISO 19650.

Il dossier è composto da 10 interventi relativi a distinti aspetti dell’evoluzione tecnica del BIM che brevemente, nel seguito presentiamo.

Il Dossier “BIM: a normazione nel futuro dell’edilizia”: i contenuti

Il primo contributo, di Marco De Gregorio  e Alberto Pavan (Coordinatore del tavolo UNI/CT 033/GL05 e rappresentante italiano in gruppi di lavoro in ambito internazionale) dal titolo “Una norma nazionale che parli di BIM”, descrive il percorso evolutivo della UNI 11337 e gli obiettivi delle 10 parti di cui essa è composta rilevando, non senza una punta di orgoglio nazionale, come la norma italiana abbia iniziato il suo iter ben prima (2007 e successiva riorganizzazione nel 2009) della tanto spesso citata PAS 1192 Parti 2 e 3, edita dall’ente di normazione britannico British Standards Institution (BSI) nel 2013.

Il successivo intervento, a firma di Claudio Manzo – “Gli #TagBIM per favorire il processo BIM: la redazione di computi e prezzari” – entra nel merito della UNI 11337-2 (in corso di elaborazione), illustrando gli aspetti salienti di un nuovo modo di procedere proposto nella relativa Appendice II.

La metodologia, nuova per il settore ma già da tempo utilizzata con successo dai social e dai più diffusi motori di ricerca sul web, si basa sull’uso degli dei “#Tag” per l’immediata identificazione di oggetti analoghi in modelli BIM distinti (ad es. un pilastro presente nel modello architettonico e in quello strutturale) superando il tradizionale approccio che utilizza poco efficienti sistemi di codificazione.

Il contributo presentato da Daniela Aprea e Isabella Selmi, (“L’applicazione volontaria del BIM: esempi pratici sulle infrastrutture italiane”) riprende sinteticamente un’importante intervento infrastrutturale in Italia, allo scopo di illustrare le potenzialità e i benefici dell’implementazione della metodologia BIM nell’ambito della progettazione infrastrutturale. Il caso applicativo documentato è quello relativo alla tratta ferroviaria Orsara-Bovino.

A firma di Marco Dejaco relatore del tavolo UNI che si sta occupando specificatamente dello sviluppo della futura UNI 11337-9, l’articolo “L’importanza della Parte IX e le ricadute sul mercato edile” affronta il rilevante aspetto della gestione immobiliare e del know-how informativo che la fase di esercizio del costruito imprescindibilmente richiede. E tale questione appare sempre più rilevante per l’economia nazionale in relazione alla perdurante stagnazione del mercato immobiliare che, da una maggiore trasparenza nella conoscenza dello stato di fatto dei beni immobiliari (sia nuovi che esistenti) in grado di stimolare la fiducia degli operatori, potrebbe trarne una rinnovata vitalità.

Una compatta disamina e descrizione dei passaggi cardine dell’intero processo digitale per le costruzioni è offerta da Chiara Coppetti Rizzarda e Claudio Vittorio Antisari nell’articolo “Il BIM come strumento per il conseguimento della progettazione integrata”. In esso sono sinteticamente sottolineate le logiche esigenziali degli snodi fondamentali del processo BIM, nonché della documentazione prevista dalla normativa a corredo dello sviluppo del processo stesso.

L’articolo “I lavori europei del CEN/TC 442 e la riunione di Milano”, a firma di Erica Bazzini, Marzia Bolpagni, Sonia Lupica Spagnolo e Paolo Odorizzi ci conduce in un orizzonte più ampio, portandoci in ambito continentale. Gli autori, a vario titolo coinvolti sui tavoli europei, illustrano l’organizzazione del tavolo CEN TC 442 “Building Information Modelling”, i vari “Work Group” in cui esso e strutturato e gli ambiti normativi su cui questi ultimi stanno lavorando.

Il contributo di Paolo Odorizzi “Il product data template” affronta una delle esigenze emerse dalla pratica applicazione del BIM al processo delle costruzioni, vale a dire la disponibilità di dati di prodotto digitali in formati aperti, affidabili e standardizzati. La definizione di un template di dati di prodotto che superi i tradizionali approcci cartacei, non strutturati e non digitali potrà consentire e favorire, inoltre, anche un vero coinvolgimento della catena dei fornitori.

Di Marzia Bolpagni, coordinatrice del gruppo di lavoro al CEN che si occupa tra l’altro dello sviluppo in ambito europeo del concetto di livello di sviluppo dei modelli BIM (LOD) è l’intervento “Level of Information Need e IFC”. In questo gruppo, dove importante è stato il contributo della riflessione italiana sull’argomento (UNI 11337-4), si sta elaborando un’evoluzione del concetto dei LOD, che in ambito CEN diverrà LOIN, con l’intenzione di contemplare sia il livello geometrico (LOG) che informativo (LOI).

Il contributo “la EN ISO 19650 e la complementarietà con la UNI 11337” a firma di Angelo Ciribini, descrive anzitutto il background da cui è nata la ISO 19650 essendo l’autore uno dei rappresentanti italiani presso i tavoli internazionali dove tale norma è stata discussa e implementata. Entra poi sinteticamente nel merito della norma e della rilevanza che essa è destinata ad assumere per i mercati internazionali, continentali e certamente per quello italiano, avendo sicuramente il merito di proporre una sistematizzazione, condivisa su scenari globali, delle fasi e delle funzioni della gestione dell’informazione.

Infine sulla UNI 11337-7 di recente pubblicazione, si sofferma Alessio Bertella nell’ultimo contributo presente nel dossier. “Le nuove professioni del BIM e la UNI 11337-7” descrive la rilevanza della Parte VII della UNI 11337, volta a definire i contenuti di conoscenza, competenza e abilità delle nuove figure professionali richieste dalla metodologia BIM. Tale norma, chiarisce l’articolo, consentirà, in questo specifico ambito, l’applicazione della Legge 4 del 2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” che offre la possibilità di certificare, come atto volontario, i professionisti che svolgono attività per le quali sono state pubblicate norme UNI di qualifica delle competenze.

A tutti, buona lettura!

 

Scarica il dossier UNI sul BIM

Clicca qui per conoscere Edificius, il software per la progettazione architettonica BIM di ACCA

 

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo del BIM?

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *