Edilizia sanitaria, criteri di progettazione, norme ed esempi dwg da scaricare

Un interessante approfondimento sulla progettazione di edilizia sanitaria: le tipologie edilizie, gli elementi tecnici e normativi, esempi, modelli 3D e disegni in dwg da scaricare

Il nostro Focus di approfondimento delle tipologie edilizie è giunto allo studio dell’edilizia sanitaria (ospedali, studi medici e cliniche generiche o specialistiche, poliambulatori). [vedi tutti gli articoli precedenti sulle tipologie edilizie]

La nostra analisi si concentrerà in maniera prevalente sulla progettazione di edifici ospedalieri, perché essa ci consente la valutazione di elementi presenti anche nelle altre strutture: in questo modo la nostra analisi sarà la più ampia e completa possibile.

Tratteremmo di elementi di progettazione ospedaliera, dell’evoluzione delle diverse tipologie di strutture nella storia e di riferimenti normativi di cui tener conto nella progettazione.

La vastità del tema trattato ci suggerisce di dividere la trattazione in due parti: nella seconda parte vedremo i requisiti necessari per i locali ad uso sanitario e parleremo di arredi e finiture per le aree di attesa, di criteri progettuali delle stanze di degenza, di percorsi e di design degli spazi.

Nel corso di entrambi gli articoli saranno disponibili per il download gratuito i file DWG degli elaborati tecnici di un progetto di clinica pediatrica realizzato in Arkansas (USA) dallo studio Marlon Blackwell Architects; la descrizione del progetto la rinviamo al secondo articolo. (vai al download degli elaborati)

Immediatamente invece ecco disponibile per il download il modello 3D del progetto, da cui potrai produrre in autonomia tutti gli elaborati; potrai inoltre soffermarti su elementi architettonici e progettuali navigandolo online.

edilizia sanitaria

 

Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto

 

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Edilizia sanitaria_sala attesa

 

Le ragioni per le quali le strutture ospedaliere sono al centro dell’attenzione di politici, imprenditori, sanitari e della comunità si possono cosi riassumere:

  • l’ospedale ha tuttora un ruolo storico fondamentale non solo nel sistema sanitario ma nella vita quotidiana
  • le risorse finanziarie che vengono dedicate agli ospedali sia sul totale della spesa sanitaria sia come valore assoluto sono sempre grandissime, diversi punti percentuale sul PIL
  • l’ospedale mantiene un ruolo sociale e culturale molto forte, fa parte dell’esperienza di quasi tutte le famiglie, attrae grandi interessi, contribuisce alla ricerca e quindi all’evoluzione del sapere
  • l’ospedale costituisce un elemento fondamentale nella definizione del tessuto urbano e rurale ed è spesso l’impresa più grande nella comunità nella quale è inserito
  • l’ospedale è per definizione il luogo della tecnologia avanzata, tutti i progressi di questo settore finiscono per interagire con l’ospedale stesso.

Evoluzione della tipologia edilizia sanitaria

Un primo riferimento per la descrizione dei vari organismi ospedalieri succeduti in epoca moderna è la struttura ospedaliera a padiglioni, nata alla fine del ‘700, i cui principi formatori sono stati applicati, seppur con qualche modifica, fino alla metà del Novecento.

edilizia sanitaria edifici a padiglioni

In questo tipo di edilizia sanitaria l’articolazione planivolumetrica risponde ai requisiti di salubrità e igienicità degli spazi per le degenze e per le cure dei malati; di conseguenza nasce, nelle aree disponibili, la realizzazione dei vari corpi di fabbrica (padiglioni), con grandi spazi verdi e con una grande concentrazione dei servizi generali.

Il padiglione prevede tutto il necessario per le cure del malato e le degenze: attenzione particolare viene rivolta all’organizzazione delle corsie, con una dimensione di circa 30 letti ognuna e con servizi igienici per gli stessi malati.

Il progettista pone dunque grandissima attenzione al soddisfacimento dei requisiti inerenti al comfort ambientale, con riferimento alla ventilazione e illuminazione naturale, nonché all’orientamento dei corpi di fabbrica.

I vari padiglioni sono aggregati in maniera “lineare”, a “T” o “H”, o circolare con sistemi di percorso a pettine, semplice o doppio. Gli edifici presentano modeste altezze, di solito 2-3 piani, intervallati da ampi spazi aperti di frequente a corte.

Progressivamente l’articolazione funzionale dell’ospedale si fa più complessa: i reparti specializzati come le sale operatorie, i laboratori di analisi o i reparti di isolamento, si rendono autonomi dalla struttura ripetitiva a padiglioni. Un’altra tendenza evolutiva nell’edilizia sanitaria è quella che vede la formazione di padiglioni specializzati per tipo di malattie e cure, che si distacca dal modello originario fino all’arrivo di intere strutture ospedaliere di tipo specialistico. Le corsie si articolano in camere pluriletto fino a prevedere camere singole per particolari esigenze.

Il difetto principale però dell’ospedale a padiglioni è la sua configurazione diffusa rispetto all’area: ciò comporta grande occupazione del suolo rispetto alle cubature edificate, maggiori costi di costruzione e gestione, disagi a pazienti e addetti a causa della lunghezza dei percorsi.

edilizia sanitaria - planimetria

 

Scarica il DWG in formato .zip della planimetria della clinica

 

edilizia sanitaria

 

edilizia sanitaria - edifici a monoblocco

 

Si arriva così agli anni Venti negli USA, dove nascono i primi ospedali a monoblocco, in cui le attività di degenza, diagnosi, cura e gestione-amministrazione sono collocate in edifici pluripiano, dotati di notevole consistenza volumetrica rispetto all’area edificabile. Nel piano tipo dell’edificio sono ospitate le degenze e i relativi servizi di diagnosi e cura.

L’articolazione complessiva dell’ospedale a monoblocco si riferisce a forme planimetriche a “T”, a “U” o doppio “T”; i corpi di fabbrica sono articolati in fasce funzionali distinte e sono classificabili come corpi multipli; l’altezza degli edifici invece oscilla tra i 12 e 30 piani, per gli Stati Uniti ci si orienta verso le maggiori, per l’Europa verso le minori.

In Italia la normativa in materia di edilizia sanitaria impone il rispetto di un massimo di 7 piani di altezza.

 

 

Una variante significativa dell’ospedale a monoblocco è quello a poliblocco, interessante per lo sviluppo del tipo edilizio in Italia. Esso è costituito da un numero limitato di edifici collegati tra loro che hanno un’altezza di 5-7 piani; in ogni edificio si collocano le degenze e gli spazi di cura e servizi.

 

 

edilizia sanitaria - edifici a piastra-torre

 

 

Negli anni 40-50 si passa all’ospedale piastra-torre, dove la zona delle degenze viene collocata nella parte dell’organismo a forte sviluppo verticale, mentre gli spazi destinati a cure e servizi occupano la parte basamentale (piastra) dell’intera struttura ospedaliera.

 

 

 

Guardando le evoluzioni più recenti possiamo distinguere tre tipi o opzioni progettuali:

  • megastrutturale – l’ospedale può assumere differenti configurazioni in quanto altamente complesso. Si tratta di tipologie di edilizia sanitaria definibili come edifici multi-strategia nel senso che permettono un’ampia gamma di soluzioni e configurazioni finali, dotate a loro volta di flessibilità ed elasticità.
    Il processo edilizio quindi si estende fino alla fase di gestione oltre che alla programmazione degli interventi e alla loro utilizzazione.
  • edifici adattabili – opere complesse realizzate attraverso modelli aggregativi basati sull’identificazione di ‘Unità funzionali elementari’ e sulla loro relazione planoaltimetrica. I più noti sono i sistemi inglesi Harness, Nucleus e Oxford. In questa modellizzazione è rilevante il fatto che le parti che costituiscono l’organismo architettonico devono interagire.
  • integrati nelle città – l’ospedale si integra con la città e, pur mantenendo una sua natura, tende a inglobare alcune attività prettamente urbane: la residenza, il commercio, la direzionalità.
    L’edilizia sanitaria si arricchisce così di spazi semipubblici (piazza o centro commerciale) che sono usufruibili da pazienti, addetti, visitatori e pubblico.

Queste esperienze, con l’aggiunta degli ospedali a banchina e a nuclei, si collocano in una tendenza realizzativa che prevede edifici a bassa altezza integrati con la città, nei quali l’aspetto alberghiero/ricettivo e quello direzionale/terziario tendono sempre più a omologarsi con strutture esterne al mondo della sanità, certe volte portandosi fuori dell’ospedale stesso.

La tendenza attuale consiste nel risistemare gli spazi interni dei volumi esistenti con una doppia azione: potenziamento e ingrandimento degli spazi tecnici e impiantistici e rifacimento completo delle camere. L’umanizzazione degli ospedali porta quindi a un ingrandimento delle camere, a una riduzione del numero delle stesse e all’utilizzo di tecnologie più avanzate e arredamenti meno freddi e più personalizzati.

 

Edilizia sanitaria: alcuni riferimenti normativi

edilizia sanitaria

In tema di edilizia sanitaria (ma forse non solo in questo ambito) la legislazione italiana è particolarmente copiosa. Ecco alcune delle norme che disciplinano la progettazione delle strutture sanitarie.

  • d.m. 19 marzo 2015 – Regola tecnica antincendio – aggiornamento
  • d.lgs. n. 81/2008 – Testo Unico Sicurezza sul Lavoro
  • dm 18/09/2002 – Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private
  • dpr 14 gennaio 1997 – Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private
  • dpr n. 503/1996 – Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici
  • d.l. n. 396/1993 – Disposizioni in materia di edilizia sanitaria
  • dm 5/8/77 – Determinazione dei requisiti tecnici sulle case di cura private
  • dm 2 aprile 1968 – Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti
  • dcg 20 luglio 1939 – Istruzioni per le costruzioni ospedaliere

Edilizia sanitaria: organizzazione delle aree di accoglienza di ospedali e ambulatori

edilizia sanitaria

In genere nella progettazione degli ambienti sanitari la massima attenzione è rivolta dai progettisti alla soluzione ottimale delle aree ritenute più importanti, come le sale operatorie e di intervento
(ambulatori, diagnostiche), le aree tecniche e le zone di degenza; gli altri spazi quali aree di accoglienza, attesa e corridoi vengono da sempre considerati come spazi più o meno residuali, quasi di risulta.

In realtà queste zone non andrebbero sottovalutate in quanto luoghi d’accoglienza e primi ambienti incontrati dagli utenti, e quindi parte di quel processo conscio e inconscio che è la creazione del giudizio. E il giudizio dato alla struttura diviene poi giudizio su tutta l’organizzazione.

Dall’esperienza comune emerge che gli ambienti destinati alla cura e alla sanità in generale, corrispondono spesso a luoghi impersonali, scanditi da un tempo indefinito, privo di ogni possibilità
d’azione. Ciò può indurre sensazioni differenti: ansia, impazienza, ma anche semplice noia. Alcune considerazione da tenere a base dei criteri progettuali di queste aree:

  1. il tempo occupato viene percepito come più corto rispetto a quello inoccupato
  2. le persone percepiscono la prima attesa come la più lunga
  3. l’ansia fa sembrare l’attesa più lunga
  4. le attese indefinite vengono percepite come più lunghe rispetto alle attese definite
  5. le attese ingiustificate vengono percepite come più lunghe rispetto alle attese giustificate
  6. le attese percepite come ingiuste vengono vissute come attese più lunghe rispetto alle attese giuste
  7. più è alta l’aspettativa nei confronti del servizio, più i clienti sono disposti ad attendere
  8. l’attesa in solitaria viene percepita come più lunga rispetto all’attesa in compagnia.

Nelle strutture sanitarie le aree di accoglienza e di attesa, in particolare l’atrio, gli spazi di collegamento, e le zone di sosta e di attesa in generale, svolgono precise funzioni.

edilizia sanitaria

Atrio

L’atrio costituisce uno spazio altamente rappresentativo in una struttura sanitaria, è spesso il primo contatto tra gli utenti e l’edificio ospedaliero, e deve servire a smistare i flussi delle persone all’interno dell’edificio stesso. Tale spazio ospita una serie di elementi base, come servizi igienici, segnaletica di orientamento per gli utenti, punti di ristoro, spazi commerciali, ma soprattutto la postazione reception/informazioni e l’accettazione.

edilizia sanitaria - pianta

Scarica il DWG in formato .zip della pianta del piano terra della clinica

 

In particolare lo spazio dedicato alla reception deve risultare individuabile e facilmente riconoscibile, esso può quindi essere progettato utilizzando un’illuminazione particolare, o colori, materiali e forme che lo rendano caratteristico.

Da tale postazione è importante che risultino facilmente individuabili gli accessi ai percorsi principali, sia per consentire un più facile orientamento agli utenti sia per permettere al personale la funzione di controllo.

Lo spazio accettazione trova una buona collocazione nelle immediate vicinanze del banco informazioni. È necessario che tale spazio sia ben integrato con gli uffici dell’amministrazione e anche con le zone di attesa. Si sottolinea che è fondamentale garantire la privacy ai pazienti, che dovranno perciò trovare ambienti separati e accoglienti.

Nell’atrio, spazio di accoglienza dell’edificio, le pavimentazioni devono essere scelte in modo da offrire durabilità e resistenza all’abrasione meccanica oltre a una facile manutenzione. In queste aree possiamo utilizzare vantaggiosamente materiali lapidei, sia naturali che artificiali, facendo però attenzione anche al confort acustico dell’ambiente che potrebbe risultare complicato da questo genere di pavimentazioni.

Negli spazi dedicati ai percorsi e al connettivo, pavimenti e rivestimenti di parete devono resistere bene all’usura, considerato l’intenso traffico di persone in movimento.

Oltre alla resistenza all’abrasione meccanica e alla facile manutenibilità, in questi spazi in particolare le finiture dovranno presentare caratteristiche di non assorbenza e assenza di discontinuità. Il raccordo tra parete e pavimento è arrotondato per facilitare la pulizia. I materiali utilizzati dovranno resistere ai prodotti disinfettanti per la pulizia.

Sono indicate pavimentazioni continue finite in resina autolivellante, gomma, linoleum, vinilici.

edilizia sanitaria - prospetto

 

Scarica il DWG in formato .zip dei prospetti N-W della clinica

 

Spazi connettivi

Attraverso gli spazi connettivi, percorsi, pianerottoli, spazi di attesa degli ascensori, il paziente e il visitatore entrano e si muovono nella struttura dell’edificio. Il connettivo rappresenta quindi gli spazi di direzionalità e di smistamento.

Sicuramente è necessario dare requisiti di orientamento e di ordine, ma è fondamentale anche connotare tali aree in modo da comunicare domesticità e umanizzazione degli spazi, per favorire un buon impatto psicologico.

Nella progettazione della struttura ospedaliera si dovrà perciò far sì che il fruitore possa trovare in tali aree bacheche informative, sedute anche con tavolini bassi per favorire la sosta e la conversazione, panchine, elementi di verde e fioriere, aperture verso l’esterno…, spazi ed elementi per la comunicazione, una serie di elementi di arredo e finiture specifiche adeguate alle funzioni degli spazi.

L’eccessiva uniformità e monotonia dei lunghi percorsi ospedalieri può essere attenuata progettando elementi diversi che introducano variazioni e stimolino l’attenzione. Il tutto, naturalmente, rispettando gli ingombri minimi di passaggio.

 

edilizia sanitaria - sezione

Scarica il DWG in formato .zip delle sezioni A-A e C-C della clinica

 

Zone di sosta e di attesa

Nelle strutture di day hospital spesso le aree di attesa sono ricavate da variazioni ed estroflessioni lungo i percorsi del connettivo. Per non ostacolare il flusso lungo i percorsi, occorre che tali aree siano separate pur mantenendo il contatto visivo con lo spazio dedicato ai percorsi.

Nella progettazione delle zone di sosta (atrio, corridoi, snodi) e delle aree di attesa (accettazione) è raccomandato mantenere l’unitarietà progettuale in tutta la struttura ospedaliera.

edilizia sanitaria assonometria

 

Scarica il DWG in formato .zip dell’assonometria della clinica

 

 

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edilizia sanitaria

 

Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto in formato Educational per studenti e docenti

 

 

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