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Eliminazione barriere architettoniche nell’edilizia privata

Una guida pratica all’eliminazione delle barriere architettoniche in un appartamento, con esempi pratici da scaricare

Le persone con disabilità, quotidianamente, si trovano a dover affrontare numerosi ostacoli che rendono difficoltosi anche i più semplici spostamenti; è per questo che oggi assume un valore sempre più elevato il tema dell’eliminazione delle barriere architettoniche.

Con riferimento all’edilizia residenziale presente sul territorio, e focalizzando lo sguardo alle abitazioni più datate, rileviamo immediatamente come in esse sia difficile trovare condizioni adatte a persone con disabilità, e che quindi rispettino i parametri di accessibilità o visitabilità.

Per ovviare a ciò, è necessario che tali edifici subiscano interventi anche importanti di ristrutturazione ed adattamento. Quali sono le indicazioni da seguire? E come vengono modificati gli spazi?

In questo focus approfondiremo le tematiche relative al superamento delle barriere architettoniche negli edifici residenziali, riferite a persone con problemi di mobilità, avendo come punto di riferimento le indicazioni dettate dalle normative vigenti: in un pratico esempio vedremo come sia possibile intervenire nei principali ambienti dell’appartamento, ed un video ci illustrerà come sia possibile realizzare tali interventi con un software di progettazione architettonica BIM.

Eliminazione barriere architettoniche | ambiente sala: render realizzato con Edificius

Normativa di riferimento

In un progetto che preveda l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’aspetto senza dubbio più importante da tenere in considerazione è quello normativo. Leggi e decreti nazionali regolamentano ogni aspetto dimensionale ed organizzativo dei vari ambienti: non vanno tuttavia trascurate eventuali norme regionali e/o locali che possono dare ulteriori istruzioni sull’argomento.

Riprendendo quanto detto in proposito nell’articolo “Abbattimento delle barriere architettoniche, la guida tecnica“, queste le principali norme:

  • dm 236/1989 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche);
  • legge 13/1989 (Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati);
  • legge 104/1992 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili);
  • dpr 503/1996 (Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici);
  • dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia).

Cosa sono le barriere architettoniche e cosa comportano

Prima di entrare nella progettazione dei diversi ambienti, vediamo cosa si intende per barriere architettoniche e cosa comportano, nel nostro caso, nelle strutture residenziali.

La definizione è data dall’articolo 2 del dm 236/89:

  • gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
  • gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti;
  • la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Si comprende bene cosa potrebbero comportare tali impedimenti e quanto sia fondamentale il superamento delle barriere architettoniche in una visione di vivibilità di uno spazio. Per tale obiettivo, il decreto attuativo della legge 13/89, il dm 236/89, richiede che vengano garantiti 3 requisiti:

  • accessibilità | la totale fruizione dello spazio costruito, per gli spazi esterni e le parti comuni senza deroga all’installazione dell’ascensore;
  • visitabilità | la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria, di accedere agli spazi di relazione ed ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare;
  • adattabilità | l’accessibilità differita nel tempo, per quanto riguarda le singole unità immobiliari.
eliminazione barriere architettoniche

eliminazione barriere architettoniche | pianta: confronto gialli e rossi

La norma considera dunque 3 livelli di qualità dello spazio costruito.

L’accessibilità esprime il più alto livello in quanto ne consente la totale fruizione nell’immediato. La visitabilità rappresenta un livello di accessibilità limitato ad una parte più o meno estesa dell’edificio o delle unità immobiliari, che consente comunque ogni tipo di relazione fondamentale anche alla persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. L’adattabilità rappresenta un livello ridotto di qualità, potenzialmente suscettibile, per originaria previsione progettuale, di trasformazione in livello di accessibilità; l’adattabilità è, pertanto, un’accessibilità differita.

Le diverse tipologie di edilizia residenziale privata devono riferirsi a questi requisiti, secondo quanto indicato nell’allegato A dell’articolo 3 dm 236/89.

  • Le unità immobiliari unifamiliari e plurifamiliari prive di parti comuni, sono tenute al requisito dell’adattabilità.
  • Le unità immobiliari plurifamiliari con parti comuni e con non più di tre livelli fuori terra, sono tenute al requisito della visitabilità e dell’adattabilità, mentre le loro parti comuni sono tenute ai requisiti dell’accessibilità e dell’adattabilità.
  • Le unità immobiliari plurifamiliari con parti comuni e con più di tre livelli fuori terra, sono tenute al requisito della visitabilità e dell’adattabilità, mentre le loro parti comuni sono tenute al requisito dell’accessibilità.

Edifici privati: eliminazione barriere architettoniche nei diversi ambienti

Vediamo, ambiente per ambiente, quali sono le indicazioni per garantire l’eliminazione delle barriere architettoniche nell’edilizia residenziale privata, partendo dai due ambienti certamente più importanti: la cucina ed il bagno.

Cucina

La cucina per persone con disabilità è uno degli ambienti, insieme al bagno, che maggiormente si differenzia rispetto allo stesso ambiente per normodotati. Infatti qui, a differenza di quanto può accadere in altre zone della casa, non si devono solo rispettare le distanze utili per il giusto movimento delle persone con disabilità, ma, soprattutto, prevedere degli appositi elementi di arredo.

eliminazione barriere architettoniche cucina

ambiente cucina | render realizzato con Edificius

Ed è proprio per questo che di seguito saranno date delle indicazioni utili per il progettista rispetto alle dimensioni, alle distanze e all’organizzazione degli ambienti:

  • spazio libero sotto i ripiani – 0,70 m;
  • altezza piano di lavoro – 0,75/0,80 m;
  • altezza armadietti – 0,40/1,00 m;
  • le superfici devono essere ad un’altezza compresa tra un minimo di 0,40 m ed un massimo 1,40 m;
  • lo spazio di rotazione – 1,50 m x 1,50 m;
  • gli armadietti posizionati ad un’altezza compresa tra 0,40 m e 1,10 m;
  • predisporre le prese di corrente e interruttori ad un’altezza compresa tra 0,90 m e 1,10m;
  • i piani devono essere liberi nella parte sottostante, in maniera tale da garantire il movimento per i mielolesi;
  • prevedere continuità tra i diversi piano di lavoro, soprattutto tra il piano cottura e il lavandino così da rendere più agevole lo spostamento di pentole ancora calde riducendo i rischi;
  • è consigliabile utilizzare modelli di cucine che abbiano cestelli estraibili, pensili che scorrono in senso verticale, piani di lavoro regolabili in altezza (in maniera meccanica), elementi con spigoli arrotondati.

Bagno

Il bagno è l’altro ambiente che presenta, come accennato in precedenza, diversità sostanziali nella disposizione degli elementi di arredo rispetto ai classici servizi igienici.

Come per la cucina, di seguito sarà disposto un elenco di misure e consigli per poter proseguire in maniera corretta nella fase di progetto:

  • spazio per accostamento a wc e al bidet – 1,00 m;
  • spazio per accostamento a vasca (con profondità minima di 0,80 – 1,40 m);
  • spazio per accostamento frontale al lavabo – 0,80 m (dal bordo anteriore);
  • il lavabo deve essere senza colonna e il bordo superiore posto a 0,80 m da terra;
  • il wc e il bidet, preferibilmente sospesi – 0,40 m dalla parete (considerando l’asse della tazza);
  • bordo anteriore di wc e bidet – 0,75/0,80 m dalla parete posteriore;
  • bordo superiore di wc e bidet – 0,45/0,50 dal piano di calpestio;
  • se l’asse del wc o del bidet sta oltre i 0,40 m dal muro, bisogna prevedere un maniglione per lo spostamento;
  • la doccia deve essere a pavimento con il sedile ribaltabile e doccia a telefono;
  • bisogna prevedere corrimano e maniglioni in misura tale da garantire un agevole spostamento della persona su sedia a rotelle;
  • in caso di adeguamento si può prevedere l’eliminazione del bidet per poter garantire l’ottimale utilizzo del wc e della doccia.
eliminazione barriere architettoniche bagno

ambiente bagno | render realizzato con Edificius

Percorsi orizzontali

I percorsi orizzontali sono caratterizzati da corridoi e disimpegni e devono essere così organizzati:

  • larghezza minima – 1,00 m;
  • allargamenti per inversione di marcia – previsti ogni 10,00 m lineari e in genere posti nelle parti terminali;
  • devono essere organizzati in maniera tale da garantire una corretta apertura delle porte, seguendo quanto previsto dall’art. 9 del dm 236/89.

Camera da letto

La camera da letto va organizzata considerando tutti i confort e mantenendo l’attenzione al movimento agevole delle persone con disabilità. Nel dettaglio:

  • a lato del letto – 1,50 m per la rotazione e 0,90 m per il percorso;
  • il passaggio tra due mobili e il mobile e il muro – 0,70/0,95 m;
  • spazio libero a lato del letto per trasferimento – 1,20 m;
  • spazio di rotazione compreso tra 1,50×1,50 m e 1,70×1,70 m;
  • altezza letto da terra – 0,40/0,50 m.

Anche in questo caso bisogna tener conto degli ingombri mobili (porte, finestre, ante degli armadi).

Soggiorno

Questo ambiente presenta un’organizzazione più libera da vincoli rispetto a bagno e cucina. Occorre prestare attenzione agli spazi minimi di manovra e di percorrenza, preferendo l’utilizzo di mobili che diminuiscano i rischi:

  • passaggio minimo consigliato – 0,70/0,90 m;
  • spazio di manovra per rotazione – tra 1,50×1,50 m e 1,70×1,70 m;
  • è consigliabile scegliere mobili con bordi arrotondati.
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Eliminazione barriere architettoniche | sezione: confronto gialli e rossi

Esempio di appartamento senza barriere architettoniche

L’esempio di riadattamento di un appartamento che proponiamo, è un progetto che ha come obiettivo l’organizzazione degli spazi interni per consentire alle persone con disabilità motorie, di vivere gli ambienti in maniere agevole e sicura.

Partendo da un appartamento esistente, abbiamo apportato delle modifiche agli ambienti sulla base delle indicazioni normative.

Nell’ambiente cucina abbiamo immaginato la sostituzione di tutti i piani lavoro (inserendo gli arredi con lo spazio libero nella parte inferiore) e siamo intervenuti negli spazi per garantire, come indicato, un’area di manovra di 1,50 x 1,50 m e percorsi di almeno 0,90 m.

Nel bagno principale si è provveduto alla sostituzione di tutti i sanitari, all’inserimento della doccia a pavimento con apposito sedile e corrimano, ed all’eliminazione dell’antibagno per ottenere un ambiente più confortevole per la manovra e il passaggio. Inoltre sono stati inseriti i maniglioni ai lati del wc e i corrimano lungo tutto l’ambiente.

La stessa tipologia di intervento è stata prevista anche per il bagno in camera, prevedendo però, al posto della doccia, il bidet.

Il corridoio è stato allargato fino a 1,50 m, così da permettere la manovra in qualsiasi punto; nella parte finale è stata inserita la lavanderia, sempre rispettando i minimi dimensionali.

La sala da pranzo è stata adattata eliminando il setto che la divideva dall’ingresso, permettendo così di ottenere maggiore spazio a disposizione.

Le camere da letto sono gli ambienti che hanno subito minori interventi: in questo caso sono stati organizzati gli arredi in modo da consentire il passaggio e l’accostamento ai letti, considerando anche gli spazi per la manovra.

 

Download

Scarica i dwg in formato zip degli elaborati del progetto
Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto
Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto in formato Educational

 

Video | Superamento delle barriere architettoniche

In questo video Michele ci illustra come procedere, nel rispetto della normativa vigente, all’eliminazione delle barriere architettoniche in un appartamento utilizzando un software di progettazione architettonica BIM.

 

 

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