Formati aperti del BIM ad utilità del settore ferroviario

Formati aperti del BIM ad utilità del settore ferroviario

A conclusione del convegno nazionale “Il BIM al servizio delle infrastrutture ferroviarie” ospitato da ACCA ecco alcuni interessanti approfondimenti tratti dagli interventi dei relatori #1

Lo scorso 29 novembre a Bagnoli Irpino, nell’Auditorium di ACCA software, il Collegio degli Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI) ha promosso un approfondimento sull’applicazione della tecnologia BIM nella costruzione delle grandi infrastrutture.

Introdotti dall’ingegner Francesco Favo di Rfi S.p.A. e Preside CIFI sezione di Napoli, sono intervenuti dirigenti di Rfi ed Italferr, partner tecnologico di Reti Ferroviarie, per presentare le tecnologie più avanzate sulla gestione e manutenzione del patrimonio ferroviario, docenti dell’Università di Napoli Federico II e di quella del Sannio, oltre che Xenia Fiorentini consigliere Nazionale di iBIMi, punto di riferimento nazionale ed internazionale per la promozione dell’open BIM.

Riproponiamo, in una successione di articoli, gli interventi di alcuni relatori.

Il primo è dedicato all’intervento dell’ingegner Modestino Ferraro, dirigente di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., che ha illustrato le potenzialità del BIM nella progettazione ferroviaria e infrastrutturale, soffermandosi sull’utilizzo dei formati aperti per il settore ferroviario e l’esperienza nel building smart international.

‘Formati aperti del BIM ad utilità del settore ferroviario’ di Modestino Ferraro

Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, vuole essere uno dei protagonisti del BIM per le infrastrutture ferroviarie a livello mondiale per ottimizzare i costi della rete e partecipa alla definizione degli standard IFC ed IFCRAIL per portare a livello mondiale il know how italiano.

Formati aperti del BIM ad utilità del settore ferroviario Modestino Ferraro

ing. Modestino Ferraro – RFI –

Grazie a tutti voi di essere qui, per me è un piacere aprire il convegno del CIFI, in particolar modo per la terra che ci ospita e per me che sono irpino. Tra l’altro, è stata l’occasione per giungere qui attraverso una linea ferroviaria storica e rappresentativa del territorio, la vecchia tratta Avellino-Rocchetta S. Antonio, fortemente voluta da Francesco De Sanctis, riattivata da qualche anno.

Oggi il mio intervento verterà sui formati aperti del BIM ad utilità del settore ferroviario e dell’esperienza che RFI sta facendo a livello internazionale nell’ambito del Building Smart International.

Il BIM, ovvero Building Information Modeling, nasce come processo che parte dalla pianificazione e dalla progettazione per poi passare alla gestione, fino alla dismissione degli edifici.

Se il BIM è utilizzato, inizialmente, per la progettazione, in realtà quest’ultima rappresenta una fase limitata rispetto a quella di gestione e di vita dell’opera. Ad esempio, se pensiamo al primo tratto ferroviario realizzato in Italia, e mi riferisco alla Napoli-Portici, realizzato ben 180 anni fa, sicuramente la fase progettuale ha rappresentato una minima parte rispetto alla vita e alla gestione dell’opera.

Quindi il BIM dovrebbe riguardare soprattutto la parte gestionale. Ed è qui che voglio evidenziare l’interesse che molte società che si occupano di gestione delle opere, come RFI del gruppo ferrovie, dovrebbero rivolgere a tale modus operandi.

In ambiente BIM facciamo riferimento a sette dimensioni. Infatti, ben conosciamo le prime tre dimensioni che rappresentano geometricamente l’opera da realizzare, alle quali aggiungiamo altre 4 dimensioni che arricchiscono di ulteriori informazioni il modello digitale da realizzare.

Mi riferisco alla gestione del tempo in fase di cantierizzazione e costruzione dell’opera; al costo di realizzazione dell’opera; alla gestione della stessa (facility managment); e non ultima, alla sostenibilità ambientale, tema particolarmente sentito oggi, nell’ambito dei materiali utilizzati e nella previsione del loro smaltimento legato alla dismissione dell’opera, a conclusione del suo ciclo di vita utile.

Formati aperti del BIM ad utilità del settore ferroviario IFC organization

Tutto ciò, oggi, rientra già in obblighi di legge per quanto riguarda la progettazione di opere pubbliche, con il decreto BIM – DM 560/2017. Le amministrazioni, da gennaio 2019, per importi a base di gara pari o superiori ai 100 milioni di euro, a scalare nei successivi anni, hanno l’obbligo di accettare la progettazione realizzata su piattaforme digitali interoperabili a mezzo di formati aperti e non proprietari, escludendo ogni passaggio tradizionale su carta. RFI ha riconosciuto in tutto ciò un’occasione di stimolo e di opportunità, assumendo un ruolo di capofila trascinante nel settore ferroviario dove questi standard ancora faticano ad entrare.

Dal 2018, RFI con altri importanti operatori internazionali del settore, ha deciso di partecipare con i propri rappresentanti ed esperti a Building Smart per operare direttamente sui tavoli internazionali, e contribuire alla scrittura del formato aperto attraverso un progetto denominato IFC Rail che prevede un proget managment europeo con un PMO operativo e un dominio per ogni settore ferroviario: infrastrutture e binari, telecomunicazioni e segnalamento.

In particolare, sul dominio del segnalamento, RFI ne è divenuta team leader.

Partecipare alla scrittura dei formati aperti, che successivamente dovranno seguire la trafila della norma ISO, implica l’inserimento, fin da principio, di elementi propri e caratteristici dell’infrastruttura ferroviaria italiana, che saranno alla base anche di una successiva implementazione da parte delle software house con il recepimento di quegli elementi e modelli di progettazione tipici accennati poc’anzi.

L’obiettivo è, quindi, insieme agli altri gestori di infrastrutture, di creare un sistema interoperabile a livello non solo europeo ma mondiale; voglio ricordare che un grande ed importante paese come la Cina, particolarmente attivo nel settore ferroviario, è presente a questi tavoli di lavoro.

Questo il percorso intrapreso due anni fa, che ha portato alla proposta del formato aperto internazionale riconosciuto ISO, con un primo traguardo a novembre del 2019, a Pechino, nella formulazione di un Candidate Standard. Questo significa che oggi abbiamo un primo modello per le reti ferroviarie di formato IFC aperto pubblicato, che sarà sottoposto all’implementazione delle software house per poi divenire, speriamo nel giro di un anno, un formato standard ISO.

Railway Room

Questo processo, da un punto di vista concettuale, trova la sua utilità pratica nell’oggetto reale che si dovrà progettare, ad esempio uno scambio ferroviario, che potrà essere scomposto in modello concettuale attraverso blocchi, con il supporto del linguaggio UML, e successivamente tradotto nel formato IFC per la sua rappresentazione.

A Pechino, si è conclusa la prima fase, mentre a gennaio ne partirà una seconda ad ulteriore completamento di questo lavoro svolto fino ad ora, con il coinvolgimento delle software house che avranno il compito di sviluppare, sulla base di questi modelli aperti, nuovi software.

Mi preme sottolineare due importanti ricadute, motivo di capitalizzazione all’interno di RFI: la creazione di un know-how, grazie al confronto tra i nostri giovani, esperti ingegneri del settore ferroviario, con gli altri colleghi internazionali che operano nelle loro realtà. E poi, la possibilità di scrivere rapidamente, attraverso una mappa informativa più strutturata grazie alla schematizzazione degli oggetti reali, le specifiche dei capitolati informativi dai quali dipende la progettazione e la manutenzione delle opere.

IFC Rail

Per finire voglio ricordare l’evento svoltosi a Pechino ultimamente, dove oltre al nostro intervento in rappresentanza di RFI, erano presenti i colleghi di ACCA software, un’azienda che si è distinta come operatrice ed eccellenza italiana del settore, vincendo un premio internazionale per un software di formato aperto. Un’eccellenza Italiana presente in questo territorio, nella cui sede, oggi, abbiamo il piacere di essere ospitati in occasione di questo convegno.“

Modestino Ferraro

Modestino Ferraro, ingegnere, è Dirigente di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., Responsabile Servizi per le Stazioni.

 

Scarica le slide a corredo dell’intervento

 

 

usbim-platform
usbim-platform

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo del BIM?