Il nuovo data center Microsoft è immerso in fondo al mare

Microsoft scommette sul risparmio energetico ottenuto grazie al raffreddamento naturale del suo data center immerso nel mare al largo della costa scozzese. Ecco i dettagli

I server, si sa, consumano tanta energia. E la maggiora parte di questa è destinata al raffreddamento, che consente loro di lavorare al meglio.

La soluzione più sorprendente l’ha trovata Microsoft, che ha scelto di immergere uno dei suoi data center in fondo al mare, vicino all’arcipelago delle Orkney, nel Nord della Scozia.

Microsoft’s Project Natick at the launch site in the city of Stromness on Orkney Island, Scotland on Sunday May 27, 2018. (Photography by Scott Eklund/Red Box Pictures)

L’immersione in mare rappresenta, secondo gli esperti della società, un modo semplice e veloce per raffreddare i server dei computer; in particolare, l’operazione rientra rientra in un progetto più grande, denominato Project Natick. L’obiettivo del team Microsoft è quello di sperimentare la costruzione e l’installazione di un data center sul fondo del mare, valutando gli annessi vantaggi e svantaggi.

L’idea alla base del progetto, non troppo dissimile da quella dei data center “galleggianti“, è ben riassunta dalla frase riportata dalla compagnia sul sito dedicato:

metà della popolazione mondiale vive entro i 200 km [dal mare]; costruire quindi un data center a largo delle coste aumenterebbe la vicinanza [fra l’infrastruttura] e la popolazione, riducendo notevolmente le latenza ed [assicurando] maggiore responsività.

Il data center di Microsoft è costituito da un cilindro bianco lungo 12,2 metri che contiene 864 server e può rimanere sott’acqua per un massimo di 5 anni.

Un cavo sottomarino trasporterà l’elettricità generata da un sistema di energia eolica e dall’arcipelago al centro dati.

 

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