Kepler con l’Intelligenza Artificiale di Google nuovo sistema solare

Il telescopio spaziale Kepler con l’Intelligenza Artificiale di Google alla ricerca di nuovi pianeti

Scoperto un sosia del Sistema Solare grazie al telescopio spaziale Kepler e all’aiuto della Intelligenza Artificiale di Google

La ricerca incessante di nuovi esopianeti da parte del telescopio spaziale Kepler non accenna a fermarsi, anzi!
Nonostante nel maggio 2013 la Nasa abbia annunciato un guasto ad un giroscopio tale da compromettere il sistema di puntamento del telescopio stesso. Questo non ha fermato la ricerca che negli ultimi anni è comunque riuscita ad essere sempre più precisa, anche grazie alla crescita esponenziale delle tecnologie a supporto per l’analisi dei dati.

Un nuovo alleato è subentrato per dare manforte al telescopio che dal 2009 ha come obiettivo di cercare e confermare pianeti simili alla Terra.

Ecco il sosia del Sistema Solare

E’ nata così una vera e propria alleanza tra la Nasa e Google che ha permesso, come primo risultato, l’individuazione di un pianeta all’interno di un sistema solare distante circa 2500 anni luce dalla Terra.

Questo ha permesso di censire, per la prima volta, un sistema solare con lo stesso numero di pianeti uguali al nostro ovvero otto.

L’IA (acronimo di Intelligenza Artificiale) di Google ha infatti analizzato anche i segnali più deboli provenienti dallo spazio più profondo, che sarebbero passati inosservati agli strumenti in dotazione alla Nasa.


L’IA è stata addestrata dagli scienziati della Nasa che hanno letteralmente insegnato ad analizzare i dati relativi a 15.000 segnali che possono concorrere ad individuare un pianeta, dal database di Keplero.

L’Agenzia spaziale USA è così riuscita a scoprire un pianeta roccioso le cui temperature si avvicinano a quelle del rovente Mercurio (circa 420° Celsius) e che ruota intorno alla stella Kepler-90.

“Per la prima volta da quando i pianeti del sistema solare sono stati scoperti migliaia di anni fa, sappiamo per certo che il nostro sistema solare non è l’unico detentore del record per maggior numero di pianeti” ha spiegato l’astronomo Andrew Vanderburg.

 

L’Intelligenza Artificiale, ritenuta da molti come una delle tecnologie che possono e devono migliorare la qualità della vita e del progresso, inizia a portare a casa un risultato importantissimo. Google, tra i pionieri del settore ha già avviato processi di utilizzo della IA per tutti i suoi servizi, e con l’utilizzo in campo astronomico, si espanderebbe come non mai la sua utilità a livello scientifico.

 


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