La Cina punta al teleriscaldamento ad energia nucleare

Avviato lo studio di fattibilità del progetto di teleriscaldamento basato sulla tecnologia a bassa temperatura NHR200-II; ma i reattori nucleari per il teleriscaldamento in Cina funzionano già e saranno in esercizio entro due anni

L’autorità cinese in materia di energia (National Energy Administration (NEA) ha affidato alla China General Nuclear Group (CGNG) e alla Tsinghua University il compito di avviare uno studio di fattibilità per la realizzazione di un reattore nucleare per la produzione di energia termica per il riscaldamento invernale di abitazioni ed edifici pubblici nel nord della Cina.

Il progetto si avvarrà del reattore di riscaldamento a bassa temperatura Nhr200-II, sviluppato dall’Institute of Nuclear Energy and Technology (INET) della Tsinghua University.

La Tsinghua University ha iniziato i lavori di ricerca sulla possibile applicazione del calore nucleare già nei primi anni ’80 e la costruzione di un reattore di riscaldamento nucleare sperimentale da 5 MWt (NHR5) è stata completata nel 1989. Proprio da questa “prova” è stato sviluppato il più grande NHR200-II.

Si tratta quindi di una tecnologia sufficientemente matura, sicura e ampiamente testata.

Secondo la CGNG per la costruzione dell’NHR200-II potrebbero volerci soltanto due o tre anni.

 

 

Da fonti on line sembrerebbe comunque che l’opzione di riscaldamento nucleare a basso costo in Cina è più che una semplice ipotesi di studio.

L’altra principale compagnia energetica del paese, la China National Nuclear Corp (CNNC) ha già condotto a Pechino un test di 168 ore su un piccolo reattore di teleriscaldamento conosciuto come Yanlong.

La CNNC ha proposto il DHR-400 come fornitore di calore alternativo per la regione settentrionale, con ciascuna unità da 400 MW in grado di fornire riscaldamento a 200.000 famiglie urbane.
Un reattore di riscaldamento nucleare da 400 megawatt può generare tanto calore all’anno come la combustione di 320.000 tonnellate di carbone o 160 milioni di metri cubi di gas naturale, e Yanlong non rilascia anidride carbonica o polvere nell’aria.

Yanlong, se usato come alternativa alle caldaie a carbone o a gas della stessa capacità di fornitura, ridurrà le emissioni di anidride carbonica di 640.000 tonnellate (in confronto al carbone) o 204.600 tonnellate all’anno (in confronto al gas).

Produrre un gigajoule di calore con un DHR-400 costa solo 30-40 yuan (4,58-6,1 dollari), alla pari delle tradizionali caldaie a carbone, e circa il 40% in meno rispetto ad una caldaia a gas.
La CNNC prevede di costruire delle caldaie nucleari pilota entro il 2018 prima di metterle in esercizio commerciale dopo il 2020.

 

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo dell'edilizia?

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *