Linee guida ANAC, norme ISO 19650 e UNI 11337: tutte le novità sul BIM

Dalle linee guida ANAC alla UNI 11337, dall’ ISO 19650 al TR CEN fino al Manuale dell’EU TASK Group: ecco tutti gli aggiornamenti sul BIM

Siamo ormai giunti alle soglie della consueta pausa estiva e, come ogni anno, proviamo a fare un bilancio di quanto sta accadendo a supporto di una sempre più consapevole adozione della metodologia BIM nel settore delle costruzioni.

Numerose sono le novità, concluse o in itinere, che riteniamo utile richiamare all’attenzione di tutti.

ANAC: Integrazione linee guida n.1

Anzitutto si segnala la conclusione del periodo di inchiesta pubblica, promosso dall’ANAC, per il documento “Integrazione Linee guida n. 1. Uso di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture – Equo Compenso”, periodo fissato dall’8 giugno al 9 luglio u.s.

Il testo di tale documento, con la relativa nota illustrativa, è ancora consultabile sul sito ANAC o scaricabile direttamente a questo link.

L’ultimazione di tale fase sarà seguita dalla valutazione delle osservazioni eventualmente postate e, infine, dalla pubblicazione, in tempi presumibilmente contenuti, dell’aggiornamento delle Linee Guida n.1 relative agli indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria previsti dal D.Lgs. n.50/2016 (Codice Appalti).

Conclusione dei lavori della ISO 19650

Il travagliato iter della redazione delle ISO 19650, parte I e II, sembra essere finalmente giunto al termine.

La norma costituisce un’importante riferimento sovranazionale potendo costituire (un fondamentale) allegato contrattuale negli appalti internazionali.

Già circa un anno or sono sembrava imminente la sua emanazione, poi disattesa a causa di discordanze di opinioni tra i Paesi impegnati nella stesura.

Questo ha comportato una nuova apertura dei lavori sino all’attuale approvazione del testo corrente: secondo regolamento, alla conclusione dell’iter e alla conseguente diffusione della norma mancherebbe solo il “formal vote” vale a dire il voto di approvazione finale che non dovrebbe, però, celare nuove sorprese o ritardi.

Inoltre, data l’importanza della norma, attualmente è stata prodotta una richiesta di modifica del consueto iter, con l’eliminazione del citato “formal vote” alla luce delle lungo periodo di discussione avutosi durante lo sviluppo della norma stessa, al fine di accelerarne la sua diffusione.

La sua redazione, come detto, ha richiesto numerosi sforzi e compromessi.

Uno degli aspetti di maggior impegno è stato, ad esempio, il contenimento (eliminazione) della terminologia e dei riferimenti ad aspetti contrattuali.

Infatti per Paesi con una struttura dello Stato e legislativa più puntualmente organizzata, la presenza di una norma tecnica di riferimento con ben definiti rimandi, avrebbe potuto introdurre un elemento di conflittualità e/o un vincolo a futuri sviluppi normativi al proprio interno.

Per questo motivo sono state introdotte espressioni come “appointed party” o “appointing party” ( “parte designata” e “parte designante”) per indicare, in maniera generica, quelle figure che in un appalto (in Italia) sono definite come Impresa affidataria e Committente.

Sempre per lo stesso motivo, il famoso acronimo EIR (Employer Information Requirements, secondo l’originaria definizione anglosassone) ha assunto, invece, la nuova definizione di Exchange Information Requirements, cioè di “requisiti informativi relativi ad un incarico” focalizzando, quindi, il significato sull’attività più che su colui che richiede i requisiti informativi.

Affronteremo più approfonditamente in un prossimo contributo la lettura delle ISO 19650.

Adozione della 19650 da parte del CEN

Nonostante in ambito ISO i protagonisti della stesura delle ISO 19650 siano all’incirca le stesse delegazioni presenti in ambito CEN (con le sole eccezioni di quella giapponese e, talora, di quelle statunitensi e australiana), queste ultime hanno sentito il bisogno nuovamente di intervenire sul testo della norma.

E questo, probabilmente, perché in ambito ISO la redazione del testo è stata principalmente a guida britannica mentre in ambito continentale (CEN) in particolar modo francesi e tedeschi (e non solo) desiderano far sentire il peso delle proprie peculiarità nell’organizzazione del testo.

Poiché, però, la ISO 19650 ricade sotto il “Vienna Agreement”, il gruppo di lavoro CEN che si occupa della sua adozione in ambito continentale (TC 442/WG3), non potrà intervenire in alcun modo direttamente sul testo.

Come si ricorderà il “Vienna Agreement” è un accordo internazionale in base al quale le norme ISO che in esso ricadono, divengono automaticamente norme europee – CEN – senza possibilità di apportare ulteriori modifiche; sarà possibile solo aggiungere le appendici nazionali la cui valenza è, naturalmente, limitata agli specifici ambiti geografici.

Pertanto la strada che il gruppo di lavoro CEN ha deciso di percorrere, è quella della redazione di un documento esplicativo, un Technical Report (TR), i cui lavori hanno preso l’avvio nella recente riunione di Avignone.

EUBIM Task Group: verso la conclusione del primo ciclo.

Volge al termine il lavoro dell’EU BIM Task Group che ultimerà la propria attività a dicembre 2018.

Per il 6 dicembre a Bruxelles, infatti, è fissata la conferenza in cui verrà presentato un documento di rilancio dell’attività per il prossimo triennio, con l’indicazione di una sorta di road map.

Dopo la diffusione del documento “Manuale per l’introduzione del BIM da parte della domanda pubblica in Europa”, disponibile in tutte le lingue della Comunità Europea e liberamente scaricabile dal sito EU BIM Task Group, ora prossimo obiettivo dovrà essere quello di rendere disponibili indicazioni maggiormente operative per la Committenza pubblica europea.

UNI 11337: è in inchiesta pubblica la Parte VII

Fino al 7 settembre 2018 è in inchiesta pubblica, sul sito dell’UNI la futura norma UNI 11337-7, che va ad aggiungersi alle altre parti della stessa norma già pubblicate.

La norma stabilisce i requisiti relativi all’attività professionale delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa.

Tali requisiti sono identificati con la suddivisione tra compiti e attività specifiche svolte dalla figura professionale in termini di conoscenza, abilità e competenza secondo il quadro europeo delle qualifiche (EQF).

I requisiti sono indicati sia per consentire la valutazione dei risultati dell’apprendimento informale e non formale e sia ai fini di valutazione di conformità delle competenze.

Per quanti volessero prendere visione del testo in inchiesta, esso è codificato dall’UNI come Progetto di Norma UNI 1602384, disponibile a questo indirizzo.

UNI 11337: procedono i lavori sulle parti ancora mancanti

Mentre procedono già da tempo i lavori sulle Parti II e III della UNI 11337, dopo una prima fase preliminare, possono dirsi avviate le attività relative alle Parti VIII e IX (Linee Guida sul flusso informativo e redazione del fascicolo del costruito in un processo BIM).

Obiettivo della Parte VIII, in particolare, è quello di costituire una vera e propria Linea Guida all’applicazione del processo BIM.

La necessità di chiarire ed esemplificare gli aspetti procedurali, aiutando la transizione verso la digitalizzazione del settore, emerge da più parti con forza.

Ed è del tutto evidente, inoltre, come la UNI 11337 Parte VIII sia chiamata a confrontarsi anche con la norma ISO 19650 e con il TR in corso di redazione da parte del CEN.

I primi aspetti valutati sono stati, naturalmente, quelli relativi all’ispiratore del processo costruttivo, vale a dire il Committente. Gli appalti avviati in BIM hanno spesso evidenziato una sua scarsa consapevolezza circa il nuovo modo di esercitare la propria identità all’interno del processo costruttivo.

Nella redazione del Capitolato informativo, ad esempio, frequentemente troppo generici sono apparsi l’indicazione degli obiettivi e degli usi dei modelli, così come l’indicazione dei requisiti è risultata essere troppo spesso qualitativa e non numerica, e pertanto, difficilmente verificabile con oggettività in sede di gara.

Inoltre i Capitolati informativi non di rado si presentano, dal punto di vista dei contenuti, altra cosa dal documento preliminare alla progettazione.

In altri termini, il quadro che ne emerge è quello di un’adozione maggiormente formale della nuova metodologica, piuttosto che non uno sforzo a declinare operativamente nella tipicità della costruzione da realizzare, l’approccio innovativo del BIM.

La nuova norma ISO 19650, proprio circa le modalità di redazione del Capitolato informativo, suggerisce un “percorso” che consenta una più sua consapevole stesura, mediante la realizzazione di documenti ed attività propedeutiche.

 

flusso informativo per la redazione dell'EIR

Hierarchy of information requirements

L’immagine precedente, tratta dalla ISO 19650, mostra come l’EIR debba considerarsi derivare da almeno due ulteriori documenti:

  • Organizational Information Requirements, i cui contenuti possono essere associati, in prima istanza, a quelli del documento preliminare alla progettazione;
  • Asset information Requirements, relativo ad una sorta di “archivio” digitale (del sito, del costruito (nel caso dei esistente), dei sottoservizi, ecc) di cui dovrebbe essere in possesso il committente e che dovrebbe, poi, mettere a disposizione dell’affidatario, come anche prescritto nel DM.560/2017 (Decreto BIM).

Come si vede siamo solo alle prime battute della stesura della UNI 11337 Parte VIII che, proprio per la sua vocazione esplicativa, dovrebbe aiutare gli attori della filiera a mettere in campo con consapevolezza gli strumenti del processo BIM.

Ne seguiremo con attenzione i lavori riportandone gli aspetti salienti, sperando, con ciò, di stimolare riflessioni e considerazioni di tutti gli operatori.

 

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