Norman, ecco la prima l’intelligenza artificiale psicopatica del mondo

Il MIT di Boston mette a punto Norman, l’intelligenza psicopatica che impara dal lato oscuro della rete. Ecco i risultati delle sperimentazione

Una AI (intelligenza artificiale) studiata appositamente per manifestare problemi di psicopatia? Sì, proprio così. Si chiama Norman ed è stata sviluppata dai ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston. L’obiettivo è quello di mostrare che l’AI si sviluppa in maniera diversa a seconda dei dati che riceve in pasto nella fase di machine learning (ricordiamo che alla base delle AI ci sono i dati da cui le macchine apprendono).

Ne deriva che il pericolo reale non sta negli algoritmi stessi con cui sono create le intelligenze artificiali, quanto nei dati che a essi sono dati in pasto.

Come è stato allevato Norman

Norman è stato allevato con una serie di informazioni ricavate dal lato oscuro della rete e in particolare di Reddit, il celebre aggregatore statunitense.

Nello specifico, i dati forniti a Norman sono stati pescati da un canale di Reddit dedicato alla documentazione e all’osservazione dell’inquietante realtà della morte.

Ne è venuta fuori un’intelligenza artificiale che sembrerebbe, in base ai test a cui è stata sottoposta, manifestare disturbi mentali tipici della psicopatia come la carenza di empatia, l’inganno e la paranoia.

I risultati del test sulla personalità di Norman

A Norman sono stati sottoposti una serie di macchie di inchiostro (ink-blot test, test di Rohrschach) nei quali lui ha descritto cosa vede. I risultati sono stati comparati quelli di un’altra rete neurale addestrata invece con un dataset più neutrale (il cosiddetto Coco Dataset), privo di elementi oscuri e macabri come quello di Norman ma ricco di fiori e animali.

Ecco i risultati.

Le immagini sono state prelevate direttamente dal sito ufficiale e tradotte.

In conclusione, come già anticipato, è dimostrato che il vero pericolo risiede nei dati e non negli algoritmi.

 

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1 commento
  1. Andrea dice:

    Il cervello umano è un insieme di impulsi elettrici che formano una complessa rete neurale perciò non vedo come possa in futuro esserci differenza (se non in termini di calcoli) tra un uomo ed una possibile IA avanzata. Spero solo che, in un possibile futuro, una effettiva intelligenza artificiale non possa giudicarmi reputando atroci questi esperimenti, ma forse la mia è solo una fantasticazione detto ciò è nostro dovere svilupparci e imparare(inoltre personalmente sono proprio curioso di vedere dove andrà a parare questa situazione sperando di essere ancora vivo per poterne vedere gli effetti sulla società)

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