Normativa edilizia scolastica, relazioni tecniche in pdf e progetti in dwg da scaricare

Un interessante approfondimento sulla normativa edilizia scolastica con relazioni tecniche, schemi ed esempi di progetto dwg da scaricare

Completiamo il nostro Focus Progetti dedicato agli edifici scolastici con un approfondimento sulla normativa edilizia scolastica.

Abbiamo trattato nei precedenti articoli di aspetti urbanistici, spazi dedicati alle attività scolastiche, impianti tecnologici, materiali ed arredi.

Concludiamo con alcuni riferimenti alla sicurezza ed alle normative.

Questo articolo presenta qualche piccola, ma particolarmente interessante, novità rispetto a tutti quelli che l’hanno preceduto.

Il particolare argomento (normativa edilizia scolastica), tra l’altro sollecitato da alcuni lettori, ha determinato la necessità di concentrare l’articolo su aspetti normativi: da qui la presenza di numerosi link a norme di riferimento e qualche pdf di esempi di relazioni tecniche.

Nel rispetto della linea editoriale che ci siamo dettati, abbiamo comunque sviluppato un progetto di edilizia scolastica molto particolare, che descriviamo brevemente e di cui rendiamo disponibili immagini, renderingmodello 3Ddisegni tecnici in dwg per il download.

Il progetto da cui abbiamo tratto ispirazione in questo articolo è la Benetton Nursey realizzata a Ponzano (TV) dall’architetto Alberto Campo Baeza.

normativa edilizia scolastica

 

Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto

 

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normativa edilizia scolastica

 

 

Sicurezza e normativa edilizia scolastica

Il progetto di una scuola nasce dalla conoscenza delle necessità dei bambini, delle famiglie e della società; non contiene spazi vuoti di idee, di forme e di colori, ma è ricco di stimoli creativi e di gioia, è uno spazio dinamico che si trasforma e cresce con i bambini stessi.

E tuttavia, pur senza farsi dominare, il progetto deve avere rispetto delle dotazioni minime dettate dalle normative di riferimento, dei regolamenti e dei piani comunali; dal calcolo dei metri quadrati necessari a ogni bambino al numero di bagni necessari, e così via.

  • lo spazio dei parcheggi e i percorsi di accesso devono essere facilmente accessibili alle persone con difficoltà motorie e agli ipovedenti, nel rispetto della normativa esistente.
  • ogni parte dell’edificio scolastico deve essere dotata a ogni piano di servizio igienico a norma per disabili, facilmente raggiungibile e in posizione facilmente identificabile
  • gli edifici devono rigorosamente rispettare la vigente normativa antisismica
  • la sicurezza dai rischi elettrici è affidata a differenziali e alla suddivisione degli impianti. Al fine di proteggere la complessa strumentazione informatica l’impianto elettrico deve essere protetto dalle scariche atmosferiche mediante scaricatori di sovratensione
  • eventuali cucine devono essere preferibilmente alimentate con energia elettrica e questo rappresenta una sicurezza intrinseca per l’edificio
  • i pavimenti delle zone che possono essere facilmente bagnate, come i servizi igienici, le cucine e le pavimentazioni esterne, devono essere realizzati con materiali aventi prestazioni antisdrucciolo appropriate e certificati. Anche in questo caso si tratta di individuare il livello di prestazione antisdrucciolo che non comprometta le scelte estetiche ma sia appropriato alle esigenze
  • per i parapetti il consiglio è di mantenere una altezza superiore a quella minima di legge, ed è consigliabile utilizzare quote di cm 115-120 per evitare scavalcamenti
  • gli infissi devono rispondere alla recente normativa europea ed essere realizzati con vetri antisfondamento sia all’interno che all’esterno dell’infisso, di classe 2B2, come prescritto dalla direttiva UNI EN 12600 e di classe 1B1 per le superfici finestrate ad altezza parapetto fino a cm 90 da terra o comunque a pericolo di caduta
  • i progetti devono rispettare i criteri di sicurezza previsti dalla normativa vigente per quanto riguarda la resistenza al fuoco delle strutture, il dimensionamento delle vie di fuga, delle scale, delle zone sicure, rispettando la resistenza al fuoco prevista nella norma citata dei materiali, con particolare attenzione a escludere quei materiali, in genere isolanti, che bruciando producono fumi tossici
  • gli edifici devono essere dotati di linee-vita per tutti i lavori di manutenzione e di un adeguato piano di sicurezza per la gestione delle emergenze.

 

normativa edilizia scolastica

 

Scarica il DWG in formato .zip delle piante del progetto

 

Normativa edilizia scolastica

normativa edilizia scolastica

Ecco un elenco delle principali norme tecniche per l’edilizia scolastica

Normativa edilizia scolastica: le norme antincendio

Ecco un esempio di relazione tecnica antincendio (prodotta con il software AntiFuocus)

normativa edilizia scolastica - esempio relazione tecnica antincendio

 

Scarica subito un esempio di relazione in pdf

 

Il dm 26 agosto 1992 opera prioritariamente una classificazione degli edifici scolastici in ragione dell’affollamento, ossia della presenza effettiva contemporanea prevedibile di alunni e personale docente e non docente:

  • tipo 0: scuole con numero di presenze contemporanee fino a 100 persone
  • tipo 1: scuole con numero di presenze contemporanee da 101 a 300 persone
  • tipo 2: scuole con numero di presenze contemporanee da 301 a 500 persone
  • tipo 3: scuole con numero di presenze contemporanee da 501 a 800 persone
  • tipo 4: scuole con numero di presenze contemporanee da 801 a 1.200 persone
  • tipo 5: scuole con numero di presenze contemporanee oltre le 1.200 persone

Alle scuole di tipo ‘0’ si applicano particolari norme di sicurezza quali: le strutture orizzontali e verticali devono avere resistenza al fuoco non inferiore a REI 30; gli impianti elettrici devono essere realizzati a regola d’arte in conformità alla legge n. 186/1968; deve essere assicurato, per ogni eventuale caso di emergenza, il sicuro esodo degli occupanti la scuola; ulteriori disposizioni in materia di reazione al fuoco dei materiali, estintori, segnaletica di sicurezza, vie di uscita, apertura e funzionalità dei serramenti delle uscite di sicurezza, ecc.

Per gli altri tipi, vediamo in rapida sintesi quali sono i punti principali da tenere in considerazione

Caratteristiche costruttive

  • Scelta dell’area: gli edifici da adibire a scuole, non devono essere ubicati in prossimità di attività che comportino gravi rischi di incendio e/o di esplosione (dm lavori pubblici 18 dicembre 1975)
  • Accesso all’area: al fine di consentire l’intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del fuoco gli accessi all’area ove sorgono gli edifici oggetto delle presenti norme devono avere i seguenti requisiti minimi:
    • larghezza: 3,50 m
    • altezza libera: 4 m
    • raggio di volta: 13 m
    • pendenza: non superiore al 10%
    • resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull’asse anteriore e 12 sull’asse posteriore: passo 4 m).
  • Accostamento autoscale: per i locali siti ad altezza superiore a m 12 deve essere assicurata la possibilità di accostamento all’edificio delle autoscale.

 

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Scarica il DWG in formato .zip delle assonometrie del progetto

 

Comportamento al fuoco

  • Resistenza al fuoco delle strutture: valutate secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite dalla circolare Ministero dell’interno n. 91 del 14 settembre 1961, prescindendo dal tipo di materiale impiegato nella realizzazione degli elementi medesimi (calcestruzzo, laterizi, acciaio, legno massiccio, legno lamellare, elementi compositi).
    Per quanto attiene il calcolo del carico di incendio per locali aventi strutture portanti in legno, le strutture dovranno essere realizzate in modo da garantire una resistenza al fuoco di almeno R 60 (strutture portanti) e REI 60 (strutture separanti) per edifici con altezza antincendi fino a 24 m; per edifici di altezza superiore deve essere garantita una resistenza al fuoco almeno di R 90 (strutture portanti) e REI 90 (strutture separanti).
  • Reazione al fuoco dei materiali: di riferimento il dm interno 26 giugno 1984

Sezionamenti

  • Compartimentazione: Gli edifici devono essere suddivisi in compartimenti anche costituiti da più piani, di superficie non eccedente quella indicata nella tabella:
Altezza antincendi Massima superficie del compartimento (mq)
fino a 12 m. 6000
da 12 m a 24 m 6000
da oltre 24 m a 32 m 4000
da oltre 32 m a 54 m 2000
  • Scale: larghezza minima m 1,20; le rampe devono essere rettilinee, non devono presentare restringimenti, devono avere non meno di 3 e non più di 15 gradini; essi devono essere a pianta rettangolare, devono avere alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm. Sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm, misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno.
    Il vano scala, tranne quello a prova di fumo o a prova di fumo interno, deve avere superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1 mq. Nel vano di aerazione è consentita l’installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici.
  • Ascensori e montacarichi: di riferimento le norme antincendio previste al punto 2.5 del dm interno 16 maggio 1987, n. 246

 

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Scarica il DWG in formato .zip delle sezioni del progetto

 

Misure per l’evacuazione in caso di emergenza

  • Affollamento: il massimo affollamento previsto è
    • aule: 26 persone/aula
    • aree destinate a servizi: persone effettivamente presenti + 20%
    • refettori e palestre: densità di affollamento pari a 0,4 persone/mq
    • Capacità di deflusso: la capacità di deflusso per gli edifici scolastici deve essere non superiore a 60 per ogni piano
  • Sistema di via di uscita
  • Larghezza delle vie di uscita: la larghezza deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli (ossia m. 1,20)
  • Lunghezza delle vie di uscita: la lunghezza delle vie di uscita deve essere non superiore a 60 metri e deve essere misurata dal luogo sicuro alla porta più vicina allo stesso di ogni locale frequentato
  • Larghezza totale delle uscite di ogni piano: rapporto fra il massimo affolla-mento ipotizzabile e la capacità di deflusso
  • Numero delle uscite: Il numero delle uscite dai singoli piani dell’edificio non deve essere inferiore a due situate in posti ragionevolmente contrapposti.
    locali destinati ad uso collettivo: oltre che della normale porta di accesso, anche di almeno una uscita di larghezza non inferiore a due moduli, apribile nel senso del deflusso, con sistema a semplice spinta, che conduca in luogo sicuro
    Le aule didattiche devono essere servite da una porta ogni 50 persone presenti; le porte devono avere larghezza almeno di 1,20 m ed aprirsi nel senso dell’esodo quando il numero massimo di persone presenti nell’aula sia superiore a 25; per le aule per esercitazione dove si depositano e/o si manipolano sostanze infiammabili o esplosive quando il numero di persone presenti sia superiore a 5.
    Le porte che si aprono verso corridoi interni di deflusso devono essere realizzate in modo da non ridurre la larghezza utile dei corridoi stessi

 

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Spazi a rischio specifico

Sono previste specifiche prescrizioni per quelli spazi definiti a rischio specifico, Questi sono:

  • gli spazi per esercitazioni, ossia tutti quei locali ove si svolgano prove, esercitazioni, sperimentazioni, lavori ed altro connessi con l’attività scolastica
  • gli spazi per depositi, ossia tutti quegli ambienti destinati alla conservazione dei materiali per uso didattico e per i servizi amministrativi
  • i servizi tecnologici, ossia impianti di produzione di calore, impianti di condizionamento e di ventilazione, dispositivi di controllo manuali o automatici, condizionamento localizzato, impianti centralizzati per la produzione di aria compressa
  • gli spazi per l’informazione e le attività parascolastiche, cioè auditori, aule magne, sale per rappresentazioni
  • le autorimesse
  • gli spazi per servizi logistici, come mense, dormitori.

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Impianti elettrici

Gli impianti elettrici del complesso scolastico devono essere realizzati in conformità ai disposti di cui alla legge n. 186/68.

Ogni scuola deve essere munita di interruttore generale, posto in posizione segnalata, che per-metta di togliere tensione all’impianto elettrico dell’attività; tale interruttore deve essere munito di comando di sgancio a distanza, posto nelle vicinanze dell’ingresso o in posizione presidiata.

Inoltre le scuole devono essere dotate di un impianto elettrico di sicurezza alimentato da apposita sorgente, distinta da quella ordinaria.
L’impianto elettrico di sicurezza deve alimentare utilizzazioni strettamente connesse con la sicurezza delle persone, quali:

  1. illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux
  2. impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme.

Nessun’altra apparecchiatura deve essere collegata all’impianto elettrico di sicurezza. L’autonomia della sorgente di sicurezza non deve essere inferiore ai 30′.

Altri riferimenti normativi sono:

  • norma CEI 64-8 e aggiornamenti come la CEI 64-8;V4
  • norma UNI 10840 per l’illuminazione, che elenca i criteri generali per l’illuminazione artificiale e naturale delle aule e di altri locali scolastici, in modo da garantire condizioni che soddisfino il benessere e la sicurezza degli studenti e degli altri utenti della scuola
  • dm 37/08 per il progetto

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Sistemi di allarme

Le scuole devono essere munite di un sistema di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale presenti in caso di pericolo.

Mezzi ed impianti fissi di protezione ed estinzione degli incendi

  • Rete idranti
  • Estintori
  • Impianti di rilevazione e/o di estinzione degli incendi

 

Normativa edilizia scolastica: barriere architettoniche

normativa edilizia scolastica

La normativa nazionale prevede una serie di disposizioni di rango primario, al fine di favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico.

Ricordiamo:

  • artt. da 77 ad 82 del dpr 380/2001 (T.U. in materia edilizia), volti a favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico
  • la definizione normativa di barriere architettoniche è contenuta nell’articolo 1, comma 2, del dpr 503/1996
  • dm 236/89

Gli edifici pubblici e privati degli istituti scolastici d’ogni grado per essere accessibili devono prevedere

  • almeno un percorso esterno che colleghi la viabilità pubblica all’accesso dell’edificio
  • dei posti auto riservati
  • la piena utilizzazione di ogni spazio anche da parte degli studenti con ridotte o impedite capacita motorie
  • almeno un servizio igienico accessibile.

Nello specifico, per quanto riguarda gli edifici pubblici, gli arredi e le attrezzature didattiche (banchi, sedie, macchine da scrivere, spogliatoi, materiale Braille ecc.) devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità. Nel caso l’edificio scolastico sia disposto su più piani, e non ci sia l’ascensore, è consigliabile  collocare la classe frequentata dagli alunni con impedite capacità motorie al piano terra.

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Scarica il DWG in formato .zip dei prospetti del progetto

 

Normativa edilizia scolastica: Criteri Ambientali Minimi (CAM)

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

In Italia, l’efficacia dei CAM è stata assicurata dall’art. 18 legge 221/2015 e dall’art. 34 d. lgs. 50/2016 (Codice Appalti, modificato dal d. lgs. 56/2017), che ne hanno reso obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti.

 

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Scarica il DWG in formato .zip della planimetria del progetto

 

Benetton Nursey: una breve sintesi descrittiva dell’opera

normativa edilizia scolastica - benetton nursey

E’ una scatola quadrata composta da nove quadrati più piccoli. Il quadrato centrale emerge per portare la luce dalle altezze del vestibolo. Le aule sono disposte nelle piazze circostanti.

Questa struttura quadrata è iscritta in un involucro circolare più grande formato da doppie pareti circolari. Aperti al cielo, vengono creati quattro cortili che suggeriscono i quattro elementi: aria, terra, fuoco e acqua.

normativa edilizia scolastica - benetton nursey

Lo spazio tra le mura perimetrali funge da luogo “segreto” per i bambini. Gli spazi del cortile, tesi tra le pareti curve e quelle diritte, sono particolarmente notevoli.

normativa edilizia scolastica

Lo spazio centrale, il più alto e con la luce dall’alto, ricorda un hamman nel modo in cui raccoglie la luce del sole attraverso nove perforazioni nel soffitto e altre tre su ciascuna delle sue quattro facciate.

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Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto in formato Educational per studenti e docenti

 

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