Nuovo campus universitario di Padova: il BIM protagonista nelle fasi progettuali ed esecutive

Il concorso indetto per il nuovo campus universitario di Padova (recupero del Complesso dell’ex Caserma Piave) è stato vinto dal team capeggiato da David Chipperfield

Sarà lo studio di architettura Steam Srl con l’archistar David Chipperfield a firmare il progetto della Piave Futura, il campus universitario di Padova per le Scienze sociali e l’Economia che sorgerà nell’area dell’ex caserma militare.

Una scelta che premia i caratteri architettonici, il rispetto del sedime e del contesto, il recupero funzionale degli edifici esistenti e il basso impatto dell’unica nuova costruzione: un grande anfiteatro ellittico (che richiama la forma di Prato della Valle, piazza nel cuore di Padova) con al centro un prato e nel sottosuolo gli spazi ricreativi, caffetteria, biblioteca e auditorium

L’ampia area che ospita l’ex Caserma Piave è collocata nella zona sud-ovest della città di Padova e comprende una serie di edifici per una superficie di circa 17.000 m² ed oltre 34.000 m² di spazi all’aperto.

campus universitario di padova

Il nuovo campus scolastico di Padova | Vista zenitale dell’intervento

Tra le richieste fondamentali del bando vi era la definizione del progetto complessivo del nuovo campus universitario di Padova rispetto al contesto urbano dell’intorno.

Il progetto vincitore è stato in grado di combinare il rispetto dei monumenti storici preesistenti con l’immissione di un’architettura di chiara impronta contemporanea, necessaria a risolvere i problemi funzionali e distributivi richiesti da un complesso universitario, prevedendo il recupero degli edifici originari (tra cui un ex convento degli Agostiniani), destinati alle attività per la didattica, l’amministrazione e la ricerca, e un nuovo edificio al centro del campus.

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Il nuovo campus scolastico di Padova | Vista del portico ad anello delimitante il giardino

Tra le peculiarità dell’intervento vi è la compresenza/correlazione di elementi statici e dinamici:

  • i primi sono rappresentati dagli edifici esistenti per le nuove funzioni del campus;
  • l’elemento dinamico è costituito dalla nuova struttura di forma ovale, da cui scaturisce un’area aperta a tutte le funzioni del futuro campus, consistente in un edificio a campata continua che rievoca l’idea di un portico ad anello delimitante il giardino, una tipologia classica riveduta in chiave attuale.
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Il nuovo campus scolastico di Padova | Planimetria generale dell’intero complesso

Da rimarcare l’interesse che accomuna le diverse strutture operative del team progettuale, che sono state coinvolte nella progettazione integrata e nell’utilizzo delle più moderne tecniche del Project Management e del BIM.

Il progetto vincitore, infatti, svilupperà le successive fasi progettuali ed esecutive, seguendo la metodologia BIM, visto il serrato percorso intrapreso in questa direzione dalla società di architettura ed ingegneria associata a David Chipperfield Architects. Questo viene ricordato anche dall’ing. Mauro Strada, Presidente e Direttore tecnico della società in questione, che ha dichiarato:

Abbiamo investito molto nella formazione di tutto il nostro personale. Il sistema integrato BIM, piuttosto diffuso tra gli architetti è ancora relativamente poco utilizzato da chi come noi si occupa di ingegneria impiantistica. Ma i vantaggi che assicura anche alle imprese che andranno a eseguire i lavori sono davvero notevoli. E questa è una caratteristica che ci viene riconosciuta e che ci ha permesso di vincere numerose gare

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Il nuovo campus scolastico di Padova | Il rapporto tra la nuova struttura e gli edifici preesistenti

E’ da sottolineare la sensibilità che hanno avuto i progettisti nell’agire con metodo e sensibilità in un contesto di rilievo storico-architettonico, riassumendo le motivazioni della giuria, la quale ha evidenziato che il progetto vincitore:

  • risponde, in maniera essenziale ed innovativa, alla difficile esigenza di combinare il rispetto del monumento vincolato (anche nel suo sedime, quindi nei suoi spazi liberi e nella relazione visiva fra le parti, compresa la menzionata “rarefazione” costruttiva) con l’immissione di una realtà architettonica contemporanea, necessaria a risolvere i cogenti problemi funzionali e distributivi richiesti da un insediamento universitario;
  • inoltre sceglie una dimensione che, avvalendosi anche di un attento uso di spazi e volumi interrati, si mantiene molto misurata e piuttosto bassa, senza modificare le vedute dall’esterno verso il sito della Caserma e lo sky-line urbano. Garantisce una piena fluidità degli spazi esterni e conserva totalmente libero il sito dell’antica chiesa di Sant’Agostino, demolita agli inizi dell’Ottocento. Sito che potrebbe essere, in futuro, oggetto di scavo archeologico ed anche di sistemazione architettonica.

 

 


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