Piattaforma digitale europea BIM: ecco DigiPlace

DigiPlace, una piattaforma digitale europea BIM oriented per lo sviluppo e la competitività dei mercati interni e quelli internazionali per il settore delle costruzioni

Una piattaforma digitale europea concepita come un “magazzino” dove collocare un numero infinito di materiali e prodotti per le costruzioni. È questo l’obiettivo del progetto di ricerca DigiPlace, una delle piattaforme digitali volute dalla commissione europea.

Il progetto vede coinvolti diversi paesi comunitari, tra cui l’Italia con il ruolo di capofila, con il Politecnico di Milano, e come partner istituzionale il ministero delle Infrastrutture.

Digi place

Dall’ambiente di condivisione alla piattaforma

Uno degli elementi caratterizzanti la quarta rivoluzione industriale (industry 4.0) è la gestione dei dati e l’interconnessione tra macchine-oggetti-persone e processi.
Le parole chiave della rivoluzione in atto sono:

  • informazioni in ambienti reali: AR (augmented Reality)
  • managing dei dati: Big Data e and A.I (Artificial Intelligent);
  • digital collaboration;
  • oggetti intelligenti: IoT (internet of things);
  • addittive manufactoring: 3D printing.

 

Rispetto alle precedenti rivoluzioni industriali, il settore AEC (costruzioni) è oggi pienamente coinvolto a fianco ad ogni altro settore industriale e dei servizi. Il nuovo approccio alla produzione e all’uso dei prodotti coinvolge quindi oggetti, soggetti e processi, integrati tra loro dalla generazione di informazioni comuni in continua evoluzione.

Tutte queste informazioni necessitano in qualche modo di essere raccolte (in modo strutturato), trattate, ridistribuite. Le norme internazionali prima (PAS, BS 1192) con il CDE (Common Data Environment) e quelle italiane (UNI 11337) prevedono già l’adozione di appositi ambienti di condivisione dati, mediante il quale si riesce effettivamente a coinvolgere ogni soggetto (owner, designer, manufacturer and builder, operation manager, user) e ogni fase del processo delle costruzioni.

Tuttavia, nell’epoca della gestione dei dati (Big Data e Smart Cities), uno strumento di condivisione dei processi che si concluda all’interno di una singola commessa od in relazione ad un singolo bene (edificio o infrastruttura che sia), come il CDE, risulta essere uno strumento limitativo delle potenzialità introdotte dalla metodologie e gli strumenti BIM se non integrato in un sistema di ulteriore coordinamento superiore.

Per questo motivo diventa fondamentale operare mediante “piattaforme di gestione dati” (UNI 11337:2017), come luoghi di raccolta, gestione e messa a sistema di tutte le informazioni provenienti da oggetti, da modelli e da vari CDE.

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Piattaforma BIM

Grandi e piccole proprietà (pubbliche o private), gestori, stazioni appaltanti possono così mettere a sistema non solo il singolo asset o il singolo intervento, ma la gestione integrata dell’intero loro portafoglio immobiliare. Cosi come, parallelamente, il credito, le assicurazioni, gli investitori, la produzione, possono trarre dalle piattaforme di settore una serie di informazioni puntuali e di scenario per farne strategie, ottimizzazioni, riallocazioni.

Estendendo tale ragionamento si comprende quanto possa diventare utile una piattaforma sovranazionale, europea, che favorisca l’interazione tra gli operatori ed il flusso di informazioni anche oltre i confini statali.

Ad una Piattaforma digitale europea per le costruzioni potranno essere delegati sia lo sviluppo e la competitività dei mercati interni, sia l’apertura ai mercati internazionali (messa a sistema delle informazioni e della conoscenza per gli operatori comunitari).

L’intervista a Baratono, Pavan, Brancaccio e il punto di vista del MIT

Intervista del Sole24ore a Pietro Baratono

“Il progetto – spiega Pietro Baratono referente del Mit per il progetto DigiPlace in un’intervista del Sole 24 Ore, – punta a creare una struttura al servizio della digitalizzazione nel settore delle costruzioni». Più precisamente, la futura piattaforma dati europea è pensata per essere una grande banca dati e luogo di incontro tra la domanda, rappresentata da appaltatori e progettisti, e l’offerta, rappresentata da produttori e distributori, comunicando attraverso lo stesso linguaggio digitale. Questa piattaforma europea tiene conto sia del codice degli appalti, sia del codice europeo sui prodotti da costruzione, sia delle norme tecniche”.

Intervista del Sole24ore ad Alberto Pavan

“Lo strumento – aggiunge il responsabile del progetto, Alberto Pavan del Politecnico di Milano (ateneo capofila del progetto europeo) – diventerà la piattaforma europea di riferimento per ciascuno stato membro, per le associazioni di settore e per qualsiasi amministrazione pubblica o operatore economico. In Europa è stato deciso di realizzare cinque piattaforme digitali, che partiranno nel 2020, dedicate ai principali settori dell’economia (come manifattura, agricoltura o sanità). Ora, a distanza di tempo, arriva anche quella dedicata alle costruzioni che ha iniziato dopo le altre il suo percorso su spinta di Federcostruzioni e Ance, dopo che queste hanno sollevato il problema in sede Ue”.

Intervista del Sole24ore ad Federica Brancaccio

Esprime soddisfazione anche la presidente di Federcostruzioni, Federica Brancaccio.

“DigiPlace rappresenta il compimento di un percorso iniziato più di due anni fa, quando si propose l’inserimento delle Costruzioni tra il settori prioritari dell’iniziativa Europea di piattaforme digitali industriali, sulle quali la Commissione sta investendo 300 milioni euro, e una volta ottenuto il riconoscimento, e pubblicato il bando, per avere condotto la costituzione del Consorzio Europeo che è risultato prescelto”.

Il Comunicato di Danilo Toninelli

“Sono molto orgoglioso – ha detto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in un comunicato – che il nostro progetto per la creazione di una Piattaforma digitale per le costruzioni, che vede l’Italia Paese capofila, è risultato, nell’ambito del bando della Commissione europea, il primo selezionato nella fase preliminare. È un primo grande riconoscimento dopo mesi di duro lavoro con un obiettivo in testa: dare al mondo delle costruzioni un futuro di trasparenza ed efficienza grazie a tecnologie avanzate, Bim in primis”.

 

 


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