Progetto di un loft

Progetto di un loft, guida tecnica con esempi dwg

Focus sul progetto di un loft: definizione, le caratteristiche tipologiche, distributive e costruttive ed un esempio con disegni dwg e modello 3D da scaricare

I loft, con la loro particolare struttura, capovolgono il concetto tradizionale dell’abitare; moderna tipologia di appartamento, stanno incontrando un successo sempre crescente nel panorama immobiliare italiano ed estero: da qui lo spunto per un approfondimento tecnico dedicato al progetto di un loft che consideri criteri progettuali ed organizzazione distributiva degli spazi in maniera da massimizzare comfort, abitabilità e funzionalità per ogni tipo di esigenza.

In questo Focus valuteremo sia gli aspetti teorici che quelli pratici riferiti al progetto di un loft: dalla definizione del tipo edilizio alle sue caratteristiche essenziali, fino alla realizzazione di un progetto completo che sarà particolarmente utile quale guida all’intero iter progettuale e del quale saranno disponibili per il download gratuito elaborati grafici in dwg (piante, prospetti e sezioni) e modello 3D realizzato con un software BIM di progettazione architettonica.

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Definizione di loft

Prima di vederne le caratteristiche progettuali, definiamo il loft.

Il loft è una particolare tipologia di abitazione caratterizzata da ambienti unici e soffitti molto alti: spesso uno spazio industriale o commerciale dismesso di notevole superficie, caratterizzato dalla quasi totale assenza di divisori. Quindi con un’organizzazione aperta degli spazi interni.

Loft, dall’inglese solaio o sottotetto, è tra le prime tipologie edilizie, adibita in genere ad abitazione, atelier o ad entrambe le destinazioni d’uso, che possiamo includere nel più ampio obiettivo del riuso della pianificazione urbana post-industriale.

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Esso rappresenta infatti uno degli originari esempi di recupero delle strutture industriali dismesse, di norma di ampie dimensioni, quasi interamente privo di divisori interni e provvisto di generose aperture finestrate che ne garantiscono un’ottima luminosità: un esempio sono le case-atelier degli artisti newyorkesi ricavate, a partire dagli anni Settanta, nei vecchi magazzini della periferia. Ma l’esempio senza dubbio più famoso è rappresentato dalla factory di Andy Warhol, minimamente arredata, utilizzata quale abitazione, atelier, vernissage, spazio per incontri.

In seguito alla crisi industriale, questa tendenza abitativa si è poi ampiamente diffusa anche in Europa, a partire dalla metà degli anni ’90, con il recupero dei docks inglesi o, più in generale, dei grandi capannoni suburbani abbandonati.

Le caratteristiche essenziali di un loft

Le caratteristiche dei loft dipendono in massima parte dalle tipologie immobiliari da cui hanno preso origine:

  • Loft da recupero capannone – caratteristiche: altezze 7-10 mt, isolati chiusi con gestione unitaria di verde, riscaldamento, sicurezza, spazi esterni fruibili, aree di carico-scarico, a sviluppo orizzontale.
  • Loft da negozio – in seguito ai cambiamenti in essere nel tessuto commerciale delle città vengono disponibili sempre più negozi su strade secondarie, con altezze di solito medie, soppalcabili, convertibili in residenziale.
  • Loft da ufficio – caratteristiche: altezze medie, unità isolate, possibile promiscuità di contesto e condominiale uffici-residenziale, assenza di spazi esterni fruibili ai piano terra, scomodi per attività che richiedano frequenti movimentazioni di merci.

Sintetizzando, gli elementi principali che contraddistinguono un loft sono:

  • assenza di divisioni interne – senza dubbio il primo elemento che contraddistingue maggiormente il loft è l’assenza di divisioni interne, per cui ci si trova difronte ad un open space.
  • altezza – considerato che gli spazi industriali, artigianali o commerciali erano, per esigenze lavorative, decisamente alti, spesso possiamo avere un loft con un piano intermedio destinato, generalmente, a zona notte.
  • elementi a vista –  altri punti caratterizzanti un loft sono gli elementi strutturali ed impiantistici lasciati a vista. In alcuni casi, trattandosi di edifici realizzati nell’800, possiamo avere la presenza di pareti in muratura portante, in genere in mattoni di laterizio, non rivestite, pilastri in ghisa o acciaio che reggono travature del medesimo materiale, oppure il reticolo strutturale in cemento armato, ed anche le tubazioni dei vecchi impianti, anch’essi lasciati a vista e, magari, messi in evidenza con colori di contrasto.
  • ampie finestre – infine, ulteriori componenti che qualificano la spazialità del loft sono le tipiche ampie finestre degli edifici industriali che, come già accennato, possono avere un’intelaiatura portante in muratura, acciaio o cemento armato. Gli infissi, in alcuni casi collocati come vetrate continue o inseriti nei solai o le travi reticolari di copertura, garantiscono, con le proprie dimensioni, ambienti molto luminosi.

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Soluzioni funzionali nella progettazione di un loft

Le dimensioni degli ex ambienti industriali consentono al loft un ventaglio di possibili soluzioni funzionali/distributive molto ampio: il progetto di un loft da parte di un interior design si può sviluppare in maniera diversificata generando spazi personalizzati decisamente innovativi.

E’ opportuno considerare che nel progetto di un loft i lavori di ristrutturazione possono risultare complessi sia per le dimensioni della struttura, sia anche per la presenza di norme e regolamenti comunali per la trasformazione edilizia e catastale, ad esempio da magazzino ad unità residenziale.

In base al risultato da ottenere con il progetto di ristrutturazione da capannone/magazzino a loft, possono essere suggeriti specifici interventi progettuali:

  • consideriamo l’impostazione architettonica del magazzino, la ridefinizione della planimetria e l’opportunità di realizzare uno o più soppalchi da utilizzare come studio o zona notte;
  • per un magazzino dismesso potrebbero essere necessari interventi di ristrutturazione sia interna che esterna, con particolare attenzione all’agibilità della struttura;
  • analizziamo soluzioni termoisolanti in grado di migliorare l’efficienza energetica, poiché tra i problemi che un loft potrebbe presentare è proprio quello della dispersione termica causata dalla cubatura interna e dai materiali edili utilizzati in fase di costruzione;
  • per migliorare ulteriormente l’isolamento termico prevediamo serramenti con vetrocamera dotati di pellicole selettive che, illuminano lo spazio interno filtrando i raggi UVB e UVA, senza surriscaldare l’ambiente durante la stagione estiva;
  • un magazzino può raggiungere circa sei metri di altezza interna, per cui possiamo ipotizzare la realizzazione di una zona soppalcata destinata alla zona notte, allo studio o alla creazione di un’area relax, che garantirà la opportuna privacy;
  • i servizi li ricaviamo preferibilmente in un angolo in corrispondenza del soppalco che fungerà da tetto alla stanza.

Infine, trattandosi di open space, con l’utilizzo di specifici complementi d’arredo, realizziamo un continuum senza creare discontinuità fra la zona soggiorno/cucina/pranzo.

Per la parte impiantistica, inoltre, potremo valutare diverse ipotesi.

Riscaldamento

Il volume di un loft è generalmente maggiore rispetto ad un’abitazione dalle caratteristiche tradizionali:

  • se il soffitto non supera i 3 metri e mezzo di altezza, si può installare un impianto a radiatori;
  • se la superficie da riscaldare è molto ampia e l’altezza del soffitto supera i 3 metri e mezzo, è preferibile installare un impianto di tipo radiante, a parete o a pavimento;
  • in alternativa è anche possibile utilizzare un impianto climatizzato ad aria canalizzata, attraverso delle bocchette per l’aria fredda d’estate e quella calda d’inverno; tale soluzione è la più indicata anche a livello estetico, poiché i tubi della canalizzazione ben si adattano alle caratteristiche stilistiche del loft.

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Particolarmente indicato in locali molto ampi e soprattutto in ambienti con un’altezza interpiano importante, come appunto i loft, è il riscaldamento con pannelli a raggi infrarossi: il riscaldamento a infrarossi è una innovativa soluzione per riscaldare casa generando calore per irraggiamento. Rispetta l’ambiente e abbassa la spesa necessaria.

Questa speciale tecnologia sfrutta le proprietà dei raggi infrarossi, che sono un tipo di radiazione invisibile all’occhio umano. I raggi infrarossi riscaldano direttamente il corpo umano, senza necessità di riscaldare l’aria circostante. In tal modo i pannelli radianti a infrarossi operano un riscaldamento diretto verso le aree stabilite, generando diversi vantaggi rispetto all’utilizzo dei sistemi più tradizionali.

Impianto elettrico e idrico-sanitario

Per ovviare a problemi di tipo pratico, per cercare di contenere le spese a livello economico e anche per soddisfare alcune esigenze estetiche e di gusto, esistono tre soluzioni possibili per rifare o costruire ex novo gli impianti di un loft:

  • lasciare a vista elementi come valvole, griglie e tubi, permessi dalla normativa; questo permette di:
    • poter ispezionare facilmente gli impianti
    • produrre una soluzione estetica perfettamente integrata con lo stile caratteristico del loft (che espone già altri elementi strutturali, come mattoni a vista, pilastri, etc)
    • risparmiare sugli interventi murari necessari
  • inserire gli impianti all’interno di pilastri e travi già presenti nella struttura stessa del loft; anche questa soluzione permette di contenere i costi e di integrarsi con l’aspetto estetico;
  • realizzare una pavimentazione galleggiante o flottante, ossia una pavimentazione sopraelevata di qualche centimetro sopra quella esistente, sotto cui inserire gli elementi degli impianti; tale soluzione permette una grande praticità:
    • gli impianti possono arrivare facilmente in ogni punto dell’abitazione, anche negli spazi centrali, così ampi per le caratteristiche intrinseche del loft, ed inoltre sono ispezionabili molto facilmente;
    • di realizzare una soluzione estetica per i pavimenti che soddisfi a pieno le nostre esigenze di gusto.

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Il soppalco

Una caratteristica essenziale del loft, come abbiamo avuto modo di dire, è l’altezza; per tal motivo nella progettazione si ricorre frequentemente all’uso di soppalchi. Rispetto ad essi, occorre considerare che l’altezza minima è definita per legge: ogni Regione italiana dispone di una propria normativa riguardo alla realizzazione dei soppalchi.

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pianta soppalco

In ogni caso, quasi tutti i regolamenti regionali fanno capo a un’unica disposizione nazionale, il dm 5 luglio 1975, che stabilisce l’altezza minima del soppalco abitabile, definendola a 2,70 m, che scende a 2,40 m nel caso di locali non abitabili, come ad esempio bagni, corridoi o ripostigli. Una regola generale, comunque, è che l’altezza complessiva del locale in cui sarà ricavato il soppalco deve essere di circa 4,50 m.

Ci sono situazioni in cui sono ammesse anche altezze inferiori, ad esempio nel caso di abitazioni che sorgono all’interno di alcuni centri storici o in comuni di montagna ubicati oltre una certa altitudine.

Oltre a definire l’altezza minima di un soppalco abitabile, le disposizioni regionali stabiliscono altri parametri, di cui tenere conto nel momento in cui si costruisce questo tipo di locale.

Tra i principali, ricordiamo:

  • la porzione del locale che può essere soppalcata, che generalmente si attesta a 1/3 della superficie disponibile; solo in via eccezionale, ossia quando le altezze del locale, sopra e sotto, superano nel complesso i 2,20 m, si può arrivare a una copertura del 50% dello spazio a disposizione;
  • la conformazione del soppalco, ossia se questo può essere chiuso o deve essere lasciato a vista rispetto al locale all’interno del quale è stato ricavato;
  • la superficie finestrata, che quasi tutti i regolamenti fissano a non più di 1/8 della superficie complessiva del soppalco;
  • l’altezza del parapetto, se il soppalco si affaccia sul resto del locale. In generale, il parapetto non può essere più basso di 1,10 metri, garantendo così le minime misure di sicurezza contro eventuali infortuni o cadute.

Esempio di progetto di un loft

Il progetto parte dalla necessità di riutilizzare uno spazio dismesso, dedicato in origine alle attività produttive, e di riconvertirlo  in un alloggio residenziale per una famiglia di 4 persone.

Lo stato di fatto è caratterizzato da un ampio spazio totalmente aperto, con struttura in acciaio a vista, murature perimetrali in mattoni e grandi aperture. La superficie di pavimento è circa 145 mq e l’altezza interpiano di 6,20 m.

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pianta

Tutte le scelte progettuali sono state pensate per valorizzare gli spazi e i materiali esistenti, cercando di alterarne al minimo le caratteristiche: le superfici in mattoni sono state lasciate a vista, quelle  in blocchi sono state stonacate e le strutture metalliche trattate e tinteggiate.

La scelta conservativa lascia emergere la matericità della preesistenza, valorizzando uno spazio di per sé già suggestivo e interessante.

Le opere aggiunte in progetto seguono il principio della riconoscibilità dell’intervento, in modo da rendere evidente il gesto progettuale rispetto al substrato di partenza. I nuovi volumi, ricreati all’interno del grande contenitore esistente,  emergono per la vivacità degli smalti colorati che contrastano con le pareti esistenti per tessitura e colore .

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Per sfruttare al meglio gli spazi ed ottimizzare l’altezza interna, è stato pensato un soppalco, costituito da una struttura metallica agganciata ai pilastri esistenti. Al soppalco si accede tramite una scala posta in prossimità dell’ingresso e, attraverso una passerella panoramica che consente un’accattivante colpo d’occhio sull’intero spazio interno, si accede alle due camere da letto.

La zona notte, pur conservando una certa privacy, ricreata con arredi e blocco bagni a tutta altezza, rimane aperta verso la zona giorno sottostante. La promiscuità delle funzioni, infatti, è una caratteristica costante nella progettazione di un loft che impone un modo di abitare poco tradizionale ma adeguato allo stile easy and fast della vita contemporanea.

Il progetto resta, dunque, fedele alla spazialità e alla vocazione dell’ambiente esistente, trasformandolo al minimo, ma interviene con maggiore audacia nella scelta dei colori (tinte forti e a contrasto), delle finiture (lucide e riflettenti) e soprattutto degli arredi.

Gli oggetti scelti sono essenziali ma di design. Dalle poltrone di Le Corbusier alla sedia vintage da barbiere, fino a dettagli mutuati dall’ambito sportivo, come il canestro da basket e il tabellone segnapunti o addirittura dall’ambiente di cantiere come la cartellonistica e la segnaletica verticale. Infine, completano l’immagine industriale, i tubi in rame lasciati a vista e gli impianti tutti rigorosamente fuori traccia.

Le 7 cose da ricordare nel progetto di un loft

  1. Verifica le condizioni di abitabilità dello spazio
  2. Rispetta e valorizza il carattere del fabbricato esistente
  3. Ottimizza lo spazio con un soppalco
  4. Limita le divisione interne e preferisci gli open space
  5. Lascia a vista impianti ed elementi strutturali
  6. Cura la scelta degli arredi
  7. Valuta il sistema di riscaldamento più adeguato

Download elaborati grafici in dwg (piante, prospetti e sezioni) e modello 3D BIM del progetto di un loft

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Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto di un loft
Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto di un loft in formato Educational
Scarica i DWG degli elaborati tecnici del progetto di un loft

Come progettare un loft (slide)

Come progettare un loft con soppalco (video)

In questo video Chiara ci mostra come realizzare il progetto di un loft riconvertendo uno spazio per attività produttive dismesso in un alloggio residenziale.

Vedremo insieme aspetti teorici e pratici: dalla definizione del tipo edilizio alle sue caratteristiche essenziali, a possibili soluzioni funzionali, fino alla realizzazione del progetto completo realizzato, con un software di progettazione architettonica BIM.

 

 

 

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1 commento
  1. MANCINI LUIGI dice:

    Il problema dei loft sono le pareti ed in parte i pavimenti: per cui ne sconsiglierei vivamente la riutilizzazione come ambienti civili salvo interventi piuttosto significativi a livello di indagine pato-biologica (in chiave bioedile in senso lato) preventiva.
    In genere il problema è proprio nell’utilizzo di vecchi laterizi di cotto i cui pori hanno assorbito quantità di inquinante non indifferente per l’attività precedente (spesso amianto o metalli pesanti) variabile da caso a caso.
    Piccole particelle di microgrammi assorbite per anni possono esser causa di malattie congenite o neoplasie molto serie.
    Come tecnico, ad un amico (o allo stesso comune o istituto provinciale o regionale) sconsiglierei l’uso di una politica di recupero stile loft (ossia loft come luogo abitativo) quanto piuttosto una di demolizione/ricostruzione ragionata sicuramente più ecologica e complessivamente meno costosa come tutte le cose fatte ex novo, magari recuperando materiali adatti.

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