Come progettare una rampa per disabili

Progetto rampa disabili, la guida completa con regole generali, norme tecniche, relazioni e file da scaricare

Il dm n. 236/89 definisce le prescrizioni tecniche atte a garantire il superamento delle barriere architettoniche, rappresentando un riferimento fondamentale per chi si accinge ad un progetto rampa disabili: sarà dunque la nostra ‘traccia’ nella stesura di un articolo dal taglio decisamente pratico che vuole costituire un guida completa sulle regole generali, sulle norme tecniche e su ogni altro aspetto da considerare nella progettazione di rampe per persone disabili, con limitata capacità motoria o sensoriale.

In questo articolo proponiamo schemi in formato DWG,  con piante e sezioni della rampa realizzata, un progetto completo EDF  da scaricare subito e utilizzare come riferimento e un video che illustra come progettare una rampa per disabili in maniera  semplice e veloce con l’ausilio di un software di progettazione architettonica BIM.

Per aprire il progetto completo in formato EDF, realizzato con Edificius, è di seguito disponibile per il download la versione trial.

Progetto-rampa-disabili-Render

 

Scarica il modello 3D BIM (file .edf) del progetto

 

Clicca qui per scaricare Edificius, il software per la progettazione architettonica BIM

Progetto rampa disabili: definizione e norme di riferimento

Una barriera architettonica è un qualunque elemento costruttivo che impedisce o limita gli spostamenti o la fruizione di servizi, in particolar modo a persone disabili, con limitata capacità motoria o sensoriale: può essere una scala, un gradino, una rampa troppo ripida.

La definizione normativa di barriera architettonica è contenuta nell’articolo 1, comma 2, del dpr 503/1996, che la definisce come:

  • ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea
  • ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti
  • la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Qualunque elemento architettonico può trasformarsi dunque in barriera architettonica e l’accessibilità dipende sempre dalle caratteristiche personali della singola persona.

Progetto-rampa-disabili-sezione del progetto

 

  1. il parapetto deve avere un’altezza minima di 1,00 m. Il corrimano deve essere posto ad un’altezza compresa tra 0,90/1 m. Nel caso in cui è opportuno prevedere un secondo corrimano, questo deve essere posto ad una altezza di 0,75 m. Il corrimano su parapetto o parete piena deve essere distante da essi almeno 4 cm
  2. la pendenza delle rampe non deve superare l’8%

 

Scarica il DWG in formato .zip della sezione A-A della rampa

 

Per questo il dm n. 236/89 (art.4.2.1) ha previsto che

negli spazi esterni e sino agli accessi degli edifici dev’essere previsto almeno un percorso preferibilmente in piano con caratteristiche tali da consentire la mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie, e che assicuri loro la utilizzabilità diretta delle attrezzature dei parcheggi e dei servizi posti all’esterno,…

Laddove siano presenti quote diverse è necessario prevedere una rampa. La rampa è appunto un elemento architettonico che congiunge due piani con diverse quote, cioè posti ad altezze diverse.

Prima di addentrarci in un progetto rampa disabili e quindi nello studio delle norme tecniche, non possiamo omettere di considerare gli aspetti legati a permessi e pratiche necessarie per la realizzazione di queste opere.

Quali sono le pratiche e i titoli abilitativi necessari per installare una rampa per disabili?

Tra le opere eseguite senza alcun titolo, l’art. 6 comma b del testo unico sull’edilizia (dpr 380/2011) inserisce tutti gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio; è quindi il caso di installazione di montascale o piattaforma elevatrice.

Il regime della attività edilizia libera vale fatto salvo i casi in cui per la realizzazione dell’intervento siano necessari dei titoli di legittimazione.

Sarà però necessario analizzare le prescrizioni dei regolamenti edilizi comunali vigenti che interessano l’argomento.

Alcuni comuni consigliano di presentare una CILA, pratica edilizia abbastanza semplice e leggera che risulta essere un buon compromesso tra la normativa edilizia vigente e il buon senso dei dirigenti tecnici comunali.

In tale caso è necessario allegare alla pratica, una documentazione grafica ed una dichiarazione asseverata, a firma di un tecnico abilitato, di conformità alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche.

Non occorre il deposito della pratica al genio civile per la realizzazione di rampe prefabbricate.

Viceversa, i casi non ricadenti nel comma b, sono assoggettati a Segnalazione certificata di inizio dell’attività (SCIA), purché non rientrino tra le tipologie che l’art. 10 riconduce al regime del permesso di costruire. Quindi opere a carattere strutturale.

Una recente ed utile norma di riferimento è il dl n. 126/2016 (decreto SCIA 2)

Progetto rampa disabili: quali caratteristiche e misure deve avere la rampa?

Vediamo ora alcuni requisiti di base per la corretta progettazione della rampa (dal dm 236/1989).

Progetto-rampa-disabili-Immagine che mostra la pianta di un progetto di una rampa per disabili

  1. Lunghezza rampa: ogni 10 m di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale.
  2. Pianerottoli: dimensioni minime pari a 1,50 x 1,50 m, o 1,40 m. × 1,70 m (1,40 m in senso trasversale e 1,70 m in senso longitudinale al senso di marcia), oltre l’ingombro di apertura di eventuali porte.
  3. Larghezza rampa: 0,9 m. = rampa unico senso di marcia / 1,5 m. = rampa doppio senso di marcia

 

Scarica il DWG in formato .zip della pianta della rampa

 

Premettiamo che la norma non considera accessibile il superamento di un dislivello superiore a 3.20 m. ottenuto mediante rampe inclinate poste in successione.

Larghezza

La larghezza minima di una rampa deve essere:

  • di 0,90 m. per consentire il transito di una persona su sedia a ruote
  • di 1,50 m. per consentire l’incrocio di due persone (es. pianerottoli)

E’ preferibile comunque che specialmente le rampe di accesso agli edifici abbiano una larghezza di 150 cm.

Nessuna sezione della rampa può superare una determinata lunghezza in relazione alla pendenza. E’ opportuno verificare le leggi comunali per sapere questo valore.

Pianerottolo

Occorre prevedere la costruzione di una sezione piana ai piedi e alla fine della rampa e in ogni punto in cui la stessa cambia direzione, senza escludere la fine di ogni corsa massima. Di solito i pianerottoli devono avere una superficie di 2,25 metri quadrati.

Più precisamente ogni 10 metri di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1,50 x 1,50 m., ovvero 1,40 x 1,70 m. (1,40 m in senso trasversale e 1,70 m in senso longitudinale al senso di marcia), oltre l’ingombro di apertura di eventuali porte.

I pianerottoli devono essere perfettamente piani.

Parapetto e cordolo

Il parapetto deve essere alto almeno 1 m e inattraversabile da una sfera di 10 cm di diametro; nel caso il parapetto non sia pieno, la rampa deve avere un cordolo alto almeno 10 cm.

Pendenza

La pendenza delle rampe non deve superare l’8% (cioè per ogni centimetro che la rampa sale dal suolo percorre in lunghezza 12 cm).

Sono ammesse pendenze superiori (fino al 12%), nei casi di adeguamento, rapportate allo sviluppo lineare effettivo della rampa. In tal caso il rapporto tra la pendenza e la lunghezza deve essere conforme alle indicazioni della linea di interpolazione come riportato nel grafico all’art. 8.1.11 dm 236/89.

progetto rampa disabili

In caso di percorsi pedonali esterni, di norma si devono impiegare pendenze non superiori al 5%, con ripiani di sosta (lunghi almeno 1,50 m) ogni 15 m

Corrimano

Non sono sempre richiesti (obbligatori solo se la pendenza supera il 6%), ma sono un’ottima idea per tutte le installazioni che facilitano gli accessi.

Il corrimano va disposto su entrambi i lati della rampa e deve avere altezza compresa tra 90 a 100 cm; se la rampa è larga più di 6 m, di norma si deve disporre anche un corrimano centrale.

In corrispondenza dei ripiani il corrimano deve essere prolungato per almeno 30 cm.

E’ inoltre consigliabile disporre un segnale al pavimento (ad es. una fascia in materiale differente) percepibile da parte dei non vedenti, a segnare l’inizio e la fine della rampa.

Pavimentazione

La pavimentazione deve avere caratteristiche antiscivolo (si fa riferimento ad un parametro che è il coefficiente di rugosità).

Diciamo che il dm 236/89 non dice nulla in proposito. Con buon senso si dovrebbero utilizzare pavimentazioni che non favoriscano lo sdrucciolamento delle ruote delle carrozzine e che non diano problemi all’avanzamento. Un cemento con una rigatura non troppo profonda è adatto allo scopo.

Progetto rampa disabili - Immagine che mostra una sezione di un progetto di rampa per disabili

  1. il corrimano su parapetto o parete piena deve essere distante da essi almeno 4 cm (nel grafico riportiamo 6 cm.)

 

Scarica il DWG in formato .zip della sezione B-B della rampa

 

Nel progetto rampa disabili occorre inoltre ricordare che essa deve presentare un andamento regolare e omogeneo per tutto il suo sviluppo.

Quanto può costare una rampa per disabili?

Ovviamente il costo della rampa dipende da diversi fattori: lunghezza, forma, materiale, ecc. A titolo di esempio potremmo dire che una rampa in acciaio zincato prefabbricata, lunga 10 metri e con due pianerottoli, può avere un costo complessivo di circa 7.000 €; con le stesse caratteristiche, ma cambiando il materiale e scegliendo l’alluminio, il costo aumenterebbe a circa 12.000 €.

Come progettare una rampa per disabili con un software BIM

Ecco ora un breve video, realizzato con il contributo di Michele, in cui vediamo come sia possibile realizzare con semplicità un progetto rampa disabili, nel rispetto delle indicazioni normative, utilizzando un software BIM (Edificius).

 

Progetto-rampa-disabili - tavola tecnica del progetto della rampa per disabili

Progetto rampa disabili – Tavola

 

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