La pubblica amministrazione punta sul BIM: l’esempio di Banca d’Italia e Agenzia del Demanio

La PA mostra di comprendere appieno i vantaggi derivanti dall’uso del BIM: Demanio e Bankitalia si stanno muovendo nella direzione della digitalizzazione

In occasione del convegno organizzato da Banca d’Italia “Gli stati generali del BIM“, tenutosi a Roma il 27 marzo 2019, la pubblica amministrazione ha dimostrato di voler puntare sul BIM per cogliere i vantaggi derivanti dalla digitalizzazione del costruito.

In questo articolo analizziamo l’esperienza dell’Agenzia del Demanio e di Banca d’Italia, entrambi possessori di un notevole patrimonio edilizio sul territorio nazionale.

L’Agenzia del Demanio e il BIM

L’Agenzia del Demanio gestisce circa 43.000 beni statali appartenenti al patrimonio disponibile, indisponibile ed al demanio storico artistico; per un valore complessivo di 60,8 miliardi di euro (dati al 31 dicembre 2018). L’85% del patrimonio gestito dal Demanio è in uso alle Amministrazioni dello Stato, mentre il restante 15% è costituito da beni non strumentali.

La gestione ottimale degli immobili utilizzati dall’Amministrazione dello Stato è una delle principali attività svolte dall’Agenzia del Demanio, che si occupa di individuare per essi le migliori soluzioni disponibili con l’obiettivo di manutenerli e valorizzarli, razionalizzandone l’uso e efficientandone le prestazioni, contenendo i costi ed in generale riducendo la spesa pubblica.

Secondo Massimo Gambardella, della Direzione Servizi del Patrimonio del Demanio, sono indiscussi i vantaggi derivanti dall’uso del BIM, che:

  • offre innovazione rispetto ai processi tradizionali
  • propone un modello unico e centrale
  • permette di integrare i processi, facendo convergere in quel modello tutti i contributi dei professionisti coinvolti
  • impone una gestione coerente ed esplicita di ruoli professionali.

I motivi principali per cui l’Agenzia del Demanio ha scelto il BIM sono i seguenti:

  • per passare da una conoscenza amministrativa ad una conoscenza tecnica del patrimonio edilizio
  • per mettere a disposizione tutte le informazioni necessarie per la gestione e manutenzioni del patrimonio
  • per semplificare la progettazione
  • per migliorare la qualità dei lavori, riudendo tempi e costi
  • per assicurare trasparenza in tutte le fasi
  • per integrare i concetti di efficienze dimensionale, funzionale ed energetica.

Le fasi di adozione del BIM secondo il Demanio

L’adozione del BIM nell’Agenzia del Demanio è stata suddivisa in 4 fasi:

Fase 1:  studi e ricerca universitaria

E’ stato sottoscritto un protocollo di intesa con il Politecnico di Milano sul progetto pilota “Villa Mirabellino” e sono stati definiti altri protocolli con varie Università (Napoli, Roma, Pisa, Enna e Genova).

Fase 2: acquisizione di hardware & software per la gestione digitale

E’ stato previsto un piano di aggiornamento hardware compatibile con in nuovi modelli di gestione informativa e l’acquisto e fornitura per tutte le strutture tecniche di software di modellazione BIM

Fase 3: formazione specifica dei tecnici e dei Manager

Tale fase ha previsto la formazione dei tecnici dell’Agenzia a corsi professionalizzanti per BIM specialist e corsi online di BIM operator.

Fase 4 Utilizzo sperimentale del BIM in bandi di servizio

Una prima attività puntuale su immobili dello Stato, è stata prevista in questa fase, come ad esempio l’attività di rilievo BIM e audit energetico su Palazzo Chigi.

Piano nazionale di indagine

Nel 2017 l’Agenzia del Demanio ha pubblicato il 72% dei bandi nazionali, per progettazione e realizzazione di servizi tecnici, con il supporto di tecnologie BIM. In particolare si tratta di:

  • 9 bandi per la progettazione
  • 3 bandi per il rilievo BIM
  • 7 bandi per verifiche di vulnerabilità sismica
  • 2 bandi per l’audit energetico

In coerenza con il DEF 2018, l’Agenzia del Demanio cura l’attuazione di un piano di interventi di riqualificazione sismica ed energetica del patrimonio immobiliare dello Stato.

Nel 2017 è stata pubblicata la prima gara pilota per l’affidamento delle indagini di vulnerabilità sismica, diagnosi energetica e rilievo in formato BIM sui beni dello Stato ubicati principalmente nelle aree del cratere del sisma 2016: la gara coinvolge circa 100 fabbricati per un importo di 3,8 milioni di euro.

Nell’arco del 2018, al fine di individuare sia gli interventi più critici in termini di rischio sismico, sia le azioni indirizzate all’identificazione degli interventi di riqualificazione energetica con maggior potenziale di risparmio per gli immobili in uso alla pubblica amministrazione centrale, l’Agenzia del Demanio ha pubblicato una serie di bandi che prevedono espressamente l’utilizzo del BIM.

Integrazione e sviluppo dei Sistemi informativi

Parallelamente alle attività di standardizzazione dei processi edilizi, l’Agenzia ha intrapreso dal 2018 un progetto di sviluppo di nuovi sistemi informativi e integrazione degli stessi con applicativi di monitoraggio, gestione e manutenzione del patrimonio già in uso, procedendo inoltre all’acquisizione di un ACDat (usBIM.platform) necessario alla gestione delle gare e alla condivisione di tutti i documenti risultanti dal servizi software.

Ambiente di condivisione dei dati

Digitalizzazione BIM: l’esperienza Banca d’Italia

L’ing. Sperati del Servizio Immobili della Banca d’Italia, in occasione del Convegno sugli Stati generali del BIM, ha illustrato il percorso compiuto da Bankitalia per l’implementazione del BIM e l’adozione di apposite linee guida.

Il Dipartimento Immobili e appalti della Banca d’Italia gestisce 67 edifici istituzionali per una superficie di 1,04 milioni di m² di superficie.

In relazione alle opportunità/necessità introdotte dai nuovi obblighi normativi (Codice appalti, Decreto BIM e Criteri ambientali minimi) ha definito precise linee d’azione:

  • allineamento tecnologico
  • potenziamento della conoscenza
  • innovazione di processo
  • coordinamento organizzativo
  • sponsorship

Sono state redatte apposite linee guida (linee guida BIM BDI), che si pongono i seguenti obiettivi:

  • esplicitare i processi, il modello dei dati e le regole di gestione per l’applicazione del BIM,  con un focus specifico sui requisiti della sicurezza
  • fornire le informazioni per supportare il lavoro collaborativo
  • definire un’architettura digitale inclusiva e costruire il Repository con le relative politiche di accesso
  • assicurare l’interoperabilità del modello BIM con le diverse piattaforme software.

La struttura delle linee guida al BIM BDI

Le linee guida sono così strutturate:

  1. sono riportate le definizioni relative a:
    • codifica
    • architettura digitale dei modelli
    • ruoli
    • flussi di comunicazione
    • base dati
  2. studio per redazione per affinamenti successivi attraverso applicazione di casi concreti
  3. piattaforma di Common Data Environment (ambiente di condivisione dati).

Le figure de BIM

Le linee guida provano a raccordare i ruoli tradizionali dell’edilizia (RUP, direttore dei lavori, coordinatore per la sicurezza, ecc.) con le nuove professioni del BIM.

Vengono disciplinati:

  • ruoli trasversali:
    • BIM team manager
    • BIM information manager
  • ruoli specifici:
    • BIM project manager
    • BIM coordinator
    • BIM modeler.

Linee guida BIM BDI e normativa

Le linee guida BIM della Banca d’Italia rispettano le norme tecniche di settore (UNI 11337) e le norme legislative (Codice appalti e Decreto BIM DM 560/2017).

In particolare, come previsto dall’art. 3 del DM 560/2017, l’utilizzo dei metodi BIM deve essere subordinato all’adozione da parte delle stazioni appaltanti di:

  • un piano di formazione del personale in relazione al ruolo ricoperto, con particolare riferimento ai metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, anche al fine di acquisire competenze riferibili alla gestione informativa ed alle attività di verifica utilizzando tali metodi
  • un piano di acquisizione o di manutenzione degli strumenti hardware e software di gestione digitale dei processi decisionali e informativi, adeguati alla natura dell’opera, alla fase di processo ed al tipo di procedura in cui sono adottati
  • un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione, i gestori dei dati e la gestione dei conflitti.

All’inizio del 2019, infatti, sono state adottate le linee guida al BIM BDI con la comunicazione di servizio 4/2019.

Linee guida BIM BDI, i prossimi step

I prossimi step riguarderanno la costruzione di un processo BIM integrato. In pratica si tratterà di dispiegare tutte le potenzialità del BIM lungo l’intero ciclo di vita:

  • specifiche metodologiche per il procurament: progettazione, lavori, facility
  • realizzazione piattaforma gestione integrata del BIM
  • progettazione soluzioni BIM per il costruito
  • formazione costante delle risorse interne
  • orientamento del recruitment al BIM.

L’importanza di comunicare in maniera chiara e comprensibile

Nella parte finale del suo intervento, l’ing. Sperati fa una riflessione assolutamente condivisibile:

Volete essere letti? Fatevi capire! Troppe oscurità in libri e sentenze. Comprendere è un diritto.

Vogliamo davvero diffondere il BIM? Allora dobbiamo farci capire, dobbiamo divulgare agendo sul linguaggio e sulla semplicità d’uso delle tecnologie, sulla formazione a tutti i livelli della filiera produttiva.

 

 


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