Realtà virtuale immersiva e design: scenari e opportunità

La realtà virtuale immersiva ha rivoluzionato il processo creativo del designer il quale può dare vita al concept del prodotto direttamente in 3D e stampare subito il prototipo in scala reale

Nel campo della produzione industriale gli oggetti sono stati usualmente illustrati agli utenti finali con disegni tecnici, schizzi e prototipi; oggi, strumenti avanzati quali la realtà aumentata e il reverse engineering, consentono di verificare in tempi più immediati la risposta del progetto alle esigenze e aspettative del fruitore, fin dalle fasi iniziali di ideazione del prodotto, facendo emergere, contestualmente, direzioni di ricerca che inquadrano meglio il ruolo del designer e le conoscenze indispensabili per sostenere queste nuove procedure ideative e progettuali.

Come ampiamente dimostrato, attraverso casi provenienti dal gaming, big data, ingegneria aeronautica e aerospaziale, medicina, architettura, la realtà virtuale immersiva è strettamente connessa con la vista, l’udito e il tatto, ovvero con meccanismi percettivi/sensoriali in grado di indicare direttamente le linee guida della progettazione degli oggetti di design dedicati all’utilizzatore finale. Pertanto la digitalizzazione del manufatto, unitamente alla possibile esperienza d’uso connessa a variabili scenari applicativi, può mettere gli utenti stessi nelle condizioni di valutare rapidamente aspetti positivi e non, sotto il profilo estetico, ergonomico e funzionale.

La realtà virtuale, viene di norma utilizzata nei processi di sviluppo del prodotto da quelle imprese orientate a favorire processi decisionali, mediante operazioni basate su dati nell’ambito dei quali la rappresentazione e la visualizzazione delle informazioni, rappresentano uno strumento fondamentale per attuare modelli di lavoro collaborativo.

L’applicazione di tali tecnologie innovative, indirizzate verso un approccio multimodale e multisensoriale, consentono un’efficace gestione del processo di feedback, divenendo così uno strumento non solo per realizzare nuovi prodotti, ma anche di innovare quelli esistenti o adeguarli alle mutevoli esigenze degli utenti.

realtà virtuale immersiva e design

Icone infografiche dell’industria 4.0

Realtà virtuale immersiva e Design: concept, sketch, project e interact in realtà virtuale

L’ UX Design – User experience design, risulta di valido aiuto per l’adattamento delle tradizionali interfacce per display, adatte a trovare di volta in volta un’adeguata situazione ottimale per l’esperienza immersiva.

Il tema delle interfacce per la VR Experience permette di estendere la riflessione verso altri ambiti della produttività, che oltre a rendere possibile l’interazione, ci mettono in diretta relazione con i contenuti.

Sviluppare in realtà virtuale le interfacce delle esperienze VR consente una serie di vantaggi per il designer facilmente intuibili, come il fatto di percepire in modo diretto ed immediato il risultato di quanto si sta progettando, con la stessa naturalezza con cui un pittore vede nascere il quadro sulla propria tela. Infatti esistono già dei software in grado di prototipare direttamente in realtà virtuale senza dover fare i conti con la complessità dei game engine (motori grafici).

La VR Experience non si configura soltanto nel momento concepito per l’utente finale, diventa al contrario parte integrante del processo creativo. Essa può esprimere un approccio tipo “quello che vedi è quello che ottieni” che garantisce al designer progettista di ritrovarsi immerso nel suo habitat naturale, piuttosto che sfruttarne i vantaggi per aumentare l’efficacia dei procedimenti tradizionali.

la VRI e il design

Designer in fase di concept in VRI

Design in VR di prodotti

La realtà virtuale si configura quale strumento di progettazione per ambiti che vanno dall’industrial design alla produzione artistica, integrando e proponendo una valida alternativa ai CAD comunemente utilizzati. I vantaggi di ideare/progettare in uno spazio in cui si ha una vera percezione della tridimensionalità offre la sensazione di toccare con mano il prodotto, nelle sue dimensioni reali. Questo è possibile grazie ai VR Design Tool.

Con l’ausilio della realtà virtuale la progettazione diventa più intuitiva e immediata soprattutto nelle fasi di concept del prodotto, dopodiché il modello 3D viene esportato nei tradizionali CAD per lo sviluppo della fase esecutiva. Questo costituisce il classico esempio di workflow ibrido in cui non sono necessarie rivoluzioni, ma si utilizzano i nuovi strumenti digitali per ottimizzare ed incrementare l’efficienza di processi assolutamente consolidati.

Uno dei settori iniziali, precursore degli altri ambiti legati al design, che ha visto una notevole sperimentazione sui VR Design Tool è stato quelle dell’industria dell’automotive.

la VRI e il design

Designer in fase di sketching in VRI

VR Design Tools: creare e progettare in realtà virtuale immersiva

Le nuove tecnologie 3D stanno prospettando orizzonti creativi sempre più stimolanti in vari ambiti della progettazione, anche grazie ai nuovi VR Design Tools, che consentono di rendere assolutamente diretta ed intuitiva la fase di concept e sketching. Infatti mentre in passato i designer erano costretti a partire da schizzi in 2D, oggi possono creare il loro concept direttamente in 3D, rivoluzionando totalmente il processo creativo.

I VR Design Tools, originariamente nati quali strumenti di painting e sculpting, oggi hanno un ruolo determinante in discipline legate alla progettazione, come nel caso del car design, in cui si inizia a lavorare direttamente in 3D, con una elevata precisione che consente di editare direttamente i punti di controllo sulle curve, oppure nell’industrial design classico in cui la realtà virtuale, tra i molti vantaggi, offre la possibilità di poter scalare, muovere e ruotare in maniera simultanea, di decidere esattamente dove posizionare qualsiasi elemento, insomma fornisce un approccio molto intuitivo in grado di ottimizzare la tempistica tradizionale.

Creare contenuti in 3D sin dalle fasi di concept sta diventando una richiesta sempre più frequente, anche per via del fatto che i progetti di oggi sono sempre più collaborativi: poter disporre in partenza di un modello 3D consente a tutti gli stakeholders di capire meglio l’idea e, eventualmente, di proporre modifiche e suggerimenti al designer/concept artist.

Per renderci conto delle potenzialità di questi software, vediamo cosa sono in grado di creare i principali VR Tools attualmente disponibili:

  • naturali successori di tool per schizzare contenuti direttamente in ambiente 3D, le versioni VR consentono di creare delle complesse curve/superfici NURBS;
  • la capacità di importare ed esportare in maniera piuttosto agevole i contenuti da e verso altri software 3D, li rendono particolarmente adatti al concept di prodotti e al car design;
  • presa la indispensabile confidenza con i controller, l’ambiente di lavoro risulta molto intuitivo, in quanto tutti i contenuti sono interfacciati all’interno del medesimo spazio in 3D;
  • la presenza di un gestore di layer è in grado di supportare progetti con una notevole varietà di elementi;
  • la possibilità di importare un contenuto 2D/3D da usare per la fase di sketching;
  • i contenuti generati possono essere esportati in formati compatibili con i vari software di progettazione ed essere a loro volta usati come riferimento di partenza per l’ingegnerizzazione del prodotto;
  • la possibilità di stampare in 3D un concept ed offrire ai designer uno strumento pratico e veloce per avere una prima idea fisica delle loro creazioni.

 

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