Asset Information Model (AIM)

Che cos’è un Asset Information Model (AIM)?

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L’AIM è il modello informativo del bene creato dal team di progetto e raccoglie tutti i dati sulla sua gestione. Scopri com’è strutturato e come redigerlo

La difficoltà che oggi spesso si riscontra nel controllo di un’opera dipende principalmente dalla mancata integrazione tra programmazione, progettazione, esecuzione e manutenzione, che determina una “cattiva gestione” del costruito.

Hai mai pensato che il BIM può guidarti per ottimizzare le procedure di facility management, attraverso l‘implementazione del cosiddetto AIM?

Vediamo insieme cos’è un Asset Information Model e come può esserti utile.

Che cos’è l’AIM, Asset Information Model?

Nell’acronimo AIM (Asset Information Model), il termine “asset” fa riferimento al bene, un oggetto che possiede un valore che può variare nel corso della sua vita.

L’AIM è dunque il modello informativo di gestione strategica dell’asset, che raccoglie tutte le informazioni legate alle fasi di esercizio, manutenzione e gestione e supporta il processo decisionale durante la vita di una costruzione, con lo scopo di massimizzare il suo valore e ridurne i costi.

Un AIM raccoglie tutti quei contenuti, convalidati e verificati, necessari al funzionamento dell’asset:

  • dati grafici (disegni e modelli 3D);
  • elaborati non grafici;
  • documenti;
  • schede tecniche;
  • manuali;
  • contratti;
  • informazioni sulle prestazioni;
  • metadati.

Le informazioni contenute nell’AIM, camminando di pari passo con l’edificio, sono soggette a continui aggiornamenti, dovuti ad esempio a:

  • lavori di manutenzione;
  • riparazioni o ristrutturazioni;
  • cambiamenti nella proprietà.

Un AIM può riferirsi ad un singolo asset, a due o più asset o addirittura all’intero gruppo di asset gestiti da una certa organizzazione.

Che cos’è l’AIM di una costruzione?

L’AIM per una costruzione è una sorta di archivio digitale che contiene tutta la sua storia e tutte le informazioni necessarie al suo mantenimento futuro.

Ma perché un asset ha bisogno di un modello informativo per essere gestito?

Ci troviamo di fronte a risorse ormai molto complesse con componenti sempre più tecnologiche, che generano costantemente innumerevoli informazioni.

Basti pensare a dispositivi di controllo come sensori di allarme, termostati o dispositivi per regolare l’illuminazione che sono parte integrante di un edificio e richiedono determinate procedure di manutenzione, da eseguire in specifici momenti della loro vita operativa.

Se non abbiamo prontezza nelle operazioni da effettuare, potremmo finire con l’avviare sostituzioni o manutenzioni di elementi sbagliati, causando la riduzione della vita utile degli stessi e rischi per l’incolumità di chi li utilizza. Inoltre, la riduzione della vita utile delle parti della risorsa implica la diminuzione del suo valore.

Diventa, dunque, fondamentale avere un modello informativo dell’asset che gestisce e mantiene aggiornati tutti i suoi processi operativi, ottenendo miglioramenti in termini di costi e prestazioni ed indirizzando il Facility Manager a scelte efficienti.

Per gestire un edificio in maniera così “intelligente” l’AIM deve essere redatto in maniera adeguata e definire fin da subito:

  • le modalità di produzione, raccolta, manutenzione dati;
  • le modalità di esportazione e condivisione dati;
  • le modalità di verifica e controllo della precisione e dell’accuratezza dei dati;
  • gli utenti che avranno accesso all’AIM totalmente o parzialmente;
  • i sistemi di accesso alle informazioni;
  • le strategie di backup.

Da ciò viene naturale comprendere che per gestire un AIM è imprescindibile lavorare all’interno di un Common Data Enviroment (CDE), che diventa l’unica fonte di informazioni per l’asset.

In questo ambiente di raccolta, condivisione e gestione, i dati possono essere organizzati e collegati a quattro stadi progressivi:

  • In lavorazione (Work in progress): le informazioni nel CDE sono prese in carico e sono in via di sviluppo nelle varie aree disciplinari, disponibili quindi ai soli team di riferimento;
  • Condiviso (Shared): le informazioni sono condivise tra gli interessati;
  • Pubblicato (Published): le informazioni sono verificate e possono essere utilizzate;
  • Archiviato (Archive): le informazioni, a conclusione dell’incarico, vengono conservate.
I 4 stadi progressivi del CDE

Common Data Environment | I 4 stadi progressivi

Per scoprire i vantaggi di un CDE e gestire al meglio la tua costruzione, ti invito a provare una BIM collaboration platform, che ti consente di lavorare adeguatamente secondo metodologia BIM.

Che cos’è un AIM nel BIM?

Per comprendere appieno cos’è l’AIM in un flusso di lavoro BIM facciamo riferimento alla ISO 19650-1. La norma fornisce la guida per indirizzare i processi informativi, in modo che siano sviluppati secondo standard comuni ed in maniera collaborativa.

Gerarchia dei requisiti informativi secondo la ISO 19650-1

Gerarchia dei requisiti informativi secondo la ISO 19650-1

Analizzando questo schema è possibile comprendere che l’incipit di richieste informative è in capo all’organizzazione, che ha il compito di definire l’Organizational Information Requirements (OIR).

Questa, in base alle proprie esigenze operative, dovrà definire come:

  • procedere nella gestione di una risorsa;
  • controllare i rischi connessi;
  • sviluppare differenti interventi e valutare l’impatto positivo o negativo;
  • identificare le misure di mitigazione di eventuali danneggiamenti.

Per identificare gli aspetti gestionali e le procedure tecniche dell’asset necessarie a rispondere a queste esigenze viene redatto l’Asset Information Requirement (AIR).

L’AIM da un lato raccoglie le informazioni relative alla progettazione e all’esecuzione (PIM), utili all’esercizio del bene, dall’altro, concretizza AIR con tutti i requisiti informativi legati all’uso, alla gestione e alla manutenzione:

  • elenchi attrezzature;
  • schede tecniche;
  • date e costi interventi di manutenzione.

E’ facile comprendere dunque come il BIM ti permetta di analizzare l’intero ciclo di vita della costruzione:

  •  ti aiuta a muovere i primi passi nell’ideazione della geometria architettonica o dei materiali;
  •  ti segue nella realizzazione della struttura o degli impianti;
  •  ti affianca nelle operazioni di facility management.
il BIM nel ciclo di vita della costruzione

il BIM nel ciclo di vita della costruzione

Per controllare il tuo edificio, supportare le fasi di gestione ed aggiornare continuamente i dati relativi all’uso ad alla manutenzione, senza incorrere in errori, che potrebbero causare oneri maggiori, ti consiglio di farti supportare nel tuo lavoro da un’applicazione di facility management integrata al tuo modello BIM.

Tutte le attività di verifica, controllo e manutenzione saranno effettuate direttamente sull’applicazione e ogni qualvolta saranno aggiornate, la modifica sarà immediatamente visibile sul modello.

Qual è la differenza tra AIM e PIM?

L’Asset Information Model (AIM) ed il Project Information Model (PIM) sono entrambi due modelli informativi, ma si differenziano per i contenuti e per la fase di riferimento:

  • l’AIM, si riferisce alla fase di esercizio di un’opera e contiene tutte le informazioni legate all’uso, alla gestione e alla manutenzione della stessa;
  • il PIM raccoglie tutte le informazioni relative alla fase di progettazione ed esecuzione e si ultima con la consegna dell’opera.
differenza tra AIM e PIM

Differenza tra AIM e PIM

In un flusso operativo BIM per la progettazione, la costruzione e la successiva gestione, il PIM risulta estremamente utile per la redazione dell’AIM. Infatti, una volta identificati i requisiti informativi utili alla gestione e coinvolgendo fin da subito le procedure di facility management, è sufficiente filtrare efficientemente i dati contenuti nel modello PIM, per dare vita all’AIM.

 

usbim
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