Esempio Sismabonus 110: adeguamento sismico condominio

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La guida completa per progettare gli interventi di Sismabonus 110% su un condominio in c.a., con un esempio pratico da seguire

Devi progettare interventi agevolabili con il Sismabonus 110% su un condominio? Vuoi un esempio pratico da seguire per essere certo di procedere correttamente?

In questo focus ti guido nella progettazione degli interventi agevolabili dal Sismabonus al 110% per un condominio e ti mostro in un pratico video come fare con l’ausilio del software EdiLus, il software ACCA per il calcolo strutturale.

Segui le mie indicazioni per ottenere:

  • tutte le informazioni per progettare gli interventi di miglioramento sismico;
  • la documentazione necessaria per avere la detrazione del 110% (classificazione del rischio sismico, relazioni di calcolo, asseverazioni, ecc.);
  • il link per scoprire di più su EdiLus, il software che ho utilizzato per il calcolo strutturale (aggiornato alla versione Superbonus 110).
Sismabonus condominio - EdiLus

Interfaccia EdiLus

Tipologie d’interventi agevolabili al 110%

Prima di partire con l’esempio pratico di Sismabonus su un condominio, ti voglio ricordare alcune regole essenziali per accedere alla detrazione.

Innanzitutto, chiariamo quali sono gli interventi di riduzione del rischio sismico effettivamente agevolabili al 110% dal Sismabonus.

Il comma 4 dell’art. 119 del dl 34/2020 estende il beneficio del 110% a tutti gli interventi per la riduzione del rischio sismico e in particolare agli interventi che:

  • non prevedono alcun passaggio di classe – (dl 63/2013 all’art. 16 comma 1-bis) – Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), su edifici ubicati nelle zone sismiche 1 e 2 e 3 (comma 1-ter), riferite a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive, spetta una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 50%, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno. La detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi; ricordiamo che l’art. 16 bis del TUIR lettera i) prevede l’agevolazione di interventi relativi all’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. Gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari;
  • comportano il passaggio ad 1 classe di rischio inferiore – (dl 63/2013 all’art. 16 comma 1-quater) – Qualora dalla realizzazione degli interventi di cui ai commi 1-bis e 1-ter derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione del 70% della spesa sostenuta;
  • comportano il passaggio a 2 classi di rischio inferiore (dl 63/2013 all’art. 16 comma 1-quater) – Ove dall’intervento derivi il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell’80%. Occorre far riferimento al DM 58/2017 – Linee guida Classificazione del rischio sismico;
  • su parti comuni di edifici condominiali – (dl 63/2013 all’art. 16 comma 1-quinquies) – Qualora gli interventi di cui al comma 1-quater siano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni spettano, rispettivamente, nella misura del 75% e dell’85%. Le predette detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a euro 96.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Quindi, tutti gli interventi sopra citati, grazie al decreto rilancio, usufruiscono di una detrazione aumentata al 110%.

Ciò implica che per accedere alla detrazione del 110% è sufficiente anche solo un intervento di riduzione del rischio sismico dell’edificio oggetto d’intervento, senza il passaggio di classe (prima incentivato al 50%).

Con il decreto rilancio, quindi, viene definitivamente eliminata la premialità legata alla classificazione, prevista invece dal Sismabonus ordinario.

Le regole del Sismabonus 110%

Per iniziare occorre verificare in via preliminare l’effettivo diritto ad accedere alla detrazione del 110% per gli interventi di riduzione del rischio sismico di un condominio.

Nello specifico, occorre che siano soddisfatti i seguenti requisiti:

  • verifica oggettiva (immobili agevolati);
  • verifica soggettiva (beneficiari);
  • verifica dello stato di legittimità delle parti comuni del condominio;
  • verifica zona sismica di ubicazione dell’immobile.

Per approfondire l’argomento ti consiglio anche la lettura del focus di approfondimento sullo studio di fattibilità.

Vediamo allora quali sono tutte le condizioni da rispettare per accedere alla detrazione.

Ai sensi dell’art.119, c.4 – dl 34/2020 gli interventi di riduzione del rischio sismico:

  • sono agevolati al 110% per le spese sostenute tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per la riduzione del rischio sismico;
  • sono rivolti a tutti i tipi di abitazione (principale, secondaria, ecc.) e anche a edifici produttivi;
  • non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 ma solo a quelli ricadenti in zona 1,2 o 3 (ai sensi dell’OPCM 3274/2003 e smi);
  • sono agevolati al 110% anche in caso di riduzione di una o due classi di rischio sismico delle parti comuni di edifici in condominio (commi da 1-bis a 1- sexies);
  • si applica anche alle spese sostenute dagli acquirenti delle “case antisismiche“, unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 (individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006) oggetto di interventi antisismici effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che entro 18 mesi dal termine dei lavori provvedano alla successiva rivendita (comma 1-septies);
  • consentono di avere un ulteriore bonus del 90% sulle spese della polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, stipulata contestualmente alla cessione della detrazione ad un’impresa di assicurazione. Al riguardo si precisa che la detrazione per i premi assicurativi non può essere “ceduta”. In sostanza, l’impresa di assicurazione potrà acquisire il credito corrispondente al Sismabonus ma non il credito corrispondente alla detrazione spettante per il premio assicurativo;
  • consentono la detrazione del 110% anche per la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici, se eseguiti congiuntamente ad uno degli interventi del Sismabonus e nel rispetto dei limiti di spesa previsti per tali interventi;
  • sono agevolati con un limite di spesa massimo di 96.000 euro per ogni unità abitativa.

Stato legittimo di un condominio (modifiche del decreto agosto)

Tra le verifiche che ti ho citato vorrei soffermarmi brevemente sulla verifica dello stato di legittimità e sulle modifiche apportate dal dl 14 agosto 2020, n. 104 (convertito in legge 13 ottobre 2020, n. 126).

Per accedere alla detrazione del 110% per gli interventi di Sismabonus ed Ecobonus è indispensabile presentare la pratica edilizia per ottenere i titoli abilitativi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili. Questo implica che l’immobile, allo stato di fatto, risulti pienamente “legittimo”.

Lo stato legittimo dell’immobile o dell’unità immobiliare si riferisce alla corrispondenza dello stato di fatto dell’edificio con il titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione e da quello che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio, integrato con eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali.

Per gli immobili realizzati in un’epoca nella quale non era ancora obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto, o da altri documenti probanti (riprese fotografiche, estratti cartografici, documenti d’archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza, e dal titolo abilitativo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio che ha interessato l’immobile, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali).

In sintesi, per ottenere la detrazione è indispensabile verificare preventivamente la legittimità urbanistica, catastale ed edilizia dell’immobile oggetto d’intervento.

Se lo stato di legittimità dell’immobile risulta rispettato, puoi proseguire con il progetto. In caso contrario, devi valutare in accordo con il cliente, se procedere ad una sanatoria per legittimare lo stato attuale (qualora possibile ai sensi dell’art. 34 o 36, DPR 380/2001 – Testo Unico dell’Edilizia) e successivamente procedere con il progetto degli interventi agevolabili, oppure se rinunciare al beneficio.

Ti ricordo brevemente che il dl 14 agosto 2020, n. 104 (convertito in legge 13 ottobre 2020, n. 126) ha chiarito che, per i lavori sulle parti comuni degli edifici, le asseverazioni dei tecnici abilitati in merito allo stato legittimo degli immobili plurifamiliari, e i relativi accertamenti dello sportello unico, devono riferirsi esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati dagli interventi, e non alle singole unità immobiliari.

Quindi, le difformità urbanistiche e catastali delle singole unità abitative non compromettono la possibilità di godere della detrazione per le spese relative ai lavori sulle parti comuni di edifici plurifamiliari.

Gli interventi trainati dal Sismabonus

Se stai progettando gli interventi di riduzione del rischio sismico di un condominio, devi sapere che hai la possibilità di accedere alla detrazione del 110% anche per ulteriori interventi “trainati“.

Il meccanismo incentivante del Superbonus, infatti, prevede l’agevolazione del 110% per interventi cosiddetti “trainanti” e “trainati”. Esiste, dunque, una vera e propria gerarchia che consente di accedere alla detrazione del 110% per gli interventi “trainati” solo se associati ad almeno uno dei “trainanti”.

Gli interventi di riduzione del rischio sismico (Sismabonus) rientrano tra i “trainanti” proprio perché sbloccano la detrazione per ulteriori interventi (detti appunto “trainati”) e in particolare per:

  • installazione impianto fotovoltaico;
  • installazione sistemi di accumulo.

Per avere un riepilogo sintetico della gerarchia degli interventi agevolati guarda questo schema.

Immagine che mostra uno schema sulla gerarchia degli interventi del Superbonus

Gerarchia interventi Superbonus

Sismabonus 110%: esempio pratico condominio

Ti spiego ora nel dettaglio, attraverso un esempio pratico, cosa devi fare per soddisfare tutte le condizioni necessarie per accedere al Superbonus, utilizzando EdiLus, il software ACCA per il calcolo strutturale.

Nello specifico ti illustro come:

  • modellare lo stato di fatto;
  • progettare gli interventi di miglioramento sismico;
  • ottenere tutti gli elaborati necessari per la detrazione del 110%.

Scopri di più su EdiLus (aggiornato alla versione Superbonus 110) e segui le mie indicazioni!

Descrizione dello stato di fatto

Per il mio esempio pratico di Sismabonus ho preso come riferimento un condominio realizzato nel 1975 e ubicato nel Comune di Roma. La struttura dell’edificio è articolata su quattro piani fuori terra (con altezze di interpiano di 4,00 m per il piano terra, e 3,10 m per i piani tipo) più il torrino del vano scala. L’ultimo impalcato costituisce una copertura piana accessibile dalla scala interna. L’edificio presenta una pianta regolare rettangolare di circa 26,10 m x 10,30 m.

La struttura portante in c.a. è costituita da un telaio tridimensionale in c.a. con pilastri 30 x 50 cm. Le travi sono del tipo emergente, con sezione 30 x 50 cm, ed a spessore di dimensione 60 x 20 cm. Le opere di fondazione sono costituite da travi rovesce in c.a. a sezione T rovescia, con lato pari a 100 cm.

Gli orizzontamenti sono costituiti da solai del tipo latero-cementizio con altezza 20 cm, soletta di spessore 4 cm e luce massima di 5,75 m. I solai sono del tipo a travetti gettati in opera di base 10 cm, intervallati ogni 50 cm ed armati con 8 Φ 10 inferiori ed uno superiore.

I pilastri esistenti sono armati con ferri longitudinali ø 16 nei vertici e ø 12 lungo le pareti, con staffe ø 10 con raffittimenti alle estremità o nei nodi.

Le travi sono armate con ferri longitudinali ø 16, continui lungo le campate (ferri inferiori), con staffe ø 10 mediamente raffittite verso gli appoggi.

La conoscenza dello stato di fatto è essenziale per la modellazione dell’edificio e per l’individuazione degli interventi migliorativi e sono state necessarie una serie di analisi ed indagini al fine di definire un buon livello di conoscenza della struttura.

Sismabonus condominio - definire la carpenteria con EdiLus

Come definire la carpenteria con EdiLus

Nello specifico, sono state condotte indagini del tipo “esteso”, che hanno consentito il raggiungimento di un livello di conoscenza LC2, a cui corrisponde un fattore di confidenza FC = 1,20.

In particolare:

  • la geometria e le carpenterie sono state ottenute dai disegni originali del progetto dell’epoca;
  • i dettagli strutturali sono stati ricavati dagli elaborati progettuali dell’epoca;
  • le proprietà dei materiali sono state ottenute da prove estese in situ:
    • prove distruttive (carote di calcestruzzo e spezzoni di armatura);
    • prove non distruttive (indagini sclerometriche ed ultrasoniche).

Come creare il modello dello stato di fatto con EdiLus

A questo punto possiamo procedere con la modellazione dello stato di fatto del condominio.

Per costruire il modello dello stato di fatto puoi operare nei seguenti modi:

  • crea un nuovo file, scegli l’opzione “Cemento Armato”, “Costruzione Esistente”, “Situazione di Fatto (ANTE intervento)” e clicca su “Continua”;
  • modella la struttura seguendo la modalità che preferisci:
    • se hai modellato il tuo fabbricato con Edificius, importa il modello sfruttando l’integrazione tra i due software;
    • se hai il modello IFC realizzato con Edificius o con altro software di modellazione 3D, importa il file IFC;
    • se hai un DWG/DXF importa il file e riconosci gli elementi con la bacchetta magica;
    • modella la tua struttura con gli oggetti di EdiLus;
    • completa la modellazione inserendo gli elementi strutturali specifici (fondazioni, solai, ecc.);
  • dal Navigatore, in “Dati Norma” > “Analisi sismica”, definisci il sito dell’opera oggetto d’intervento;
  • in “Calcolo” > “Modello strutturale e carpenteria”, definisci le armature esistenti negli elementi strutturali;
  • esegui il calcolo completo;
  • salva il file dello stato di fatto.

Il modello dello stato di fatto permette di valutare (secondo la Linea Guida approvata con dm n. 58 del 28/02/2017 e successivi aggiornamenti del 07/03/2017, del 09/01/2020 e del 06/08/2020) anche la classe di rischio della costruzione ante operam. Nel caso in esame l’edificio è di classe D e la classe di rischio è stata attribuita utilizzando il metodo convenzionale, per il quale sono previste 8 classi di rischio, con rischio crescente da A+ a G.

Gli interventi di Sismabonus per il condominio

L’analisi dello stato di fatto ha evidenziato diverse criticità riguardanti soprattutto le verifiche di tipo sismico. In particolare, le verifiche di resistenza hanno evidenziato una carenza delle armature, come testimoniato dai seguenti grafici delle PGA (accelerazioni di collasso) nello stato di fatto.

Gli interventi pensati per migliorare le prestazioni della struttura sono:

  • placcaggio per flessione sulle travi con FRP;
  • confinamento dei nodi con FRP;
  • incamiciatura in c.a. dei pilastri 1-8-9-16-17-24 di spessore 6 cm, al piano terra e al piano primo;
  • sottofondazione (allargamento della base) sulle travi 1-9, 9-17, 16-24 e 8-16.

Per l’incamiciatura in c.a. dei pilastri del piano terra e piano primo del condominio, è stato previsto:

  • Cls C28/35;
  • copriferro da 2,00 cm;
  • staffe ø10 piegate a 135°;
  • armature su entrambi i lati con 3 ø16;
  • spessori di rinforzo di 6,00 cm.

Per le sottofondazioni (allargamento della base) sulle travi è stato utilizzato:

  • cls C25/30 per il rinforzo;
  • magrone di spessore 30 cm.

Per il confinamento dei nodi è stato utilizzato:

  • FRP (polimeri fibrorinforzati a matrice polimerica) di larghezza 30 cm e spessore è di 0,2 cm.

Placcaggio travi:

  • tutti gli interventi sulle travi effettuati sui vari livelli sono in FRP (polimeri fibrorinforzati a matrice polimerica) di larghezza 30 cm e spessore 0,1 cm.
sismabonus condominio - adeguamento sismico con EdiLus

Interventi realizzati per l’adeguamento sismico

Come fare il progetto con EdiLus

Per procedere con EdiLus al progetto degli interventi di adeguamento/miglioramento sismico ai fini del Sismabonus sul condominio in esame (alla fine di questo articolo ti mostro come fare in un apposito video):

  • crea un nuovo file, scegli l’opzione cemento armato, costruzione esistente, situazione post intervento;
  • seleziona il file dello stato di fatto che hai appena modellato;
  • dalla vista 3D, nel menù a tendina, scegli interventi c.a.;
  • dalla tool bar, scegli gli interventi di progetto ed assegnali a ciascun elemento strutturale interessato (nel mio caso ho scelto l’incamiciatura degli elementi strutturali esistenti, il confinamento dei nodi, ecc.);
  • personalizza l’intervento scegliendo le caratteristiche meccaniche;
  • lancia il calcolo completo;
  • dal navigatore, genera automaticamente gli elaborati tecnici.

Gli interventi applicati hanno consentito il passaggio dalla classe sismica D alla classe A.

Classificazione del rischio sismico

Documentazione tecnica per il Sismabonus

Con EdiLus, al termine del calcolo, puoi generare automaticamente la documentazione richiesta per accedere al Superbonus 110% e nello specifico:

  • relazione tecnica di calcolo;
  • elaborati grafici sintetici;
  • relazione geotecnica;
  • tabulati di calcolo;
  • scheda di Vulnerabilità sismica e di confronto (ANTE-POST interventi);
  • relazione illustrativa dell’attività conoscitiva;
  • asseverazione della Classe di Rischio Sismico.

La compilazione dei documenti necessari al Superbonus è molto semplice con la nuova versione di EdiLus aggiornata appositamente per il Superbonus.

Occorre:

  • andare nel nodo dedicato “Classificazione del Rischio Sismico”;
  • compilare i dati necessari nel wizard che si apre.

Inoltre, ai fini fiscali, l’agevolazione del Sismabonus richiede la compilazione dei seguenti documenti, introdotti dal DM MiSE del 6 agosto 2020:

  • asseverazione del Progettista dei Lavori, sul risultato della Classificazione Sismica della Costruzione, corredata da una Relazione Tecnica (cfr. Allegato B del D.M. n. 329 / 2020);
  • attestazione del Direttore dei Lavori, sulla conformità degli interventi antisismici in relazione alle spese sostenute (cfr. Allegato B1 del D.M. n. 329 / 2020);
  • attestazione del Collaudatore, sulla conformità degli interventi antisismici realizzati (cfr. Allegato B2 del D.M. n. 329 / 2020);
  • stati di Avanzamento dei Lavori, ove previsti e in numero massimo di due, comprovanti l’ammontare delle spese effettivamente sostenute, e firmati dall’impresa esecutrice e dal Direttore dei Lavori.

Il video che mostra come fare il Sismabonus su un condominio con EdiLus

Ti propongo un video tutorial in cui ti mostro tutti i passaggi che devi seguire per progettare gli interventi previsti dal Sismabonus per un condominio  in c.a.

 

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