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Ecco i due italiani premiati dal MIT come migliori ricercatori under 35 del 2018

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Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha premiato, tra i migliori ricercatori under 35 europei, due italiani: vediamo chi sono, dove lavorano, quali le loro ricerche e i risultati auspicati

Anche quest’anno il Massachusetts Institute of Technology, attraverso la sua “media company” MIT Technology Review, ha premiato i migliori ricercatori under 35 del 2018.

La selezione, così’ come la premiazione, avviene suddividendo i ricercatori under 35 per aree:

  • Asia Pacific: Australia, Hong Kong, New Zealand, Southeast Asia,Taiwan
  • Europa
  • India
  • Sud america
  • Cina
  • Paesi Arabi e nord Africa

Nella sezione europea, tra i vincitori, troviamo due giovani ricercatori under 35 italiani:

  • Francesca Santoro, ricercatrice nel campo delle nanotecnologie biomediche che sfrutta materiali fotovoltaici per curare la pelle
  • Francesco Gatto, ingegnere chimico e bio-informatico che lavora nel campo della ricerca sui tumori utilizzando l’intelligenza artificiale (AI)

Il premio

Ogni anno dal 1999 la rivista MIT Technology Review premia giovani e brillanti innovatori, ricercatori under 35, che abbiano impattato positivamente sulla società attraverso ricerche condotte nel campo della tecnologia. Su oltre 1000 candidati ogni anno vengono selezionati in tutta Europa solo 35 innovatori meritevoli del prestigioso titolo di “MIT Technology Review Innovator under 35”.

Durante la cerimonia di premiazione i vincitori hanno l’opportunità di far conoscere la propria attività di ricerca ad un pubblico internazionale di esperti, investitori, ricercatori e appassionati di tecnologia.

L’obiettivo della competizione è dare visibilità alle giovani menti che contribuiscono a produrre nuove tecnologie che avranno impatto positivo sulla collettività.

Vediamo più da vicino i due ricercatori under 35 italiani che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento, qual’è l’oggetto delle loro ricerche, quali i benefici che questi loro studi potranno avere sulla società.

Un cerotto per rigenerare la pelle da ustioni

E’ una storia emblematica: finalmente ci porta a dire non solo ‘cervelli in fuga‘ ma anche ‘cervelli che ritornano‘.

Nata a Napoli 32 anni fa Francesca Santoro si è laureata all’Università Federico II in ingegneria biomedica; dopo aver completato un master all’Università di Napoli Federico II e un dottorato presso l’Università tecnica di Aquisgrana (Germania), ha deciso che era giunto il momento di “sviluppare un progetto che aiutasse le persone“.

Ha così trascorso tre anni nel Dipartimento di Chimica della Stanford University (USA) esplorando le possibilità offerte dalla nanotecnologia per la progettazione di nuovi materiali che interagiscano meglio con le cellule viventi.

Quindi il ritorno in Italia, nel 2017.

ricercatori under 35 premiati dal MIT - francesca santoro

Qui il suo lavoro è incentrato nella ricerca di un materiale fotovoltaico integrato nella pelle che, trasmettendo impulsi elettrici alle cellule danneggiate da ustioni o ferite, ne acceleri la rigenerazione. In pratica si tratta di un cerotto fotovoltaico 3D, un dispositivo indossabile usa-e-getta, economico e flessibile, in grado di stimolare la rigenerazione delle aree lesionate della pelle, accelerando la guarigione delle ferite.

Gli studi, condotti nei laboratori dell’IIT (Instituto Italiano di Tecnología) di Napoli, l’hanno portata a diventare la prima italiana vincitrice degli Innovators Under 35 Europe 2018 del MIT.

La ricercatrice napoletana spiega che le tecniche attuali per il trattamento di gravi ustioni prevedono l’utilizzo della pelle del paziente o, in alternativa, l’utilizzo di tessuti da donatori: la prima opzione ha dei limiti in quanto crea una nuova ferita e non è adeguata per coprire grandi aree; la seconda invece comporta un alto rischio di infezione e rigetto.

Una ulteriore alternativa potrebbe essere rappresentata da sostituti di pelle a base di cellule staminali: va però considerato che attualmente non esiste una disponibilità sufficiente per trattare oltre 10 milioni di persone che soffrono di gravi ustioni ogni anno.

Ecco quindi l’idea di rigenerare la pelle danneggiata usando l’elettroterapia, cioè applicando piccoli impulsi elettrici alle cellule per accelerare la proliferazione di fibroblasti e cheratinociti, cellule che aiutano il corpo a creare una pelle sana.

A livello cellulare, questo impulso elettrico innesca la produzione di alcune proteine ​​che danno istruzioni a queste cellule per proliferare più velocemente.

La ricercatrice italiana ha spiegato che queste cellule “impiegano circa due settimane per proliferare e portare alla guarigione della ferita” e aggiunge: “Stiamo facendo delle ricerche per capire se con questi impulsi possiamo dargli una spinta e ridurre il tempo di metà o più, in modo che siano più veloci delle cicatrici non benefiche, la cui proliferazione è solitamente più veloce“.

Francesca Santoro ha cosi creato il primo prototipo di pannello solare flessibile che è stabile a contatto con le cellule; prossimo passo sarò quello di confermare che funziona correttamente e mantiene la sua integrità.

L’intelligenza artificiale per la ricerca sul cancro

E’ veneto il secondo ricercatore italiano under 35 premiato dal MIT.

Francesco Gallo, dopo un dottorato in ingegneria chimica all’università di Padova, si è trasferito in Svezia dove ha fondato la sua azienda con una mission chiara: diminuire i decessi a seguito di tumori curabili.

L’obiettivo è quello di individuare i tumori il prima possibile e seguirli sin dalle prime fasi, quando i trattamenti disponibili possono essere più efficaci.

Ed è proprio grazie a questo lavoro che è diventato uno dei vincitori di Innovators Under 35 Europe 2018 del MIT Technology Review.

Lo strumento con il quale il nostro, ingegnere chimico e bio-informatico, si propone di raggiungere l’obiettivo è quello di sviluppare biopsie liquide per vari tipi di cancro in cui un insieme di biomarker consentono di rilevarle tempestivamente. Le analisi servirebbero anche a monitorare possibili ricadute e prevedere la risposta al trattamento, anche per lunghi periodi di tempo.

 

ricercatori under 35 premiati dal MIT - francesco gallo

A differenza di altre biopsie liquide che analizzano il materiale genetico che scorre attraverso il sangue, la sua scoperta rileva 19 metaboliti GAG: il livello di queste sostanze nel sangue si è dimostrato un indicatore molto preciso per il rilevamento di vari tipi di cancro.

Una volta eseguito il test con il campione di sangue o di urina, gli algoritmi di apprendimento automatico analizzano i risultati e li confrontano con i dati clinici precedenti, in particolare con il modello previsto di GAG in ciascun tipo di cancro (la cosiddetta ‘firma del cancro‘) .

Il giovane ingegnere italiano ha spiegato che il vantaggio di questo approccio è che l’analisi è identica per tutti i tipi di cancro, ma le firme, e quindi i punteggi GAG, sono specifiche per ogni tipo.

Gatto ha dimostrato il potenziale diagnostico dei GAG in più di 10 tipi di cancro.

Il suo team sta già sperimentando questa tecnica in studi clinici in Svezia; sta inoltre collaborando con il più grande ospedale di urologia europeo, a Milano, con test sull’individuazione dei tumori della prostata e con l’ospedale di Göteborg (Svezia) per il cancro ai polmoni, uno dei tumori più comuni e mortali.

Ci sono molte prove che suggeriscono che la diagnosi precoce riduce la mortalità, ed è questo l’unica cosa che conta“, dice il giovane.

 

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